iman e david bowie-3

“NON CI SARÀ PIÙ NESSUNO DOPO DI LUI” – IMAN PARLA DI DAVID BOWIE: “ERA L’AMORE DELLA MIA VITA. AVREI VOLUTO QUALCHE ANNO IN PIÙ INSIEME A LUI. LA NOSTRA UNIONE? NON AVREBBE POTUTO ESSERE PIÙ TRADIZIONALE. ERA UN MATRIMONIO SCANDITO DALLA QUOTIDIANITÀ. TUTTI IMMAGINANO DAVID COME TRASGRESSIVO E INVECE LA NOSTRA ERA UNA VITA TRANQUILLA E ORDINARIA…” - VIDEO

 

Da "www.marieclaire.com"

 

iman e david bowie 2

Sono passati cinque anni da quando la notizia inaspettata della morte di Ziggy Stardust ha disorientato tre generazioni di fan, e quando Iman dice oggi: “Avrei voluto qualche anno in più insieme a lui”, non è difficile crederle. L’ex top model somala ha ancora qualcosa di inconfessato da raccontare, e decide di farlo ora alle penne di Harper’s Bazaar Uk. 

 

Spiegando perché il giorno della morte di David Bowie, suo marito, il 10 gennaio del 2016, poche ore dopo ha voluto fare una passeggiata nella natura. Davanti a lei, a un certo punto, si è fermato un Sialia, un raro uccellino azzurro che vive negli Stati Uniti e che è considerato di buon auspicio. Per di più, Bowie aveva citato proprio quel tipo di uccello, che negli Usa si chiama Bluebird, nella canzone Lazarus del suo ultimo album Black Star. Quello fu il primo dei segni che le diede la forza di tirare avanti dopo aver perso il più grande amore della sua vita.

 

IMAN ABDULMAJID DAVID BOWIE

Bowie e sua moglie avevano tenuto nascosta la malattia che lo stava consumando da mesi, e la sua fine è stata ancora più scioccante perché se n’è andato quando milioni di persone avevano trascorso le festività ascoltando il nuovo album che rappresentava, per chi lo seguiva da molti decenni, un esempio di come si possa rinascere a tutte le età. Da quel giorno, Iman si è chiusa in una comfort zone in cui elaborare il dolore senza autocommiserarsi e poiché, come dice spesso, vive bene in compagnia di se stessa, è riuscita a continuare in qualche modo una relazione lucida con qualcuno che non c’è più. Rispettando, prima di tutto, la decisione presa all’indomani della perdita: “non ci sarà più nessun altro nella mia vita”.

 

iman e david bowie 1

Chi ha conosciuto bene David Bowie sa che sarebbe molto difficile sostituire un uomo geniale, creativo, leale con la sua compagna di vita, estraneo al maschilismo, generoso e padre esemplare dai tempi in cui ha cresciuto il figlio Duncan Jones, detto Zowie, senza l’indifferente madre Angie, ma con l’aiuto di una tata che dopo decenni si è ritrovata a sorpresa un lascito considerevole nel testamento.

 

Per Iman, 65 anni, bellezza disarmante, chiunque altro sarebbe un ripiego. Considerare ancora “vivo” David Bowie non è difficile per lei, dice ad Harper’s Bazaar: “è come se fosse nascosto sotto i nostri occhi: i suoi fan si comportano come se non fosse mai morto e la sua musica è ovunque”. 

 

Iman e Bowie si erano conosciuti con un appuntamento al buio combinato da un amico comune, due cuori solitari che faticavano a trovare un’anima gemella perché troppo famosi. Si erano sposati nel 1992 e nel 2000 avevano avuto una figlia, Alexandria detta Lexi. La loro, come fa notare il magazine, era in fin dei conti la classica unione che sarebbe stata normale un decennio prima, negli anni 80, la top model con un dio del rock: Mick Jagger e Jerry Hall, Bruce Springsteen e Julianne Phillips, Billy Joel e Christie Brinkley, Simon Le Bon e Yasmin Parvaneh.

iman 4

 

Ma in questa unione il fatto che lui fosse un musicista e lei una modella era stato puramente casuale, per cui la loro non era una relazione “affascinante e tempestosa” come ci si poteva aspettare: "Non avrebbe potuto essere più tradizionale”, ricorda oggi Iman. "Era davvero un matrimonio scandito dalla quotidianità. David era un gentiluomo divertente e affettuoso, tutti lo immaginano trasgressivo invece non c’era cosa che gli piacesse di più dell'indossare un completo classico a tre pezzi; la nostra era una vita tranquilla e ordinaria e questo era il bello: vivevamo a New York e potevamo andare a prendere nostra figlia a scuola, spostarci a piedi dappertutto”.

 

Iman, che iniziò la sua carriera di modella quando, giovanissima, venne notata da un talent scout in Kenya, dove la sua famiglia d’origine si era trasferita – il papà era un diplomatico – ha lavorato sempre rifiutando la rivalità con le altre colleghe e mantenendo la testa alta di fronte al razzismo che non l'ha risparmiata, aprendo la strada a molte altre top model africane.

 

david e la seconda moglie iman

Nel 1994 è stata anche una delle prime a ribellarsi al mercato che non prevedeva cosmetici per le donne non caucasiche e ha fondato Iman Cosmetics, il suo brand di makeup con i colori adatti alle pelli scure. Fu un grande successo, tanto che quando abbandonò le passerelle si convertì subito al ruolo di imprenditrice che la impegna ancora: "Noi somali siamo nomadi per natura, in continuo movimento.

 

iman 2

Quando il mondo tornerà alla normalità e ricominceremo a viaggiare, penserò a qualcosa di nuovo". Intanto, questo quinto anniversario della scomparsa di David Bowie non lo trascorrerà come gli altri quattro, con le figlia Lexi e Zulekha, avuta da un precedente matrimonio, e con Duncan, il figlio di David. Allo scoppiare della pandemia, Iman ha lasciato Manhattan per la sua casa di campagna nel Nord, dove non potranno raggiungerla. Ma sempre in virtù della pazienza con cui affronta la vita, non si perde d’animo. Celebrerà il ricordo da sola, con il suo cagnolino Max di 14 anni che ha gli occhi di due colori diversi, come Bowie: “ma giuro che non l’avevamo fatto apposta!”.

iman 1david bowie imanbowie imanIMAN E BOWIE iman 3david bowie, angie e il figlio duncan jamesdavid bowie hansa studios berlinobowieTERRY O NEILL BOWIEdavid bowieamanda lear e david bowie 1david bowie in l'uomo che cadde sulla terra 1bowiedavid bowiestardust johnny flynn bowiedavid bowie 1david bowiebowiedavid bowie a montecarlo by helmut newtonbowie con la figlia lexi e la moglie iman

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…