“NON TUTTO QUELLO CHE È MORALMENTE RIPROVEVOLE È REATO” – LE MOTIVAZIONI CON CUI IL TRIBUNALE DI CREMONA HA ASSOLTO UN 65ENNE ACCUSATO DI AVER FATTO SESSO SADOMASO CON UNA 14ENNE – L’UOMO AVEVA CONOSCIUTO LA RAGAZZINA SU UNA CHAT DI INCONTRI. DOPO DIVERSE CONVERSAZIONI ONLINE, I DUE SI SONO INCONTRATI IN UN MOTEL, DOVE HANNO AVUTO RAPPORTI SESSUALI CONSENZIENTI – PER IL PM, “NON C'È STATA UNA SITUAZIONE DI SFRUTTAMENTO DOLOSO DELLA MINORE…”
(ANSA) - Era accusato di atti sessuali con minorenni, nello specifico di due rapporti sadomaso consenzienti consumati in un motel con una 14enne, ma oggi, in tribunale a Cremona, un 65enne architetto, ex funzionario del Comune di un paese del centro Italia, è stato assolto perchè il fatto non sussiste.
La motivazione l'ha illustrata lo stesso pm Andrea Figoni, che ha chiesto l'assoluzione: "Non tutto quello che è moralmente riprovevole, è reato. L'imputato aveva una grande differenza di età con la ragazzina, ma la moralità resta fuori dalle aule di giustizia, dove si applica la legge".
Il pm si è rifatto all'articolo 609 quater del codice penale contestato all'imputato: punisce chi compie atti sessuali con una vittima non ancora 14enne, ma la ragazzina ne aveva già 14. "E non c'è stata una situazione di sfruttamento doloso della minore", ha aggiunto. L'imputato aveva conosciuto la ragazzina su una piattaforma di chat sessuale anonima. Poi, dopo vari incontri virtuali anche su altre piattaforme, c'erano stati quelli di persona.
La madre della giovanissima lo aveva scoperto e aveva presentato denuncia ai carabinieri, che a casa del 65enne avevano sequestrato dispositivi telefonici, chiavetta Usb, tablet, e fotografato materiale sadomaso.

