luca sbardella e cristiana luciani

PARENTI D’ITALIA – NELL’INCHIESTA SUL GARANTE DELLA PRIVACY, CHE HA PORTATO A INDAGARE PER PECULATO E CORRUZIONE I MEMBRI DELLA COLLEGIO, I MAGISTRATI HANNO ACCESO UN FARO ANCHE SULL’ASSUNZIONE ALL’AUTHORITY DI CRISTIANA LUCIANI, MOGLIE DI LUCA SBARDELLA, DEPUTATO DI FRATELLI D’ITALIA, DIRIGENTE A PARTIRE DAL 1° GENNAIO 2025 – GLI INVESTIGATORI DELLA GUARDIA DI FINANZA HANNO CHIESTO ALL’ENTE I DOCUMENTI RELATIVI AL SUO INCARICO – VIDEO: L’INCHIESTA DI “REPORT”

 

Estratto dell’articolo di Irene Famà per www.lastampa.it

 

Cristiana Luciani e Luca Sbardella

Faro dei magistrati sull’assunzione al Garante della Privacy di Cristiana Luciani, moglie di Luca Sbardella, deputato di Fratelli d’Italia. Dirigente dell’Authority a partire dal 1° gennaio 2025, gli investigatori della guardia di finanza hanno chiesto all’Ente i documentai relativi al suo incarico.

 

La faccenda si inserisce nell’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, che a inizio gennaio ha travolto il Collegio del Garante contestando spese esorbitanti. Indagati, a vario titolo, per peculato, uso privato di beni pubblici, e corruzione, il presidente Pasquale Stanzione e gli altri membri del board: la vice presidente, professoressa ordinaria di Diritto Costituzionale, Ginevra Cerrina Feroni, il politico piemontese Agostino Ghiglia e l’avvocato cassazionista Guido Scorza, che poi si è dimesso dall’incarico. [...]

 

Report - Cristiana Luciani

Al centro degli accertamenti, iniziati dopo l’inchiesta della trasmissione Report, cene in ristoranti d’élite, soggiorni in hotel cinque stelle, lavanderia, fitness, cura della persona, messa in piega (poi risarcita), seimila euro spesi in macelleria in tre anni e finiti a rimborso. E di conflitti d’interesse, favoritismi che portano a non badare alle irregolarità pur di ottenere voli in business class.

 

Negli atti d’indagine, gli inquirenti parlano di «condotte disinvolte, comportamenti offensivi del decoro dell’Ente» che sarebbero sfociati «con facilità» in reati. Nello specifico peculato e corruzione. Ci sarebbe pure l’abuso d’ufficio, che però è stato abrogato.

 

Si parte dalle spese di rappresentanza aumentate negli ultimi anni: «Dagli 851 mila euro del 2021 a un milione e 247 mila nel 2024». Con un tetto di spesa «passato da 3.500 euro a 5 mila».

 

La trasmissione di Rai3 chiede di accedere agli atti e negli uffici di piazza Venezia si scatena il caos. Angelo Fanizza, ex segretario generale costretto alle dimissioni nella speranza che facesse da capro espiatorio un po’ per tutti, racconta di un «clima d’apprensione, di tensione». Si sapeva che certe informazioni «avrebbero certamente comportato un danno d’immagine per la società».

 

Cristiana Luciani e Luca Sbardella

[...]  Dagli accertamenti del nucleo Pef della Guardia di finanza emergono poi spese esagerate per i viaggi di rappresentanza. Come quelle per il G7 di Tokyo nel 2023 che ammonterebbero a 80 mila euro, «di cui 40 mila solo per i voli». Situazione analoga «per le missioni in Georgia, a Batumi, e in Canada».

 

Altra questione riguarda una vicenda collegata ad Ita Airways. Gli indagati avrebbero ricevuto tessere «Volare Executive», del valore di 6 mila euro ciascuna, come “ringraziamento” per non aver sanzionato la società a fronte di «irregolarità formali e procedurali nel monitoraggio delle comunicazioni» si legge. Insomma, nessuna multa per aver violato la privacy.

 

il collegio del garante della privacy

La procura di Roma indaga pure su sanzioni opache ed è qui che si inserisce il caso Meta. Il Garante, al termine di una discussione interna sulla linea da seguire, avrebbe inizialmente proposto una sanzione di 44 milioni di euro alla società californiana per presunte violazioni sull’immissione in commercio degli smart glasses.

 

Poi ridotta a circa 13 milioni, congelata per approfondimenti, infine licenziata, nell’ottobre 2024, per un milione di euro, e poi annullata perché, raccontano, i «termini erano stati sforati».

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