peter thiel

IL MONDO SECONDO PETER THIEL: DEMOCRAZIA E LIBERTÀ NON SONO PIÙ COMPATIBILI, S’AVANZI UNA TECNO-OLIGARCHIA LIBERTARIA SENZA CONSENSO – NEI SUOI SAGGI, IL FONDATORE DI PALANTIR TEORIZZA DA ANNI UNA NUOVA SOCIETÀ CHE SUPERI LE LIBERAL-DEMOCRAZIE. IL FUTURO SARÀ GUIDATO DA ELITE ALTAMENTE SPECIALIZZATE, CHE ARCHIVIERANNO I PROCESSI DECISIONALI DI MASSA – NE PARLERÀ ANCHE A ROMA DAL 15 AL 18 MARZO, OSPITE DELL’ANGELICUM, LA PONTIFICIA UNIVERSITÀ DI SAN TOMMASO D’AQUINIO, CON TRE CONFERENZE SEGRETISSIME SULL’ANTICRISTO E ALTRE FACEZIE…

FLASH – A ROMA PETER THIEL, DAL 15 AL 18 MARZO, SARÀ OSPITE DELL’ANGELICUM, LA PONTIFICIA UNIVERSITÀ SAN TOMMASO D’AQUINO: CONVERTITO AL CATTOLICESIMO, THIEL È OSSESSIONATO DALLA FIGURA DELL’ANTICRISTO. FORMATO ALLA SCUOLA DEL FILOSOFO CATTOLICO RENE GIRARD, RITIENE CHE LA CHIESA SIA UN ARGINE, INSIEME ALLE ARMI TECNOLOGICHE, PER DIFENDERE L’OCCIDENTE MESSO A RISCHIO DALL’IDEOLOGIA WOKE, DALLA MINACCIA CINESE E DA UN POSSIBILE TOTALITARISMO DIGITALE (CHE LUI STESSO, PERÒ, STA CONTRIBUENDO A CREARE) - THIEL PARLERA' NELLA CHIESA IN CUI HA CONSEGUITO IL DOTTORATO PAPA LEONE XIII...

https://www.dagospia.com/cronache/flash-roma-peter-thiel-sara-ospite-dell-angelicum-pontificia-universita-466608

 

TRE GIORNI DI LEZIONI BLINDATISSIME A ROMA ALL’ANGELICUM PARLERÀ DELL’ANTICRISTO

Estratto dell’articolo di S. GIR. per “La Verità”

 

Dietro la storia imprenditoriale di Peter Thiel esiste una architettura teorica piuttosto strutturata. Thiel è autore di saggi e interventi pubblici in cui riflette sul rapporto tra tecnologia, potere e istituzioni politiche. In questi testi emerge una critica radicale alla democrazia liberale contemporanea, giudicata incapace di governare società sempre più complesse e tecnologicamente avanzate.

 

peter thiel

Della sua visione del mondo e dell’Anticristo parlerà nella sua prossima tre giorni di Roma (dal 15 al 18 marzo), dove terrà altrettante conferenze all’Angelicum, la Pontificia Università di San Tommaso d’Aquinio. Le lezioni, lunghe tre ore ogni giorno, saranno super esclusive, saranno su invito, a porte chiuse e strettamente non filmabili attraverso i cellulare.

 

Il punto di partenza del suo ragionamento è l’idea che la crescita della conoscenza scientifica abbia prodotto una specializzazione estrema.

 

PETER THIEL

Le tecnologie che strutturano la vita contemporanea sono comprese solo da piccole comunità di esperti, mentre la maggioranza della popolazione non possiede gli strumenti per valutare le reali implicazioni e i limiti. In un saggio del 2015 dedicato al rapporto tra scienza e politica, Thiel osserva che la complessità della ricerca scientifica rende difficile per i cittadini comprendere l’insieme del progresso tecnologico e le sue conseguenze sociali. Ne deriva, secondo lui, una tensione tra il principio democratico dell’uguaglianza politica e la realtà di un mondo dominato da competenze altamente specializzate.

 

Da qui prende forma una critica che Thiel ha espresso più volte in modo esplicito. In un celebre intervento del 2009 (The Education of a Libertarian, pubblicato nel 2009 sulla rivista del think tank Cato Institute) scrisse di non ritenere più compatibili libertà e democrazia. Alcune conquiste del Novecento, come l’estensione del suffragio universale, la crescita dello Stato sociale e la ricerca del consenso politico hanno reso più difficile, a suo giudizio, preservare una società veramente libertaria.

 

palantir 1

L’argomento non è che la democrazia sia illegittima, ma che le istituzioni rappresentative moderne tendano a rallentare o bloccare l’innovazione tecnologica attraverso regolazioni, procedure e compromessi politici. In un sistema politico basato sul consenso di massa, sostiene Thiel, decisioni complesse vengono spesso prese da elettori che non hanno alcuna competenza tecnica sui temi in discussione.

 

Si tratta di un argomento vecchio come Platone, come minimo. Niente di nuovo. Se una novità c’è è che al posto del governo dei filosofi di Platone, Thiel vede una oligarchia di tecnologi.

 

i servizi di palantir - Dataroom - Corriere della Sera

Cioè, la conseguenza di questo ragionamento è una visione decisamente elitaria del potere tecnologico. Nella prospettiva di Thiel, l’innovazione nasce da piccoli gruppi di individui altamente competenti. Le grandi trasformazioni non sono il prodotto di decisioni collettive ma di minoranze creative capaci di immaginare soluzioni radicalmente nuove. Questo schema, che nella Silicon Valley viene spesso applicato al mondo delle startup, viene esteso da Thiel anche alla politica.

 

Una delle idee che emergono da questa impostazione è quella di costruire spazi politici alternativi allo Stato nazionale. L’obiettivo dichiarato è sperimentare nuove forme di governo senza essere vincolati alle legislazioni degli Stati esistenti.

 

PETER THIEL COME TOM CRUISE IN TOP GUN MAVERICK

In questi progetti il governo dovrebbe essere organizzato come una sorta di società privata, dove i cittadini scelgono di aderire a un determinato sistema normativo nello stesso modo in cui oggi scelgono un servizio o un’impresa. Un bel calcio a tutte le costituzioni del mondo, insomma.

 

Questa visione si lega a un’altra convinzione ricorrente nel pensiero di Thiel, cioè la diffidenza verso il consenso. Le decisioni prese attraverso lunghe mediazioni democratiche tendono, secondo lui, a produrre soluzioni moderate inefficaci.

 

L’innovazione radicale richiede invece scelte rapide e leadership forti. Da qui l’idea che sistemi politici più piccoli e flessibili possano adattarsi meglio ai cambiamenti tecnologici.

 

Luca Ciarrocca - L’anima nera della Silicon Valley - La vera storia di Peter Thiel

Negli ultimi anni queste riflessioni sono state collegate anche a questioni geopolitiche. Tra gli scenari discussi negli ambienti vicini a Thiel c’è la possibilità di creare nuove comunità tecnologiche in territori poco popolati e ricchi di risorse naturali.

 

In questo contesto è stata evocata più volte la Groenlandia […]. In teoria, un luogo del genere potrebbe diventare il laboratorio di nuove città altamente tecnologiche, progettate fin dall’inizio per integrare infrastrutture energetiche, digitali e sistemi di governo «innovativi». Thiel ha dunque sviluppato un discorso vicino al libertarismo classico, in cui la libertà economica e l’innovazione scientifica hanno la priorità rispetto ai meccanismi della rappresentanza democratica.

 

La sua critica alla democrazia liberale indica la convinzione che il futuro delle società tecnologiche sarà guidato da élite altamente specializzate piuttosto che da processi decisionali di massa. In questa prospettiva la politica diventa sempre più simile alla gestione di sistemi complessi, dove la competenza tecnica tende a prevalere sul principio dell’uguaglianza formale tra i cittadini.

 

IL TECNO-FILOSOFO TRA AZIENDE E POLITICA CHE HA LANCIATO ZUCKERBERG E VANCE

PETER THIEL DA RAGAZZO

Estratto dell’articolo di Sergio Giraldo per “La Verità”

 

Nel racconto tra l’artefatto e l’ingenuo che dei campioni della Silicon Valley si fa usualmente, si tende a distinguere due tipi di imprenditori.

 

Da una parte, i fondatori visionari che, partendo dal mitico garage  […] generano la startup del secolo e diventano miliardari. Dall’altra gli investitori, dotati di portafoglio gonfio, fiuto canino e denti aguzzi, che finanziano i progetti degli altri.

 

Adattandosi al cliché, in assenza di eroi veri, Peter Thiel appartiene a entrambe le categorie […]. La sua traiettoria parte dalla tecnologia applicata alla finanza e arriva alla sorveglianza, passando per il venture capital e la politica. È un percorso unico nel quale si snodano tecnologia, finanza e sicurezza.

 

La sua figura ha molti punti di contatto con […] Alex Karp. Come quest’ultimo, anche Thiel ha molto a che fare con la Germania e la filosofia.

 

peter thiel arriva stoccolma per la riunione del gruppo bilderberg 2

Tanto per cominciare, Thiel nasce proprio in Germania nel 1967, a Francoforte, sempre quella, la patria dei filosofi della teoria critica. I suoi genitori sono tedeschi, il padre era un ingegnere chimico nel settore minerario che a un certo punto, per lavoro, trascina con sé la famiglia prima in Sudafrica, poi in Namibia e infine negli Stati Uniti. Qui le assonanze evidenti sono con l’altro geniaccio, Elon Musk, anch’egli figlio d’ingegnere e anch’egli catapultato in Sudafrica e poi negli Usa.

 

Il giovine Peter cresce in California e studia a Stanford, dove si laurea prima in filosofia e poi in legge. Già negli anni universitari emerge un tratto che resterà costante nella sua carriera, cioè l’avversione per quel conformismo intellettuale della Silicon Valley che già abbiamo trovato in Alex Karp.

 

Nel 1987 fonda addirittura la Stanford Review, una rivista studentesca conservatrice nata con l’obiettivo dichiarato di contestare il politicamente corretto che, a suo giudizio, stava diventando dominante nelle università americane. Parecchio in anticipo sui tempi, gli va riconosciuto.

peter thiel donald trump

 

La svolta imprenditoriale arriva alla fine degli anni Novanta con Confinity, fondata insieme a Max Levchin e poi fusa con la startup di Elon Musk, X.com. Le due startup diventano assieme la mitica PayPal, la cui idea è semplice ma per l’epoca certamente nuova.

 

Si trattava di creare un sistema di pagamenti digitali indipendente dalle infrastrutture bancarie tradizionali. PayPal diventa rapidamente uno dei servizi più utilizzati per le transazioni online e nel 2002 viene acquistata da eBay per 1,5 miliardi di dollari.

 

Da quell’esperienza nasce quella che la rivista Fortune battezzerà qualche anno dopo la «PayPal Mafia», cioè un gruppo di imprenditori e investitori – tra cui il nostro Peter, Elon Musk, Reid Hoffman, Steve Chen ed altri – che continueranno a influenzare la Silicon Valley per decenni.

PETER THIEL

 

Dopo la vendita di PayPal, Thiel ha le tasche traboccanti d’oro e si trasforma in investitore. Nel 2004 diventa il primo finanziatore esterno di Facebook, acquistando una quota della startup di Mark Zuckerberg per 500.000 dollari. L’investimento si rivelerà uno dei più redditizi della storia del venture capital.

 

Attraverso il fondo Founders Fund, Thiel partecipa negli anni successivi alla nascita di decine di aziende tecnologiche, costruendo una rete di influenza che si estende ben oltre le imprese da lui fondate direttamente.

 

Il progetto più ambizioso di Thiel nasce nel 2003 con la creazione di Palantir Technologies. Il nome dell’azienda viene dal mondo fantastico di John Ronald Reuel Tolkien (che, per inciso, è nato in Sudafrica) e ricorda i «palantír», le pietre veggenti che permettono di osservare eventi lontani.

 

Nome studiatamente azzeccato, visto che l’azienda sviluppa software in grado di analizzare enormi quantità di dati e individuare connessioni invisibili agli occhi umani. O meglio, relazioni oltre il tempo e lo spazio. In Palantir, Thiel coinvolge Alex Karp, l’altro umanista della compagnia, conosciuto a Stanford.

 

Con Palantir, Thiel e Karp portano la logica delle startup tecnologiche dentro il mondo dell’intelligence. Il software dell’azienda consente di incrociare basi di dati diverse (finanziarie, telefoniche, logistiche) per individuare schemi e relazioni.

 

peter thiel arriva stoccolma per la riunione del gruppo bilderberg 3

L’idea è che la sicurezza contemporanea non dipenda più soltanto da armi o eserciti, ma dalla capacità di analizzare grandi quantità di informazioni. […]

 

Il valore di mercato della società ha superato i 300 miliardi di dollari, trasformando Palantir in uno dei protagonisti del settore dei big data e dell’intelligenza artificiale applicata alla sicurezza. […]

 

Parallelamente alle attività imprenditoriali, Thiel ha costruito un ruolo sempre più influente nel dibattito politico americano. Nel 2016 è stato uno dei pochissimi grandi investitori della Silicon Valley a sostenere apertamente la candidatura di Donald Trump alla Casa Bianca. Negli anni successivi ha finanziato diversi candidati repubblicani e ha contribuito alla carriera politica di J.D. Vance, oggi vicepresidente degli Stati Uniti.

peter thiel 4

Questa combinazione di imprenditoria tecnologica, investimento finanziario e influenza politica rende Thiel una figura difficile da classificare. Non è soltanto un fondatore di aziende, né semplicemente un venture capitalist.

 

Accanto alle attività economiche, Thiel ha coltivato anche una dimensione intellettuale. Nei suoi saggi e interventi pubblici ha riflettuto sul rapporto tra progresso tecnologico e organizzazione politica. In un saggio del 2015 (Exotericism and the Untroubled Race for the Future) sostiene che la crescita della conoscenza scientifica ha prodotto una specializzazione sempre più estrema degli esperti, rendendo difficile per gli individui comprendere l’insieme del progresso tecnologico e le sue implicazioni sociali.

Per questo motivo, secondo Thiel, le trasformazioni prodotte dalla tecnologia non possono essere comprese soltanto in termini economici.

 

peter thiel arriva stoccolma per la riunione del gruppo bilderberg 1

Esse ridisegnano anche gli equilibri di potere tra istituzioni, imprese e individui.

Difficile dargli torto e, in questo senso, la storia imprenditoriale di Thiel racconta qualcosa di più della semplice ascesa di un miliardario. Racconta la trasformazione del capitalismo, che diventa sempre più concentrato e irraggiungibile, forgiando rapporti sociali ed assommando in sé un potere che va oltre la politica classicamente intesa, quella della rappresentanza democratica, per sfociare nel più puro dei governi oligarchici.

 

 

peter thiel con donald trumppeter thiel peter thiel

peter thielpeter thielpeter thiel 2

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni ignazio la russa antonio tajani fabio rampelli roberto occhiuto marina berlusconi cirielli

DAGOREPORT – IN QUELLA POLVERIERA CHE E' DIVENTATA L'ARMATA BRANCA-MELONI, LA MICCIA E' COLLEGATA A DUE EVENTI: L’ELEZIONE SUPPLETTIVA IN CALABRIA E IL VOTO A SCRUTINIO SEGRETO ALLA CAMERA SULLA LEGGE ELETTORALE (SPUNTERANNO FRANCO-TIRATORI TRA COLORO CHE SANNO DI NON ESSERE RICANDIDATI NEL 2027? CHE DECIDERANNO LE DONNE DI FORZA ITALIA INVEPERITE PER LA MANCATA ALTERNANZA DI GENERE?) – IL CASO CALABRESE, CON IL CANDIDATO DI VANNACCI CHE RUBA VOTI A FORZA ITALIA E RISCHIA DI FAR VINCERE IL PD, PUO’ ESSERE L’OCCASIONE CHE TAJANI ASPETTAVA DA TEMPO: REGOLARE I CONTI CON IL GOVERNATORE OCCHIUTO, SUO NEMICO INTERNO, SU CUI RICADREBBE LA COLPA DELLA SCONFITTA DI FABIO ROSCIOLI, TESORIERE DI LADY BERLUSCONI – SE LA FAIDA TRA GLI AZZURRI È PALESE, IN FDI DEVONO GESTIRE I MALUMORI DEI “RAS” LOCALI. A MILANO LA RUSSA NON DIGERISCE LA PROPOSTA DI CANDIDARE A SINDACO L’AZZURRO PEREGO, NOME NON SGRADITO A VIA DELLA SCROFA - IN CAMPANIA C’È LA ROGNA DEL VISPO CIRIELLI, L'EX COLONNELLO DI GIORGIA CHE INVOCA DI IMBARCARE VANNACCI NELLA COALIZIONE - NEL LAZIO IL MENTORE DELLE SORELLE MELONI, FABIO RAMPELLI, NON SOLO SI E' AUTOCANDIDATO A SINDACO DI ROMA IN BARBA AL PARTITO, MA SCALPITA PER PIAZZARE I SUOI "GABBIANI" NELLE PROSSIME LISTE ELETTORALI - STENDIAMO UN "PELO PIETOSO" SUL'ALTRO ALLEATO, LA LEGA SPROFONDATA AL 4,5% CON SALVINI APPESO A CIO' CHE POTRA' SUCCEDERE DOMENICA PROSSIMA SUL PRATONE DI PONTIDA...

roberto vannacci elly schlein giorgia meloni legge elettorale ballottaggio

DAGOREPORT! LA NUOVA LEGGE ELETTORALE È INCOSTITUZIONALE? MONTA IL DIBATTITO CON 160 COSTITUZIONALISTI CHE ANDRANNO AVANTI CON I RICORSI ALLA CORTE COSTITUZIONALE - LA SCOMMESSA DELLA MELONI: UNA VOLTA APPROVATA LA LEGGE, ANDARE AL VOTO A MAGGIO PER EVITARE IL GIUDIZIO DI INCOSTITUZIONALITA' DELLA CONSULTA – LA PROTESTA DEL CIVICO ONORATO SULLE FIRME RICHIESTE PER PRESENTARE LE LISTE (6MILA PER OGNI COLLEGIO): UNA NORMA CHE IN REALTA’ FA COMODO A FORZA ITALIA E NOI MODERATI IN FUNZIONE ANTI-ONORATO MA ANCHE ALLA SINISTRA, CHE SI METTEREBBE AL RIPARO DALLE NUOVE CREATURE POLITICHE (TIPO GRILLO) – VANNACCI AL 99% NON DOVREBBE AVER BISOGNO DI RACCOGLIERE LE 6MILA FIRME - L’ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA PER CHI ARRIVA AL 42%: NON NE PARLA NESSUNO NEL PD PERCHE’ FA COMODO ANCHE A SCHLEIN…

elly schlein giuseppe conte dario franceschini

DAGOREPORT - CONTRORDINE, COMPAGNI, LE PRIMARIE SI FARANNO INDIPENDENTEMENTE DALLA LEGGE ELETTORALE! CONTE HA DATO UN AUT AUT AGLI ALLEATI DEL CAMPO LARGO METTENDO I GAZEBO COME “CONDICIO SINE QUA NON” PER ESSERE NELL'ALLEANZA CON IL PD – MA LE PRIMARIE, OLTRE A ESSERE DIVISIVE, SONO UN GRAN CASINO SUL FRONTE REGOLAMENTARE: SARANNO APERTE O CHIUSE? CI SARA’ IL VOTO ONLINE? E PREVEDERANNO UN BALLOTTAGGIO? - PER ELLY, CHE TREMA PERCHÉ CONTE CON LA POSIZIONE SULL’UCRAINA DRENA VOTI AL PD SCESO AL 20%, I GAZEBO SONO DIVENTATI UN PROBLEMA ANCHE ALL’INTERNO DEL PARTITO (AL PUNTO CHE NON HA POTUTO CONCEDERE L’ENDORSEMENT A MARIO CALABRESI, CANDIDATOSI A SINDACO DI MILANO, PERCHÉ HA PAURA DI PERDERE I VOTI DI PIERFRANCESCO MAJORINO). COSI’ PER BLINDARSI E’ COSTRETTA A STRINGERE ACCORDI CON RENZI, FRANCESCHINI E ALTRI CAPATAZ DEM. MA NON ERA LEI CHE DICEVA “NON VOGLIAMO PIÙ CAPIBASTONE E CACICCHI?”

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI – SI VOCIFERA CHE PALAZZO CHIGI PENSI A GINO ZAVALANI, VOLTO DI ESPERIA, PER RILANCIARE I SOCIAL – LA PRECISAZIONE DI ZAVALANI

giorgia meloni antonio tajani maurizio lupi alessandro onorato giuseppe conte matteo renzi roberto vannacci ignazio la russa

DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTANDO "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO…