LA NUOVA FUGA DI SCHETTINO - NEL FUTURO DEL COMANDANTE DELLA CONCORDIA DIFFICILMENTE CI SARÀ L’ITALIA. UNA VOLTA SCONTATA LA PENA, ANDRÀ A VIVERE ALL’ESTERO - I SUOI AVVOCATI HANNO TENTATO LA STRADA DELLA REVISIONE DEL PROCESSO, MA DOPO 4 ANNI LA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO DI STRASBURGO NON SI È ANCORA PRONUNCIATA. LUI IN CARCERE STUDIA GIURISPRUDENZA E GIORNALISMO E ATTENDE…

schettino in lacrime

1 - COSA RIMANE 10 ANNI DOPO IL NAUFRAGIO DELLA COSTA CONCORDIA? SCHETTINO E’ IN CARCERE A SCONTARE UNA CONDANNA A 15 ANNI E 6 MESI MA A MAGGIO POTRA’ CHIEDERE MISURE ALTERNATIVE - DOMNICA CEMORTAN, LA BALLERINA CHE ERA CON LUI, E’ TORNATA IN MOLDAVIA - IL CAPITANO DE FALCO E’ SCESO IN POLITICA CON IL M5S MA POI NE E’ USCITO - L’ISOLA DEL GIGLIO VUOLE DIMENTICARE E SMETTERA’ DI CELEBRARE LA TRAGEDIA - AI PARENTI DELLE 32 VITTIME SONO STATI DATI RISARCIMENTI PER 85 MILIONI NON TUTTI HANNO ACCETTATO…

https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/cosa-rimane-10-anni-dopo-naufragio-costa-concordia-schettino-295518.htm

 

schettino3-823317

2 - SCHETTINO, LIBERTÀ VICINA  POI NUOVA VITA ALL'ESTERO

Cristiana Mangani per "il Messaggero"

 

I veri benefici di legge per capitan Schettino potrebbero arrivare a maggio del 2022, quando il comandante della Costa Concordia, condannato a 16 anni di carcere, sarà ammesso a misure alternative rispetto alla detenzione.

 

SCHETTINO TRIBUNALE

Era il 13 maggio del 2017 quando ha varcato la soglia del carcere di Rebibbia. Ha aspettato la sentenza seduto sulla panchina nei giardinetti che si trovano davanti al penitenziario, sapeva già che la condanna sarebbe stata certa. Ma dal momento in cui è entrato al Reparto 8, detto il penalino, è cambiata la sua vita, e non soltanto quella.

 

Chi lo ha visto in questi anni, racconta di un percorso psicologico difficile, di una presa di coscienza che fino al carcere, questo marinaio di grande esperienza, non ha saputo mostrare davanti ai giudici che lo hanno condannato. Nessuna empatia durante il processo, nessuna consapevolezza.

schettino costa-concordia-naufragio

 

«Non mi ha mai fatto pena», dice ora Giovanni Puliatti, il giudice che guidava il collegio giudicante. Mentre qualche sopravvissuto riconosce che è stato «un capro espiatorio, ha pagato solo lui in questa vicenda enorme, dove le responsabilità sono state tante». Ma le cose cambiano, e Schettino, da comandante pieno di certezze e di arroganza, diventa un detenuto modello. Vive la detenzione in silenzio, nel pieno rispetto delle regole del carcere.

 

I PENSIERI

SCHETTINO TRIBUNALE

Il giorno del suo ingresso a Rebibbia l'accoglienza non è stata delle migliori. Però con il passare del tempo è riuscito a conquistare un rispetto necessario per la sopravvivenza tra criminali comuni, ergastolani e truffatori, tanto lontani dal mondo patinato che è stata la sua vita.

 

Quei 32 morti provocati dal disastro si riaffacciano sempre nei pensieri, sebbene il capitano continui a negare di aver voluto abbandonare la nave e di essere stato superficiale nel comando. Nei quattro anni e mezzo che ha passato a Rebibbia si è dedicato allo sport: tennis, ping pong, e anche calcio balilla. Ha comunicato tanto, inviando email agli altri detenuti e scrivendo sul giornale Dietro le sbarre.

 

LE LETTURE

COSTA CONCORDIA PH SESTINI

Ha letto libri in inglese, approfondito tematiche legate alla meditazione e al trascendentale, due vecchie passioni. «Senza la meditazione non avrei resistito chiuso qui dentro», ha detto più volte. Sta studiando Giurisprudenza e giornalismo, mentre aspetta che la famiglia lo vada a trovare, a cominciare dalla figlia Rossella che ora chiede «un rispettoso silenzioso», anche a chi si sta affrettando in questi giorni di ricordi e celebrazioni, a dire la sua sulla tragedia e sulla condotta del padre.

 

CAPITAN SCHETTINO

Anche il Covid ha lasciato le sue tracce: Schettino è stato 500 giorni senza poter vedere i parenti, poi le visite sono ricominciate. Ma di recente il giudice di sorveglianza gli ha consentito di andare dalla famiglia, di passare con loro le vacanze di Natale, in attesa che arrivino i benefici di legge per i quali si sta tanto impegnando.

 

Nel frattempo, i suoi avvocati hanno presentato la richiesta di revisione del processo alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo. Anche se dopo 4 anni ancora la decisione non c'è stata. «Non posso nascondere la mia perplessità per un tempo di attesa così lungo», ha dichiarato il comandante ai suoi legali.

 

costa concordia 1

È anche vero che quale potrebbe essere l'elemento nuovo da far decidere ai giudici europei di riaprire il processo? Sulla pagina Facebook che ha seguito da sempre le vicende del capitano, vengono pubblicati video e ricostruzioni dalle quali si vedrebbe che le cose non sono andate così come il processo e la sentenza le hanno descritte.

schettino e domnica

 

Però, quello che ha veramente pesato sulla condotta di Schettino non è stato tanto aver portato la nave contro gli scogli, bensì averla abbandonata. Schettino è e, probabilmente, resterà il simbolo negativo di una Italia superficiale e guascona, quella che sbaglia e non lo ammette.

 

È facile immaginare quindi quale potrebbe essere la vita del capitano quando uscirà del carcere. Cosa gli aspetta? Cosa immagina per se stesso e per la sua famiglia? Qualcuno ipotizza che non resterà in Italia, nemmeno in quella Meta di Sorrento dove tutti gli vogliono bene e lo difendono.

 

costa concordia

Che sconterà la pena e poi andrà a vivere all'estero. La sentenza ha previsto per lui anche 5 anni di interdizione dai pubblici uffici, e sono quasi passati. A quel punto potrà rifare l'esame per la patente nautica, sempre che decida di continuare a solcare i mari. Oppure, si vedrà. In questi anni ha ricevuto lettere, email, anche da persone estranee. E c'è chi ha preso a cuore la sua causa.

capitan schettino a ischia

 

NOSTALGIA DEL MARE

Se c'è una cosa che gli è mancata tanto è stata proprio il mare. Gli spazi aperti sono stati a lungo un ricordo lontano. Tanto che, nell'ora d'aria, in diverse occasioni, si è seduto su un prato sintetico dell'istituto di pena, ha portato con sé una bottiglietta d'acqua nella quale ha messo del sale. Se l'è versata in testa, si è bagnato i capelli, cercando così di ricordarne il sapore.

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