luigino dangelo moglie

IL DOLORE DELLA MOGLIE DI LUIGINO D'ANGELO: “È DIFFICILE DIRE SE SI SIA TOLTO LA VITA O SE, PIUTTOSTO, SIA STATO UCCISO. I RESPONSABILI DELLA SUA MORTE SONO IN TANTI. NON PERDONO CHI HA SCRITTO QUEL DECRETO, CHI L'HA APPROVATO, CHI L'HA APPLICATO. QUALCUNO DEVE PAGARE”

Fabrizio Roncone per il “Corriere della Sera”

SALVINI DAVANTI ALLA SEDE DI BANCA ETRURIASALVINI DAVANTI ALLA SEDE DI BANCA ETRURIA

 

Prima conviene fare un passaggio in banca. Anche per vedere che facce hanno.
La filiale della Banca dell' Etruria è al numero civico 5 di corso Centocelle. Le pareti verdine, un arredamento sobrio, la stanza del direttore in fondo, dopo la sala degli sportelli.


Arriva una segretaria imbronciata: «No, mi spiace: il direttore non può riceverla. Se vuole, telefoni ad Arezzo, alla sede principale».
Dicevano la stessa cosa a Luigino D' Angelo di anni 68 anni, ex dipendente dell' Enel in pensione. Non possiamo riceverla, torni domani, anzi non torni per niente, tanto purtroppo c' è poco da fare: i suoi centodiecimila euro non li rivedrà.


E lui immobile, paralizzato in un miscuglio di stupore e rabbia davanti a questa porta (se lo ricorda bene un impiegato: «Poveraccio, per una settimana intera s' è presentato qui, ogni mattina, e da qui non si muoveva».
I risparmi di una vita, un pezzo di liquidazione, azioni e obbligazioni che funzionari abili lo avevano convinto a sottoscrivere con un profilo a «rischio elevato»: tutto bruciato nel rogo previsto dall' operazione Salvabanche.

LUIGINO DANGELO MOGLIELUIGINO DANGELO MOGLIE


Per consolarlo: «Vabbè, signor D' Angelo, in fondo le resta pur sempre l' accredito della pensione, no?».
Certe storie le leggi solo sul giornale, pensava.
Certe storie non possono capitare proprio a te.
Certe storie sono incubi, però poi ti svegli sudato e ti resta solo un po' d' ansia addosso.
Invece tornava a casa e capiva che non era un incubo.


La casa è in via Ugo La Malfa, zona Faro, nella parte alta della città. Villini a due piani sul dorso sbagliato della collina, il mare non si vede.
Il giardino della famiglia D' Angelo è tra i più curati. C' è un pino largo e basso, ci sono rose bellissime, ci sono fiori fuori stagione. Sulla rampa del garage, un Suv giapponese coperto con un telo. Sul vialetto, un grosso scooter. Le biciclette sono nel retro. Le biciclette erano la vera passione del signor Luigino.

BANCA ETRURIA - IL PENSIONATO SUICIDABANCA ETRURIA - IL PENSIONATO SUICIDA


Un uomo mite, una persona perbene, un pensionato senza figli che vorrebbe godersi gli anni della pensione in santa pace, un signore distinto - come si diceva un tempo - che sembra perfetto per vivere in un villino così.
Solo che poi tornava dalla banca e si ritrovava dentro lo stesso incubo.
Hai perso tutti i soldi.
Ti hanno ingannato.
E non puoi farci niente.


La moglie Lidia aveva intercettato brutti pensieri. Quando vivi insieme da cinquant' anni, ti basta mezzo sospiro. Da una settimana evitava di lasciarlo solo in casa. Ma lui s' era ingegnato di nascosto: scelto il tipo di corda (robusta: era alto un metro e 87) e il tipo di nodo; stabilito pure dove legare la corda (alla balaustra delle scalette che portano giù in sala hobby).
Non gli restava che decidere il giorno.
È impossibile capire con quali criteri si possa decidere un giorno così.
Il signor Luigino scelse un sabato: lo scorso 28 novembre.

BANCA ETRURIABANCA ETRURIA


Alle 16.20, rilesse per l' ultima volta sul computer la lettera di congedo dalla moglie, dalla banca (con accuse tremende) e dalla vita; aspettò che la suocera Anna salisse al piano superiore e che la moglie Lidia uscisse ad annaffiare le rose.
Quanto puoi metterci ad annaffiare una pianta di rose?
A lui bastò.

SALVINI DAVANTI ALLA SEDE DI BANCA ETRURIA SALVINI DAVANTI ALLA SEDE DI BANCA ETRURIA


Adesso siamo tutti qui fuori dal cancello - solito pattuglione di cronisti, cameraman, fotografi - ad immaginarci la scena che può essersi trovata davanti la moglie Lidia.
È una donna esile, indossa un maglioncino giallo, ha i capelli a caschetto; colpisce il tono della sua voce: che ha perduto il tremore del dolore e ha assunto la freddezza di chi vuole e pretende giustizia (intanto, poco fa, la Procura di Civitavecchia ha annunciato l' apertura di un fascicolo: reato ipotizzato, «istigazione al suicidio»).


La signora Lidia parla a rate, un po' al citofono, un po' al telefono, un po' dal vivo e il primo a parlarci personalmente e a convincerla a raccontare tutto è stato Paolo Gianlorenzo, il direttore di EtruriaNews .

BANCA ETRURIA BANCA ETRURIA


Il riassunto delle dichiarazioni di Lidia D'Angelo è questo: «Tutto è cominciato a giugno, quando la banca convocò mio marito, spiegandogli che il suo profilo non era più adeguato al suo investimento: non so come, lo convinsero a passare da un profilo a «basso rischio» ad un profilo ad «alto rischio». Gli hanno fatto mettere un sacco di firme su un sacco di fogli. Lui, ad un certo punto, è stato assalito dal sospetto di essere stato incauto: ma quelli gli risposero che ormai aveva firmato e non poteva più tornare indietro. Abbiamo trascorso un' estate infernale. L' idea di ritrovarsi tutti i risparmi in una posizione di pericolo lo tormentava. Il decreto del governo è stata la mazzata finale. Luigino ha scoperto di aver perso tutto in un pomeriggio. È difficile dire se si sia tolto la vita o se, piuttosto, sia stato ucciso. I responsabili della sua morte sono in tanti. Non perdono chi ha scritto quel decreto, chi l' ha approvato, chi l' ha applicato. Qualcuno deve pagare».

SALVINI DAVANTI ALLA SEDE DI BANCA ETRURIA   SALVINI DAVANTI ALLA SEDE DI BANCA ETRURIA


Luigino D' Angelo è sempre stato un uomo di sinistra. «Per anni è stato iscritto alla Cgil», ricorda con passo struggente Alberto Leopardo, che fu suo segretario sindacale e che è padre di Enrico, il responsabile del Pd locale. «Le ragioni del suicidio di Luigino le conoscevamo tutti da giorni in città... Ma sono state rese note solo dopo due settimane. Curioso, no?».

banca etruriabanca etruria


Il nipote preferito del signor Luigino si chiama Adriano Renzi (cognome qui a Civitavecchia assai diffuso: un po' meno il nome che Adriano ha dato a suo figlio, Matteo).
«Mio zio, questa è la pura verità, è stato rovinato e moralmente traumatizzato da quel decreto voluto proprio da un governo in cui lui credeva tanto, tantissimo...».
Le telecamere dei tigì si spengono.
Passa un marinaio, ha i gradi da ufficiale e, giunto innanzi al cancello, si fa il segno della croce.
Da qui il mare non si vede. Ma, come diceva il signor Luigino quand' era un pensionato felice, si vedono i gabbiani che partono in picchiata per andarci a pesca.

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"?