gianluca ibarra silvera

MILANO, SUDAMERICA – L’ALTRO IERI UN 22ENNE ECUADOREGNO, GIANLUCA IBARRA SILVERA, È STATO UCCISO DA UNA GANG DI LATINOS DEL CLAN DEI “LATIN KING” – L’HANNO NOTATO IN SERATA MENTRE COMPRAVA BIRRE A UN SUPERMERCATO INSIEME AL PADRE, POI DI NUOVO ALLA STAZIONE CERTOSA: PRIMA L’HANNO INSULTATO URLANDO “SIAMO LATIN KING, RE DI QUESTA ZONA”, MIMANDO GESTI E CODICI DELLA GANG. POI È PARTITO UN LANCIO DI SASSI, GIANLUCA È SCAPPATO, MA È INCIAMPATO SUI BINARI, È STATO RAGGIUNTO E MASSACRATO...

1 - ACCOLTELLATO DA UNA BANDA INCROCIATA ALLA STAZIONE "LO HANNO UCCISO I LATINOS"

Estratto dell'articolo di Massimo Pisa per “la Repubblica”

 

Gianluca Ibarra Silvera

Il secondo incrocio sulla banchina della stazione Certosa, terra di nessuno alla periferia nord della città, è quello fatale. Gianluca Ibarra Silvera torna sui binari dopo aver accompagnato a casa papà Wilmer, in fondo ad una serata gonfia di birre a poco prezzo. Accanto al ragazzo, 22 anni e un lavoro come allestitore di stand per fiere e mercati nella piccola impresa di famiglia, c'è il fratello 20enne Gianfranco e un amico.

 

Mentre aspettano il treno che dovrebbe riportarli a Segrate, nell'hinterland est, dove vive la mamma separata dei due ragazzi, notano il gruppetto di una decina di ombre che li aveva insultati poco prima, all'uscita del parcheggio della grande Esselunga. Sono latinos come loro, nati a Milano da genitori ecuadoriani di Milagro, ma abbigliamento e cappellini tradiscono l'appartenenza della banda.

 

latin king gang ecuador

E c'è un ragazzo, uno solo, col passamontagna in testa, che urla: «Siamo Latin King, siamo i re di questa zona». Pandilla, codice violento importato da oltre Atlantico che a Milano ha attecchito a inizio secolo e periodicamente ritorna.

 

Gli insulti non saziano la loro aggressività. Parte un lancio di sassi verso i tre ragazzi, che intuiscono il pericolo imminente e scappano.

 

Ma tra i binari 5 e 6 Gianluca inciampa in una traversina, cade e viene raggiunto dal branco. Tra le mani spuntano lame e cocci di bottiglia, forse forbici. Lo colpiscono alle gambe, una trentina di fendenti compreso quello che recide l'arteria femorale. [...]

 

 

2 - WILMER IBARRA - LA LITE, L’INSEGUIMENTO, LE COLTELLATE: 22ENNE UCCISO DA UNA GANG IN STAZIONE

Estratto dell’articolo di Cesare Giuzzi e Pierpaolo Lio per il “Corriere della Sera”

 

Wilmer Ibarra, padre di Gianluca

L’assalto a coltellate e cocci di bottiglia. Il sospetto di un agguato di una banda di «Latin king» per marcare il territorio. Sui binari della stazione Certosa, colpito con più di venti coltellate, rimane Gianluca Ibarra Silvera, 22 anni, nato a Milano da genitori di origini ecuadoriane, casa a Segrate.

 

Sul corpo, soprattutto nella zona delle gambe, una serie di ferite. Quella più profonda gli avrebbe lesionato l’arteria femorale. Un colpo mortale, nonostante il disperato tentativo dei medici del Fatebenefratelli di salvargli la vita. La morte poco dopo l’arrivo in ospedale, nella nottata tra martedì e mercoledì.

 

latin king gang ecuador

Ad aggredire il 22enne, il fratello 20enne Gianfranco e un amico 33enne, sarebbero stati nove-dieci ragazzi, anche loro di origini sudamericane, tra i quali potrebbero esserci alcuni minorenni.

 

Ma soprattutto, secondo i primi riscontri delle indagini della squadra mobile, [...] del gruppo degli aggressori farebbero parte appartenenti alle pandillas, le gang latine che negli ultimi due decenni sono state protagoniste di violenze e omicidi a Milano.

 

Gruppi come la Mara Salvatrucha, di origine salvadoregna, o i Latin king, già più volte colpiti da operazioni e arresti. Tutto succede poco prima delle 22.30 dell’altro ieri alla stazione Certosa di via Mambretti, nella periferia nord ovest.

 

AGGRESSIONE A GIANLUCA IBARRA SILVERA

Prima dell’aggressione mortale, c’era stato una sorta di preambolo quando la vittima, il fratello e il padre (che vive lì vicino) erano usciti per acquistare alcune birre in un minimarket. In quel momento avevano notato il gruppo di giovani, forse meno numeroso, che stava bevendo vicino ai binari.

 

Secondo il racconto dei familiari, alcuni avrebbero iniziato a mimare con le mani lettere e corone, simboli della banda dei Latin King. Alcuni minuti dopo, quando i due fratelli e l’amico, sono tornati in stazione per prendere il treno che li avrebbe riportati a Segrate, è iniziata l’aggressione. «Ci hanno attaccato a freddo», giura il fratello più giovane.

 

UNA GANG LATINA IN AZIONE NELLA METROPOLITANA DI MILANO

Nelle telecamere si vede il gruppo inveire contro i ragazzi, poi un lancio di pietre e bottiglie, infine la rincorsa con il 22enne che inciampa e cade più volte. L’ultima tra le traversine del binario 6 quando viene raggiunto e colpito con violenza brutale. Una ventina le lesioni individuate dai medici, forse con l’uso di più coltelli.

 

Una lama da cucina è stata sequestrata vicino al quarto binario, un altro coltello insanguinato è stato trovato poco lontano, tra i cocci di bottiglie. Secondo la testimonianza del padre e del fratello, il gruppo avrebbe urlato «siamo i King» e «qui comandiamo noi». Sui muri della stazione, gli agenti della Mobile e della Polfer hanno trovato il loro marchio: «LK» tracciate con la vernice.

 

latin king gang ecuador

Dopo l’agguato una parte del gruppo è salita su un treno diretto a Treviglio (Bergamo).

Ma i ragazzi sarebbero subito scesi alla fermata successiva di Villapizzone, quartiere già emerso in altre indagini sulle gang latine. Altri sono scappati a piedi. In tutto erano quasi una ventina: vestiti di nero, tatuaggi sulle braccia e collanine. Secondo gli esperti della questura che da vent’anni si occupano del fenomeno, la zona della stazione di Certosa non risulterebbe tra quelle tipiche dei Latin king.

 

L’aggressione potrebbe essere un tentativo di espansione. È possibile che vedendo altri giovani sudamericani, la gang abbia pensato di trovarsi di fronte a un gruppo rivale.

Gianluca Ibarra Silvera lavorava con lo zio in una azienda che si occupa di allestimenti per le fiere, spesso all’estero. Non ha mai avuto problemi con la giustizia.

«Era un bravo ragazzo, tranquillo, e un gran lavoratore».

 

latin king gang ecuador

3 - «L’HO SENTITO URLARE AL FRATELLO RIPETEVA: NON VOGLIO MORIRE»

Estratto dell'articolo di P. Lio per il “Corriere della Sera”

 

«Guardi. Guardi questa mano. È il sangue di mio figlio». Sul palmo sinistro, macchie rossastre. Gli occhi gonfi. Gli amici attorno a provare a rincuorarlo. Wilmer Ibarra [...] non si dà pace: «Ho sentito un urlo. Sono corso là, ma sono arrivato troppo tardi. Sono arrivato tardi».

 

Ma c’era stato qualche screzio prima con gli aggressori?

gang latine a milano 3

«Con mio figlio? Ma era un pezzo di pane. Non ha mai fatto male a nessuno. Era un gran lavoratore. Eravamo appena tornati da Como, dal lavoro. Eravamo stanchi. Volevamo solo stare tranquilli».

 

L’altro suo figlio che le ha raccontato?

«Che queste mer.. li hanno aggrediti. Sono scappati. Ma mentre attraversavano i binari Gianluca è caduto tre volte. Per due, suo fratello l’ha aiutato. La terza, non ce l’ha fatta. Il maggiore ce li aveva già addosso. È sotto choc. L’ha sentito urlare: “Aiuto, aiuto.

Non ammazzatemi”».

 

[...] Li avevano mai visti prima?

«Poco prima. Avevo accompagnato i miei figli al minimarket, e abbiamo incrociato questi sei. Facevano gli sbruffoni, con le mani facevano simboli di gang . Poco dopo, i miei figli sono andati in stazione per tornare a casa, dalla loro madre. Li hanno incontrati di nuovo. Erano di più, però. Avevano coltelli, forbici, bottiglie. E me l’hanno ammazzato. Ma per cosa?» .

gang latine a milano 1GUERRA TRA GANG LATINOAMERICANE A MILANOGUERRA TRA GANG LATINOAMERICANE A MILANOgang latine a milano 2

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