ADESSO CHI SCAGLIA LA PRIMA PIETRA? - CHI PAGHERÀ PER L’ANNO DI CARCERE CHE IL FONDATORE DI FASTWEB HA DOVUTO SCONTARE DA INNOCENTE, DISTRUGGENDO LA SUA VITA?

Pierluigi Battista per il "Corriere della Sera"

Quando venne indicato al pubblico ludibrio come un pericoloso criminale, il fondatore di Fastweb Silvio Scaglia si trovava all'estero. Invece di scappare, tornò in Italia per conferire con i magistrati che lo accusavano. Fu arrestato, e per un anno venne privato della libertà, prima in carcere, in uno spazio angusto dove, come ha detto in questi giorni, perfino un maiale si sentirebbe soffocare, poi agli arresti domiciliari.

Scaglia, insieme ad altri manager arrestati nel cuore della notte come fossero i peggiori malfattori, è stato assolto nei giorni scorsi «perché il fatto non sussiste». È stato sbattuto in galera ingiustamente. La sua vita è stata stravolta, i suoi affetti messi a dura prova, la sua professione fortemente compromessa, i suoi beni onestamente guadagnati messi in pericolo. Ha pagato un prezzo elevatissimo, innocente. Chi lo ha privato della libertà senza prove, come al solito in Italia, invece non pagherà alcunché, protetto da un'invulnerabile e iniqua irresponsabilità.

Scaglia avrebbe potuto «ammorbidire» la sua difesa, concedendo qualcosa ai suoi accusatori per allentare la morsa della carcerazione preventiva. Non lo ha fatto e, come ha ricordato Adriano Sofri, i suoi accusatori hanno addirittura considerato il suo «non ravvedimento» come motivo sufficiente per non liberarlo dal carcere, nonostante la presunzione d'innocenza. Visto che è poi risultato innocente, avrebbe per convenienza dovuto interpretare il ruolo di «innocente ravveduto».

Una mostruosità. Una delle tante mostruosità di una Nazione che accetta senza reagire la denuncia europea secondo la quale il nostro sistema carcerario ha assunto le caratteristiche efferate di un sistema dedito alla «tortura». Non è un modo di dire, è scritto proprio così: «tortura».

Una Nazione in cui le prigioni sono sotto la soglia di uno standard civile, ospitano per il 42 per cento detenuti in attesa di giudizio, metà dei quali risulterà innocente alla fine del processo, rivelando così un uso smodato, incivile, della carcerazione preventiva.

Le forze politiche pensano ad altro. Il presidente della Repubblica chiede un impegno straordinario per far fronte con misure anche d'emergenza allo scandalo di uno Stato di diritto sfregiato, ma loro tentennano, fanno i «benaltristi», totalmente insensibili all'illegalità della situazione carceraria.

I carcerati, e quelli come Scaglia, sono lasciati soli: da una sinistra oramai accecata da un giustizialismo cupo e feroce, da una destra che dimentica ogni proclama garantista quando ad essere toccato è qualcuno al di fuori del suo cerchio magico.

Scaglia ha patito il carcere, e l'attuale presidente del Senato Pietro Grasso non si scuserà per aver proclamato alla stampa, da magistrato, che le accuse contro Scaglia avevano messo in luce «una strage della legalità». No, avevano messo in luce una strage del diritto, ma nessuno si assumerà la responsabilità di questa distruzione.

 

silvio scaglia Silvio Scaglia Silvio Scaglia con Francesco Micheli pietro grasso article grasso a piazzapulita

Ultimi Dagoreport

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO