lucia riina ristorante corleone parigi

"LE COLPE DEI PADRI NON RICADANO SUI FIGLI" – AL RISTORANTE PARIGINO “CORLEONE BY LUCIA RIINA” TUTTI IN DIFESA DELLA FIGLIA DEL BOSS – LO CHEF: “È UNA PERSONA SQUISITA” – ROBERT FRATELLINI, CHE HA COINVOLTO RIINA JR. NEL PROGETTO: "NON C'È NESSUNA VOLONTÀ DI LUCRARE SUL SUO PESANTE COGNOME". MA DAVANTI AI 30 COPERTI TRONEGGIA UN DIPINTO STILIZZATO DEL BOSS…

Da "www.ansa.it"

 

corleone 2

"Le colpe dei padri non possono ricadere sui figli": parola di Rosario, il giovane chef del ristorante 'Corleone by Lucia Riina', la trentanovenne ultimogenita del boss di Cosa Nostra Totò, trasferitasi lo scorso autunno a Parigi per cominciare - come ha scritto lei stessa su Facebook - una "vita nuova" con la famiglia: il marito Vincenzo Bellomo e la figlia, che ha poco più di due anni.

 

Un locale piccolo, da appena una trentina di posti, ma estremamente accogliente ed elegante, tutto arredato sui toni del verde, a cominciare dall'insegna nuova di zecca. Alle 13.30 il caposala pugliese è indaffaratissimo ad accogliere i clienti.

lucia riina

 

Lungo le pareti, diversi quadri firmati dalla 'padrona di casa', tra cui un ritratto con la bimba in fasce, diversi stemmi di Corleone con un cuore al centro nonché un ritratto stilizzato di papà Totò e della madre. "Mi rendo conto che possa essere scioccante per alcuni, se sciocca sono pronto a rimuoverlo subito", dice all'ANSA Robert Fratellini, il proprietario nonché iniziatore del progetto.

 

il post di lucia riina su facebook

Due anni fa, l'ultimo discendente dell'omonima famiglia - storica dinastia fiorentina che portò il circo in Francia, la medaglia al merito di Emanuele III controfirmata da Mussolini è appesa su una parete del ristorante - scoprì sul web la vicenda e i quadri di Lucia Riina. Appassionatosi ai suoi lavori, la contattò subito per acquistarne alcuni. E' l'inizio di un'amicizia, fino alla confidenza che la vita a Corleone cominciava a diventare difficile, "con il rifiuto del bonus bebè e altri problemi a trovare una casa in affitto".

 

corleone 1

Da qui la proposta di Fratellini di trasferirsi insieme alla famiglia a Parigi e creare un locale a suo nome in cui avrebbe potuto continuare a dipingere in un atelier messo a sua disposizione nel sottoscala. "Non c'è nessuna volontà di lucrare sul suo pesante cognome o sulle azioni del padre", assicura l'imprenditore francese, già proprietario di night club e locali nella Ville Lumière.

 

"Il nostro unico obiettivo - aggiunge - è una cucina di alta qualità e un posto carino dove accogliere i clienti". Per garantire la sua buona fede, cita l'esempio degli Usa, Chicago o New York, "dove ci sono tanti locali intestati ad Al Capone o i Soprano.

barillari toto' riina

 

 Se abbiamo messo la menzione 'by Lucia Riina' all'ingresso è solo per valorizzarla come pittrice ed artista. Capisco che in Italia quel cognome abbia un altro impatto, solo oggi mi hanno telefonato cinquanta giornalisti... Ma certo non metteremo la foto del padre con le candele intorno e la statuetta della Vergine".

 

Fratellini smentisce con forza che la famiglia sia voluta fuggire alla cosiddetta 'tassa Riina' per i discendenti dei mafiosi. "Ma quali valigioni carichi di soldi... Qui non c'è neanche un cent riciclato. Vincenzo e Lucia sono due persone perbene, vivono modestamente come miei dipendenti, hanno uno stipendio modesto e risiedono insieme alla figlia in un piccolo appartamento ammobiliato che ho messo a loro disposizione vicino al ristorante".

corleone 3

 

Il locale è intestato alla società per azioni Luvitopace con un capitale sociale di mille euro e il cui presidente è Pierre Duthilleul. I prezzi non sono esattamente a buon mercato, con gli Spaghetti al pomodoro di San Marzano e la Burrata e le Orecchiette alla Corleonese (Specialità della Casa) a 18 euro.

 

 "E' un ristorante abbastanza caro - riconosce lo chef Rosario - non può venire chiunque, a noi non interessa la massa. Noi vogliamo lavorare bene, con poche persone ma con grande attenzione al prodotto. Le mozzarelle, i salumi, i formaggi ci arrivano direttamente dalla Campania, il prosciutto crudo e altri salumi ce li rifornisce il numero uno in tutta Parigi. E' un'atmosfera molto familiare, di estrema qualità".

 

il ristorante corleone di lucia riina

Non le impressiona lavorare al fianco della figlia di Totò Riina? "Assolutamente no - risponde sorridendo lo chef -. Avendo avuto modo di conoscerla, posso dirvi che è una persona squisita. Lei e suo marito. Anche se porta lo stesso cognome, un figlio non può pagare per gli sbagli del padre". Per ora, la figlia del boss preferisce non esprimersi, ma lo farà prossimamente, in un'intervista al quotidiano Le Parisien.

 

TOTO RIINA

Nel ristorante di cui si è fatta 'madrina' anche la moquette è decorata con lo stemma della Trinacria. Mentre la musica di sottofondo ha poco a che vedere con l'immaginario del Padrino - con pezzi a ripetizione di Franco Battiato, Fabrizio De André o Rino Gaetano.

ARRESTO DI TOTO RIINAtoto riinariina1

Ultimi Dagoreport

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

giorgia meloni donald trump

FLASH! – IL LATO POSITIVO DEGLI INSULTI DI TRUMP A "GIGIORGIA"? POTREBBE TRADURSI IN UN AUMENTO DEI CONSENSI, ESSENDO IL TYCOON ODIATO DA 8 ITALIANI SU 10 - NON A CASO, AL RADUNO DEGLI ALPINI A GEMONA, È STATA ACCOLTA TRA APPLAUSI E STRETTE DI MANO - AL DI LA' DI TRUMP, IL VERO PROBLEMA PER LA DUCETTA RESTA LO SFARINAMENTO DELLA LEGA E LO SBANDAMENTO DI FORZA ITALIA IN VISTA DEL VOTO 2027 - E POI C’È IL BOOM DI VANNACCI A SPESE DEI TRE PARTITI DELLA MAGGIORANZA (E M5S), RICICCIANDO TEMI IDENTITARI CARI ALL'UNDERDOG, ABBONDONATI UNA VOLTA A PALAZZO CHIGI… - VIDEO

giorgia meloni trump cairo

FLASH! - A PALAZZO CHIGI, DOPO LE MAZZATE DI TRUMP CONTRO GIORGIA MELONI, E' INIZIATA LA CACCIA ALLE STREGHE (CON QUALCUNO SI DEVONO SFOGARE) - E CON CHI SE LA SONO PRESA? CON URBANO CAIRO! - IL MOTIVO? A PUBBLICARE IL PRIMO AFFONDO DI TRUMP ("SONO SCIOCCATO, MELONI NON CI VUOLE AIUTARE SULLA GUERRA IN IRAN. PENSAVO AVESSE CORAGGIO") FU IL "CORRIERE DELLA SERA" A FIRMA DI VIVIANA MAZZA - IL SECONDO SFOGO DEL TYCOON ("MELONI MI FA PENA") E' STATO RIPORTATO DAL PROGRAMMA "L'ARIA CHE TIRA"  DA DANIELE COMPATANGELO SU LA7 (ANCORA EDITORE CAIRO!) - PER DARE UN SEGNALE DI "BUONA FEDE", IL "CORRIERE" IERI HA PUBBLICATO UN'INTERVISTA A MARY L. TRUMP, NIPOTE DI "THE DONALD", CHE DESCRIVE LO ZIO COME UN DISTURBATO MENTALE FUORI CONTROLLO...

andrea giambruno giorgia meloni renato de angelis

SE GIORGIA MELONI VOLESSE IMBASTIRE UNA VERA OPERAZIONE SIMPATIA, DOVREBBE SCRIVERE UN’AUTOBIOGRAFIA SENTIMENTALE – BARBARA COSTA: “MI SONO SORBITA LA NUOVA EDIZIONE DI ‘IO SONO GIORGIA’ E…CHE DELUSIONE! ZERO RIFERIMENTI ALLO ‘SCANDALO THREESOME’, E ZERO VITA SENTIMENTALE. COME SE A GIAMBRUNO SI FOSSE ARRIVATI INTATTI, SENZA EX, PASSIONI E GELOSIE, MA ANDIAMO, SIGNORA PRESIDENTE! COME È POSSIBILE? E INFATTI NON È VERO. MELONI HA AVUTO I SUOI AMORI, AI QUALI NEL SUO LIBRO NON DESTINA MEZZA RIGA” – CHI È ALESSANDRO GIOMBINI DETTO MANOLO, GIÀ MILITANTE DI CASA POUND? PERCHÉ NON RICORDARE LA RELAZIONE CON RENATO DE ANGELIS, CON AMOREGGIAMENTI IN GOMMONE A PONZA? – L’INCONTRO CON GIAMBRUNO, “BELLO COME IL SOLE”: “È STATA LEI A RIMEDIARE IL NUMERO E A..."

frocinema carocci rocca gualtieri

DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE PARALLELE” E IL “GOVERNO DELLA NON SFIDUCIA”, PRIMA O POI, DOVEVA CAPITARE DI TROVARSI DAVANTI A NUOVA MACHIAVELLICA DIAVOLERIA: BENVENUTI AL CINEMA “FASCIO E MARTELLO” - IL COMUNE DI ROMA GUIDATO DA ROBERTO GUALTIERI (PD) E LA REGIONE LAZIO CAPITANATA DA FRANCESCO ROCCA (FDI) SI SONO INASPETTATAMENTE ALLACCIATI IN UN TANGO CHE LI HA TRASCINATI ALL’ORGASMO DI STANZIARE UN DOVIZIOSO FINANZIAMENTO DI 250.000 EURO (IL CAMPIDOGLIO) E 300.000 EURO (LA REGIONE), AMBEDUE EROGATI SENZA UNO STRACCIO DI GARA E DESTINATI – FIATE ALLE TROMBETTE! RULLO DI TAMBURI! - AL PROGETTO ‘’FROCINEMA” DELLA ‘’FONDAZIONE PICCOLO AMERICA’’, CAPITANATA DAL MITOLOGICO ‘’PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, VALERIO CAROCCI – E' SUCCESSO CHE QUANDO IL COMUNE E LA REGIONE HANNO APPROVATO LA RICONVERSIONE DEL METROPOLITAN, L'EX CINEMA DI VIA DEL CORSO CHIUSO DAL 2010, IN UN MEGA-STORE, IL DIABOLICO CAROCCI HA CAPITO CHE CON UNA FAVA POTEVA PRENDERE DUE PICCIONI: OLTRE AL COMUNE DE SINISTRA ANCHE LA REGIONE DE DESTRA CHE, UNA VOLTA IN MANO A FDI AVEVA CHIUSO IL RUBINETTO DEI FINANZIAMENTI - AL GRIDO: “SALVARE IL METROPOLITAN! FERMARE QUESTO NUOVO SACCO DI ROMA!’’ IL COCCO DI ZINGARETTI HA MONTATO UN PANDEMONIO MEDIATICO, ACCOMPAGNATO DA UNA BATTAGLIA LEGALE, FINO A QUANDO ROCCA HA SMOLLATO ED ORA I CAMERATI D’ITALIA POTRANNO GODERSI “FROCINEMA”…