neofascisti maurizio murelli rainaldo graziani ines pedretti

NUOVE FELUCHE NERE – LO SCORSO 8 FEBBRAIO ALL’AMBASCIATA RUSSA, A ROMA, ALLA FESTA DEI DIPLOMATICI DI MOSCA ERANO PRESENTI ANCHE TRE NEOFASCISTI CON UN PASSATO IN ORDINE NUOVO: MAURIZIO MURELLI, RAINALDO GRAZIANI E SUA MOGLIE INES PEDRETTI – MURELLI HA SCONTATO 18 ANNI PER CONCORSO IN OMICIDIO PER L’UCCISIONE DEL POLIZIOTTO ANTONIO MARINO NEL 1973 – I TRE ERANO OSPITI DELL’AMBASCIATA PER LA COMMEMORAZIONE DI DARIA DUGINA, MA I LORO INTRECCI CON IL MONDO PUTINIANO HANNO RADICI LONTANE...

Estratto dell’articolo di Paolo Berizzi per “la Repubblica”

 

maurizio murelli all ambasciata russa a roma

Se fosse un film si potrebbe intitolare “Ordine Nuovo alla corte dello zar”. Invece è tutto vero. È una storia di neofascisti italiani filorussi e di diplomatici azzimati, di ex terroristi neri e di feluche. Sullo sfondo, oltre alla propaganda del Cremlino sulla guerra contro l’Ucraina, simboli nazisti e una serie di incontri.

 

Partiamo dalla fine. Roma, 8 febbraio 2024: nei saloni dell’Ambasciata della Federazione Russa in via Gaeta c’è un ricevimento. Si festeggia la Giornata dei diplomatici russi, festività inserita nel 2002 nel calendario politico della Russia e che cade ufficialmente il 10 febbraio.

 

Rainaldo Graziani

Tra gli invitati ricevuti dall’ambasciatore in Italia, Alexey Paramonov, ci sono – si legge in un comunicato – «rappresentanti del corpo diplomatico dei Paesi amichevoli accreditati a Roma, personalità pubbliche ed esponenti del mondo culturale italiano, giornalisti e amici connazionali». Chissà sotto quale di queste voci sono da ascrivere tre ospiti italiani: Maurizio Murelli, Rainaldo Graziani e sua moglie Ines Pedretti. La loro partecipazione è raccontata in un lungo post su Facebook da Murelli.

 

Murelli è un ex terrorista nero vicino alle posizioni di Franco Freda. Il 12 aprile 1973 a Milano fornisce la bomba a mano con cui durante una manifestazione neofascista viene ucciso l’agente di polizia Antonio Marino: il famigerato “giovedì nero” di Milano. Condannato a 18 anni per concorso in omicidio, Murelli si ricicla come editore: esordisce con la rivista Quex animata dal terrorista pluriomicida Mario Tuti; poi fonda Aga Editrice e la rivista Orion.

 

ines pedretti

Dagli anni ’80 è un punto di riferimento dell’estrema destra italiana. Insieme a Mario Borghezio e a Gianluca Savoini, Murelli è stato definito uno degli uomini chiave dell’infiltrazione politica di matrice neonazifascista nella Lega salviniana vicina al Cremlino.

 

Amico storico di Murelli è Rainaldo Graziani. Figlio di Clemente, cofondatore di Ordine Nuovo insieme a Pino Rauti. Nel 2017 Graziani jr rifonda l’organizzazione neofascista del padre attraverso l’associazione REuropa i cui domini - centrostudiordinenuovo. org e ordinenuovo.org - sono di proprietà della Cooperativa sociale Arnia presieduta da Ines Pedretti. Sua moglie.

 

darya dugina funerale

I tre, stando al racconto di Murelli, sono ospiti dell’ambasciata russa per commemorare Daria Dugina: la figlia del filosofo che “sussurra a Putin”, uccisa il 20 agosto 2022 da una bomba piazzata sotto la sua auto.

 

[…]

 

Passo indietro. Anzi due. 20 agosto 2023. Il primo anniversario della morte di Dugina è celebrato con una giornata che riunisce un centinaio di fascio-putiniani d’Italia: Graziani e Murelli in primis. Dove? Alla “Corte dei Brut”, la cascina di Gavirate di proprietà di Graziani dove da anni trova spazio la destra neofascista.

 

Maurizio Murelli

Tutto si tiene, in fondo; perché quando nel 2018 in un incontro a Roma Graziani annuncia la riapertura del “centro studi Ordine Nuovo” c’è anche Darya Dugina. Chi partecipa alla riunione riceve un opuscolo con l’ascia bipenne, simbolo di Ordine Nuovo (sigla sciolta nel 1973 dal ministero dell’Interno).

 

Pochi giorni dopo Aleksandr Dugin è ospite alla Corte dei Brut: dopo pranzo alla star russa viene donata la lanterna di Yule (“ Julleuchter ”), simbolo rituale delle SS che Heinrich Himmler regalava ai suoi uomini. […]

 

Passa un anno. È sempre il trio Graziani, Murelli e Pedretti che nell’estate 2019 organizza il tour italiano di Dugin: undici conferenze in dieci giorni. Polemiche. Come a dicembre 2019, quando in un post shock Graziani ringrazia i militanti di Ordine Nuovo nel giorno dell’anniversario della strage di Piazza Fontana firmata proprio Ordine Nuovo («ci hanno insegnato onore e fedeltà»).

 

ines pedretti

Ritratto dei tre amici italiani di Putin. Dettaglio: al ricevimento dell’8 febbraio – si legge in una velina russa – «è stata inaugurata la rinnovata esposizione museale dell’ambasciata dedicata alla storia delle relazioni diplomatiche, commerciali e culturali tra Russia e Italia».

aleksandr dugin al funerale della figlia darya dugina 9

rainaldo grazianiines pedrettiRainaldo Graziani

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