ucraina guerra zaporizhzhia centrale nucleare

PARADOSSO ATOMICO – NELLA CENTRALE NUCLEARE DI ZAPORIZHZHIA IN MANO AI RUSSI SONO STATI SPENTI TUTTI E 6 I REATTORI. MA QUESTA NON È UNA BUONA NOTIZIA – ORA CHE TUTTO SI È FERMATO, IL RISCHIO DI DISASTRO ATOMICO AUMENTA PERCHÉ LA STRUTTURA “A RIPOSO” NON PUÒ PRODURRE L'ENERGIA PER LE OPERAZIONI DI ROUTINE COME PER TUTTI I SISTEMI DI CONTROLLO E MONITORAGGIO DI POSSIBILE FUORIUSCITE DI RADIONUCLIDI…

Massimo Sideri per il www.corriere.it

 

centrale nucleare di zaporizhzhia1

La centrale nucleare più grande d’Europa, vicino a Zaporizhzhia in Ucraina, è spenta. I sei reattori sono stati fermati. Sospiro di sollievo. Viene naturale. Ma purtroppo è un errore. Il paradosso è che da ora l’impianto è molto più pericoloso di prima.

 

Se si venissero a ricreare le condizioni che – si è scoperto dopo – si sono già verificate contestualmente almeno in due momenti, il 5-6 agosto e il 25-26 agosto, la situazione ora sarebbe ancora più vicina a un possibile disastro atomico, parole che non escono con leggerezza. Ecco perché.

 

centrale nucleare zaporizhzhia

Dell’impianto di Zaporizhzhia sappiamo molto, ancora di più dopo la missione dell’agenzia di controllo delle Nazioni Unite, la Aiea guidata da Rafael Grossi e dall’italiano Massimo Aparo. I sistemi della centrale hanno bisogno di impianti di raffreddamento sia per i reattori sia per le piscine di combustibile nucleare esausto. Ma a parte questa ultima linea di confine l’impianto ha comunque bisogno di elettricità anche per le operazioni di routine come per tutti i sistemi di controllo e monitoraggio di possibile fuoriuscite di radionuclidi.

 

renat karchaa con gli ispettori dell aiea

La velocità negli allarmi è parte integrante della sicurezza. In condizioni normali la centrale produce energia anche per se stessa. Riesce ad autoalimentarsi, anche se per ragioni di ulteriore sicurezza esistono diversi livelli di alimentazione supplementare e autonoma rispetto all’energia da fonte nucleare. A Zaporizhzhia sono presenti 4 reti elettriche in entrata (dunque elettricità che arriva da altre centrali) e un ulteriore impianto termico nelle vicinanze.

 

Cosa accade quando tutti e 5 questi sistemi supplementari, per diversi motivi, non possono portare energia? Normalmente i reattori (e a Zaporizhzhia è possibile farlo con tutti e sei) entrano in uno stato chiamato Islanding operation mode. In sostanza iniziano a funzionare come un’isola che deve essere autosufficiente.

 

centrale nucleare zaporizhzhia 2

Come è emerso dal rapporto dell’Aiea questa situazione eccezionale si è già verificata negli ultimi due mesi visto che sia le 4 reti sia la centrale termica erano per vari motivi (tutti legati alla guerra) fuori gioco. Anche se i reattori sono spenti, la centrale deve rimanere accesa, monitorare, continuare a funzionare . Non va in letargo perché altrimenti bisognerebbe anche rinunciare a tutti i sistemi di controllo e sicurezza. Dunque se accadesse in questo momento anche la penultima spiaggia, quella dell’operatività «isola», non sarebbe accessibile. Rimarrebbe l’ultima spiaggia: mettere in funzione i 20 generatori diesel di sicurezza.

 

rafael grossi

Ecco perché Grossi ieri ha detto che «ora più che mai» bisogna creare una green zone che isoli la centrale dal conflitto. Per comprendere quanto non sia una scenario teorico vale la pena rileggere la lista dei danni e dei malfunzionamenti che la centrale ha subito dall’occupazione russa lo scorso marzo.

 

Ecco la cronistoria di tutti i danni subiti dalla centrale di Zaporizhzhia che con sei reattori VVER-1000 è una tecnologia successiva a quella di Chernobyl. La lista è estrapolata dal dossier Aiea.

 

 

delegazione aiea a zaporizhzhia

1) Danni al trasformatore dell’unità del reattore 6 (4 marzo). Riparato successivamente.

 

2) Equipaggiamento militare russo nella stanza delle turbine dei reattori 1 e 2, con personale armato (aprile).

 

3) Missili sull’area della stazione di Nitrogeno-ossigeno (5 agosto).

 

4) Missili con danni alla rete esterna di 750 Kv con spegnimento del trasformatore della centrale.

 

5) Danni all’impianto del carburante radioattivo esausto e alla rete di comunicazione collegata ai sensori per misurare le radiazioni (5 agosto).

 

6) Danni alla stazione dei vigili del fuoco (11 agosto).

 

delegazione aiea a zaporizhzhia

7) Danni all’edificio speciale che contiene sia il carburante nucleare sia i rifiuti radioattivi solidi (3 settembre).

 

8) Staff di controllo della centrale ridotto del 40 per cento.

 

9) Danni ai trasformatori del vicino impianto termo-elettrico che dovrebbe funzionare da back up. Secondo l’Aiea l’impianto ha carburante Diesel per i sistemi di emergenza solo per 10 giorni (2250 tonnellate di gasolio). Il 2 settembre il sistema per rilevare le fuoriuscite radioattive è stato fuori uso per 24 ore.

 

bombardamenti a zaporizhzhia

È la prima volta che un impianto nucleare civile si trova al centro di una guerra. Gli impianti non sono pensati per uno scenario bellico. Ora più che mai.

delegazione aiea a zaporizhzhia 2soldato russo centrale nucleare di zaporizhzhiacarro armato russo alla centrale nucleare di zaporizhzhia mezzi militari russi nella centrale nucleare di zaporizhzhia 1BUCO NEL TETTO DELLA CENTRALE DI ZAPORIZHZHIArafael grossi a zaporizhzhiacentrale nucleare di zaporizhzhia2rafael grossi a zaporizhzhia team ispettori aiea a zaporizhzhiacentrale nucleare zaporizhzhia 3

Ultimi Dagoreport

donald trump padrone del mondo

DAGOREPORT – TRUMP HA UCCISO LA POLITICA, COSI’ COME LA CONOSCEVAMO: CON LUI VALE IL DIRITTO DEL PIU’ FORTE (LE TRADIZIONALI CATEGORIE DI DESTRA E SINISTRA IN QUESTO SFACELO, HANNO ANCORA SENSO?) - DIPLOMAZIA, DIRITTO INTERNAZIONALE, MULTILATERALISMO E DIALOGO SONO STATI ROTTAMATI IN NOME DEL “SI FA COME DICO IO” - UN BRUTALE RITORNO ALLA POLITICA DI POTENZA DELL’OTTOCENTO E TANTI SALUTI A ONU, NATO, UE E ORGANISMI SOVRANAZIONALI – GODONO SOLO PUTIN E XI JINPING, CHE INFATTI DAVANTI AL BLITZ IN VENEZUELA E ALLA MINACCIA DI TRUMP DI OCCUPARE LA GROENLANDIA TACCIONO – SI DIRA’: MA TANTO TRUMP NEL 2028 SARA’ FUORI DALLA CASA BIANCA. SICURI? GIA’ NEL 2021 NON ACCETTO’ LA SCONFITTA E MANDO’ I SUOI SCAGNOZZI AD ASSALTARE IL CONGRESSO – ORA STA IMPRIMENDO AGLI USA UNA LENTA SVOLTA AUTORITARIA E I SEGNALI NON MANCANO…

antonio di pietro raul gardini

FLASH – PERCHÉ TONINO DI PIETRO HA ASPETTATO 33 ANNI PER RIVELARE LA VERITÀ SULLA PISTOLA RITROVATA LONTANO DAL CADAVERE DI RAUL GARDINI IL 23 LUGLIO 1993? SOLO ORA, IN UN’INTERVISTA AD ALDO CAZZULLO CHE ANDRÀ IN ONDA DOMANI SU LA7, DURANTE “UNA GIORNATA PARTICOLARE”, DI PIETRO AMMETTE: “L’HO PRESA IO STESSO CON IL FAZZOLETTO QUANDO SONO ARRIVATO E ABBIAMO PRESO ATTO CHE SI ERA UCCISO”. POI PRECISA: “NON FUI IO IL PRIMO A INTERVENIRE, MA L’EX MAGGIORDOMO”. NON CAMBIA IL SUCCO DEL DISCORSO: PERCHÉ NE PARLA PUBBLICAMENTE SOLO ADESSO, DOPO TRE DECENNI IN CUI SI È SUSSEGUITO OGNI TIPO DI IPOTESI SU QUELLA PISTOLA…

roberto vannacci matteo salvini

FLASH – ROBERTO VANNACCI BATTERÀ I TACCHI E ANDRÀ ALLA KERMESSE LEGHISTA “IDEE IN MOVIMENTO”, DAL 23 AL 25 GENNAIO A ROCCARASO? PER L'ADNKRONOS, IL GENERALE NON CI SARA' MA I RUMORS SOSTENGONO CHE IL GENERALE E SALVINI AVRANNO UN FACCIA A FACCIA, PROPRIO IN ABRUZZO - IL MILITARE ABBASSERÀ I TONI, RIALLINEANDOSI ALLA VECCHIA BASE LEGHISTA, O SALUTERÀ INAUGURANDO UN PARTITO SUO? - UNA FORMAZIONE “VANNACCIANA” POTREBBE VALERE TRA IL 2-3%. POCHINO MA IN GRADO DI ROMPERE LE UOVA ALLA LEGA E AL CENTRODESTRA...

rocco eleonora andreatta fabrizio corona

FLASH! – COME SI CAMBIA, PER FATTURARE! - ELEONORA "TINNY" ANDREATTA, FIGLIA DEL DEMOCRISTIANO BENIAMINO, ERA CONSIDERATA UNA BIGOTTONA D’ALTRI TEMPI QUANDO ERA IN RAI - ALL'EPOCA, DA DIRETTRICE DI RAI FICTION, PROMUOVEVA SOLO SCENEGGIATI SU PRETI, SUORE E FORZE DELL'ORDINE, PER NON TURBARE IL SONNO DEGLI ANZIANI TELESPETTATORI - UNA VOLTA PASSATA A NETFLIX, HA ROTTO GLI INDUGI: È DIVENTATA AUDACE! SOLO SESSO, DROGA E STORIE “MALEDETTE”, COME LE SERIE SU ROCCO SIFFREDI, I FESTINI DI “TERRAZZA SENTIMENTO” E ORA IL DOCUMENTARIO SUL PREGIUDICATO FABRIZIO CORONA...

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone mps mediobanca

FLASH! - E SE SU MPS STESSE ANDANDO IN SCENA UN BEL TEATRINO? NON SARA' CHE LE LITI TRA LOVAGLIO E CALTAGIRONE, RACCONTATE IN QUESTI GIORNI DAI QUOTIDIANI, FANNO PARTE DI UNA "NARRAZIONE" UTILE A DIMOSTRARE CHE TRA L'AD DI MONTEPASCHI E IL COSTRUTTORE NON CI FU ALCUN "CONCERTO" PER L'ACQUISTO DI MEDIOBANCA? - A TAL PROPOSITO, VALE SEMPRE LA PENA RICORDARE LE GUSTOSE INTERCETTAZIONI TRA I DUE, IL 18 APRILE, ALL’INDOMANI DELL’ASSEMBLEA MPS CON CUI VENNERO SUPERATE LE RESISTENZE ALL’AUMENTO DI CAPITALE DELLA BANCA AL SERVIZIO DELLA SCALATA DI MEDIOBANCA: “MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE? COME STA?”; “MOLTO BENE! ABBIAMO FATTO UNA BELLA OPERAZIONE. IL VERO INGEGNERE È STATO LEI, IO HO ESEGUITO SOLO L’INCARICO”

leonardis enrico marchi elkann la stampa marco gilli

FLASH! - LA TORINO CON I DANE' SI MOBILITA PER SALVARE "LA STAMPA": LE DUE CORDATE INTERESSATE AL QUOTIDIANO (GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS E GRUPPO NEM DI ENRICO MARCHI), HANNO BISOGNO DEL SUPPORTO DELLE FONDAZIONI CRT E SANPAOLO - NELLA CORSA A "LA STAMPA", AL MOMENTO E' IN VANTAGGIO ENRICO MARCHI, CHE HA GIA' RILEVATO DA GEDI I QUOTIDIANI DEL NORD-EST: "NEM" HA OTTENUTO LA BENEDIZIONE DI CRT E POTREBBE PRESTO AVERE ANCHE QUELLA DI SANPAOLO, GUIDATA DA MARCO GILLI, VICINISSIMO AL SINDACO LORUSSO...