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“I MIEI AMICI DEL GOVERNO, A COMINCIARE DA SALVINI, SI ASPETTAVANO UNA PRESA DI DISTANZA” – NELLE INTERCETTAZIONI LO SFOGO DI TOMMASO MIELE, PRESIDENTE AGGIUNTO DELLA CORTE DEI CONTI, CONTRO LE SENTENZE DEI MAGISTRATI CONTABILI SULLO STOP AL PONTE SULLO STRETTO: “NON SONO ALLINEATO A QUEI DEFICIENTI” - CON LUI SONO INDAGATI PER CORRUZIONE E RIVELAZIONE DI SEGRETO D’UFFICIO L’AVVOCATO FRANCESCO GIACOMO SACCOMANNO, IN QUOTA LEGA NEL CDA DELLA SOCIETÀ STRETTO DI MESSINA, E L'IMPRENDITORE VINCENZO VIRGIGLIO - SECONDO L’IPOTESI ACCUSATORIA MIELE, CHE STA PER ANDARE IN PENSIONE, AVREBBE DATO UNA MANO PER SUPERARE GLI OSTACOLI DELL'ITER AMMINISTRATIVO (IN PARTICOLARE LA DELIBERA CIPESS) PUR DI RICOPRIRE “LA CARICA DI PRESIDENTE DELL’ANTITRUST O DI UNA SOCIETÀ PARTECIPATA” - L’AVVISO DI GARANZIA NELL’INCHIESTA SUI BILANCI DELL’UNIVERSITA’ DI CASSINO E I VECCHI TWEET CONTRO RENZI (“HA LA FACCIA COME IL CULO”) NEL 2020 QUANDO PROVO’ A CORRERE PER LA PRESIDENZA DELLA CORTE DEI CONTI…

Giuliano Foschini per repubblica.it - Estratti

 

TOMMASO MIELE 23

Avere «un giudice per amico». Non è Lucio Battisti ma il Ponte sullo Stretto, ai tempi del governo Meloni. «I miei amici del governo, a cominciare da Salvini, si sarebbero aspettati una presa di distanza». E invece l’opera viene bocciata dai «deficienti». Così il giudice Tommaso Miele, presidente aggiunto della Corte dei conti, chiama i colleghi che hanno appena bloccato il via libera all’opera simbolo dell’esecutivo. È il 31 ottobre 2025.

 

Dall’altra parte del telefono c’è Vincenzo Virgiglio, responsabile delle relazioni esterne di Accademia Calabria. Accanto a lui c’è Giacomo Francesco Saccomanno, avvocato calabrese, storico esponente della Lega e uomo vicino al vicepremier Matteo Salvini, già nominato nel consiglio di amministrazione della società Stretto di Messina. Sono loro i protagonisti delle intercettazioni che raccontano mesi di telefonate, incontri e informazioni che ruotano attorno al progetto.

SALVINI SACCOMANNO

 

C’è un dettaglio che colpisce già nelle prime pagine degli atti. Virgiglio risulta residente a Roma, in una via del quartiere Trieste. Nello stesso indirizzo, secondo gli investigatori, ha la propria dimora anche Miele. Non è una contestazione. Ma è il contesto nel quale si sviluppano rapporti che appaiono ben più stretti di quelli normalmente esistenti tra un magistrato della Corte dei conti e i sostenitori di un’opera pubblica.

 

Le conversazioni iniziano settimane prima della decisione della magistratura contabile. Il 28 settembre 2025 Saccomanno è preoccupato. La Corte dei conti ha chiesto integrazioni e chiarimenti sul progetto. L’avvocato vuole capire se il percorso si sia complicato. Per questo chiede a Virgiglio di parlare con «Tommaso». «Se riesci a domandargli se dobbiamo preoccuparci o meno». È una richiesta di informazioni che si ripeterà più volte.

 

Il 2 ottobre Virgiglio insiste per vedere Saccomanno. «Cinque minuti, guarda quattro cinque minuti». L’incontro avviene. E subito dopo l’avvocato chiama Pietro Ciucci, amministratore delegato della Stretto di Messina. «Ho una buona notizia da darti». Per gli investigatori è uno dei passaggi che mostrano il flusso di informazioni proveniente dall’interno della Corte.

ponte sullo stretto

 

Il 10 ottobre Virgiglio spiega a Saccomanno che il quadro sarebbe sotto controllo. E aggiunge una frase che colpisce gli investigatori: «Tra l’altro ho altri due membri che quella sera te li porto là io». Il riferimento è a un convegno organizzato da Accademia Calabria dedicato proprio al Ponte.

 

Il 14 ottobre arriva un altro episodio. La società Stretto di Messina trasmette alla Corte la documentazione richiesta. Saccomanno ne parla con Virgiglio. La risposta è immediata: «Sì, lo so». Una frase che, letta insieme alle altre conversazioni, rafforza l’idea di un canale informativo privilegiato.

 

(...)

TOMMASO MIELE

Miele parla di una «spaccatura interna pazzesca» all’interno della Corte. Definisce i colleghi che hanno votato contro «deficienti». Per poi aggiungere: «I miei amici del governo, a cominciare da Salvini, si sarebbero aspettati una presa di distanza».

 

Sullo sfondo c’è anche il futuro professionale del magistrato, prossimo alla pensione. In più occasioni Miele parla della possibilità di approdare all’Antitrust e di altri incarichi che definisce «ben remunerati». Secondo gli investigatori è in attesa di assumere la presidenza di tre comitati all’interno del gruppo Poste Italiane, l’incarico di direttore del Pronto Soccorso Amministrativo 112 presso la Fondazione Gazzetta Amministrativa e quello di consigliere giuridico del presidente della Regione Abruzzo. Non solo.

 

CORTE DEI PONTI

Dagli atti emerge anche il suo interesse per una nomina nel Collegio consultivo tecnico relativo al contenzioso sul Ponte sullo Stretto. Una partita che lui stesso quantifica in 16 miliardi di euro. Tutto saltato, però, per colpa dei «deficienti».

 

IL RITRATTO DI TOMMASO MIELE

Estratti dell'articolo di Marco Carta per repubblica.it

 

Entrato nella magistratura contabile oltre trent'anni fa, Miele ha percorso una carriera lunga e rilevante. Nato ad Aquino, sposato e con due figli avvocati, nel 2016 è stato nominato presidente della Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per l'Abruzzo.

ponte sullo stretto meloni salvini

 

Poi ha guidato la Corte dei Conti del Lazio, diventando uno dei principali riferimenti dell'istituto nella regione. Nel 2022 la nomina a presidente aggiunto della Corte dei Conti — incarico confermato anche dal Consiglio di Stato a seguito di un contenzioso amministrativo. A febbraio 2026 è andato in quiescenza.

 

Il precedente di Cassino: già indagato nel 2016

Non è la prima volta che Miele viene raggiunto da un'indagine. Nel 2016, come ricorda l’Agi, la Guardia di Finanza avviò accertamenti sui bilanci dell'Università di Cassino, dove Miele ricopriva il ruolo di presidente del collegio dei revisori dei conti ed era professore a contratto.

 

GIACOMO SACCOMANNO

La procura di Cassino notificò avvisi di garanzia a otto persone, tra cui il magistrato, per presunte falsità nei bilanci universitari degli anni 2013-2015: un ammanco stimato tra i 40 e i 44 milioni di euro e il mancato versamento di contributi previdenziali per decine di milioni. Miele respinse ogni addebito, sostenendo che i pareri del collegio fossero basati sulla documentazione fornita dagli uffici dell'ateneo.

 

 

 

Il paradosso: giudicava il danno erariale, ora è indagato

La vicenda assunse particolare rilevanza pubblica perché coinvolgeva un magistrato che, nel ruolo di presidente della Corte dei Conti del Lazio, era chiamato a giudicare casi di danno erariale e cattiva gestione delle risorse pubbliche — mentre era a sua volta coinvolto nell'indagine sui conti dell'università cassinate. Un cortocircuito istituzionale che torna oggi, con l'iscrizione nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta sul Ponte sullo Stretto.

TOMMASO MIELE

 

Il caso dei tweet contro Renzi

Nell’estate del 2020, ipotizzando un sostegno dei 5S sempre smentito dal diretto interessato, Miele ha cercato di correre per la presidenza della Corte dei Conti. Poi, dal nulla, ecco spuntare dei vecchi tweet su Matteo Renzi: “Stasera ho deciso per evitare che torni Micron (che proprio non lo reggo) voterò convintamente M5S”. Ancora: “Italiani in futuro ricordatevi chi è Renzi. Arrogante, presuntuoso, prepotente, incapace, bugiardo: che non si accosti più a Palazzo Chigi”. E infine: “È tornato sulla scena il ca... di Rignano sull’Arno. Ancora parla. Ha la faccia come il c…”.

 

Tommaso Miele - ex presidente aggiunto della Corte dei Conti

Miele smentì di essere l’autore di quei cinguettii: “Lasciavo spesso l’iPad in giro in ufficio, senza password per farlo usare anche ai collaboratori. E altri magari parlavano con la mia bocca. Ma Renzi l’ho sempre stimato”. Poco dopo ritirò la candidatura. Per poi, a distanza di un anno, essere nominato presidente aggiunto.

TOMMASO MIELEsalvini ponte sullo strettoGIACOMO SACCOMANNOTommaso Miele - ex presidente aggiunto della Corte dei Contirendering del Ponte sullo Stretto di MessinaI PONTI NON TORNANO - MEME BY EMILIANO CARLI

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