E I SOLDI DOVE SONO? NELLE CITTÀ ITALIANE ORMAI È UNA LOTTA ALLA SOPRAVVIVENZA – TRA PREZZI ALLE STELLE, STIPENDI BLOCCATI E INFLAZIONE GALOPPANTE, NELL’ULTIMO DECENNIO SOLO LA PROVINCIA DI CAMPOBASSO NON HA FATTO REGISTRARE UNA PERDITA DEL POTERE D’ACQUISTO PER I SUOI RESIDENTI – MALE AL NORD, MA NON VA MEGLIO NEMMENO AL CENTRO E AL SUD DOVE I LAVORATORI RESTANO I PEGGIO PAGATI D’ITALIA...
Estratto dell'articolo di Raffaele Ricciardi per www.repubblica.it
Più che una gara, è una lotta per la sopravvivenza. Nel derby tra l’inflazione impazzita dell’ultimo periodo e i salari che hanno reagito solo tardi (e parzialmente) alla fiammata dei prezzi, ad affermarsi sono i territori che meno ti aspetti - Campobasso su tutti - mentre a soffrire sono le ricche province del Nord.
Il quadro delineato dal nuovo Geography Index dell’Osservatorio JobPricing, il report concentrato sulle differenze retributive tra le regioni e province italiane, descrive un panorama nazionale ormai consolidato: un recupero del potere d’acquisto nell’ultimo anno, ma una posizione ancora ampiamente deficitaria nel lungo periodo: nel 2015-2025 l’inflazione è stata del 22,6% e la retribuzione annua lorda (Ral) degli operai è cresciuta del 16,6%.
Ed è stata, quella delle tute blu, la miglior performance tra le famiglie di lavoratori: spinta dai rinnovi dei Ccnl eppur gravemente insufficiente. I dirigenti, per intendersi, nel decennio sono saliti solo del 2,2 per cento.
Calando il discorso a livello territoriale, il dato delle macro-aree dice di una differenza di oltre 5mila euro lordo (il 15%) tra Nord e Sud: 35.167 euro (comprensivi di parte variabile) a 30.139. [...]
SALARI E POTERE D AQUISTO IN ITALIA
La classifica delle retribuzioni regionali e provinciali non riserva particolari sorprese: primeggiano la Lombardia (36.331 euro) e Milano (40.055 euro). Solo il Lazio entra in alto nella graduatoria regionale (secondo a 35.222 euro, davanti a Liguria, Trentino-Alto Adige ed Emilia Romagna), per la presenza del mercato retributivo di Roma che segna retribuzioni globali annue di 36.130 euro.
La capitale vede davanti a sé Bolzano (sul terzo gradino del podio a 36.319 euro) che viene sopravanzata da Trieste a 36.919 euro. A chiudere la top 5 è Bologna (35.956 euro) poi Genova, Parma, Torino, Monza e Brianza e Modena tutte nell’intorno dei 35mila euro. In fondo alla classifica le provincie con retribuzione più bassa sono Ragusa (26.853 euro), Crotone (26.882) e Matera (27.503). [...]
«Tra le province del Centro, oltre a Roma al 4° posto [...] ».
[...] con l’inflazione nell’ultimo decennio che sì «mette in luce una diffusa perdita di potere d’acquisto su tutte le regioni nell’ultimo decennio» ma vede l’Umbria (-15,1%) e il Veneto (-13,9%) presentare il peggior saldo con Lombardia (-8,9%) ed Emilia Romagna (-10,7%) a far peggio della media nazionale (-8,4%).
Se si viene alle province, su un campione di 40 analizzate solo a Campobasso l’aumento di prezzi e retribuzioni ha avuto andamento opposto ma di pari valore, in cui quindi non c’è stata una reale perdita di potere d’acquisto. In tutti gli altri casi la differenza è sempre negativa.
A Milano il delta sfiora il 10%, a Bologna segna un -10,6%, a Genova -15,7% e a Bolzano arriva a superare il 22%.




