la guardia nazionale a washington dc donald trump

STATI UNITI, IN GUARDIA! – PER TRUMP, OGNI SCUSA È BUONA PER INVIARE NELLE CITTÀ AMERICANE LA GUARDIA NAZIONALE, ORMAI DIVENTATA UNA SORTA DI “MILIZIA PRIVATA” DEL TYCOON – DI SOLITO, LE FORZE ARMATE FEDERALI VENGONO DISPIEGATE PER RISTABILIRE L’ORDINE QUANDO LE AUTORITÀ LOCALI NON SONO IN GRADO, O PER AIUTARE LE POPOLAZIONI COLPITE DA CATASTROFI NATURALI. IL COATTO DELLA CASA BIANCA, INVECE, CHIAMA LA “NATIONAL GUARD" NELLE CITTÀ GOVERNATE DAI DEM (IN CHIARO SEGNO DI SFIDA) O PER FARE DA “GUARDIA DEL CORPO” AGLI SCAGNOZZI DELL’”ICE”: UN USO INGIUSTIFICATO CHE FA INCAZZARE CIRCA IL 58% DEGLI AMERICANI…

 

Estratto dell’articolo di Alberto Simoni per “la Stampa”

 

DONALD TRUMP E I SOLDATI DELLA GUARDIA NAZIONALE AMERICANA

Poche ore dopo l'aggressione di Farragut Square, la Casa Bianca ha ordinato al Pentagono di rafforzare la presenza della Guardia nazionale nella capitale. Ai 2.200 soldati che pattugliano strade e presidiano i punti nevralgici, se ne aggiungeranno da subito altri 500. Obiettivo: rendere la città più sicura. Ed è proprio nell'uso estensivo del termine safe (sicura) che giace la svolta che l'Amministrazione Trump ha impresso alla Guardia Nazionale sin dai primi giorni del suo secondo mandato.

 

Lo schieramento dei militari sul suolo americano è regolato dall'Insurrection Act del 1807. Esso consente al presidente di impiegare le forze armate federali all'interno del territorio nazionale per ristabilire l'ordine quando le autorità statali e locali non sono in grado - o non vogliono - farlo. […]

 

Dalla fine della Seconda guerra mondiale, la Guardia nazionale è stata mobilitata una decina di volte: in cinque casi - fra gli anni '50 e '60 - venne schierata negli Stati del Sud a difesa del processo di de-segregazione, a tutela delle scuole o a protezione dei manifestanti della marcia per i diritti civili, come a Selma nel 1965.

 

la Guardia Nazionale a washington dc

In ognuna di queste occasioni, il governo federale prese il controllo della milizia perché il governatore di turno si opponeva al dispiegamento. Da allora, però, in cinque casi, ogni dispiegamento è avvenuto in pieno accordo fra autorità locali e Casa Bianca. Compreso il caso più noto, quando nel 1992 Bush senior inviò le truppe in una Los Angeles in fiamme per il caso Rodney King.

 

[…] L'ultimo grande dispiegamento risale all'ottobre del 2024 per l'uragano Helene. Circa 6.700 uomini provenienti da 16 Stati vennero inviati fra Georgia, Florida e Carolina del Nord. La Guardia nazionale può essere dispiegata in operazioni di guerra e attualmente partecipa - nell'ambito dello State Partnership Program - nell'addestramento in cento Paesi stranieri.

 

Non è una rarità il dispiegamento dei soldati della riserva - di fatto, si tratta di 430 mila uomini stazionati nei 50 Stati dell'Unione e che un weekend al mese e due settimane all'anno si addestrano e prestano servizio -; a rappresentare un unicum è l'utilizzo che ne sta facendo Donald Trump.

Un agente della guardia nazionale a Chicago

 

La strategia della Casa Bianca si muove lungo due direttrici: contrasto al crimine nelle città e lotta all'immigrazione. A tenerle insieme la definizione che Trump diede nel discorso ai vertici militari a Quantico il 30 settembre scorso: «Dobbiamo prepararci a una guerra dall'interno».

 

[…] Così si spiega il dispiegamento dei militari al confine con il Messico a febbraio. E così è da leggere l'invio della Guardia nazionale a sostegno e protezione degli agenti dell'Ice (Immigration and Custom Enforcement) durante i raid contro gli immigrati illegali in diverse città americana. […]

 

la Guardia Nazionale a washington dc

Nel mese di giugno Trump inviò la Guardia nazionale a Los Angeles prendendo come scusa l'incapacità del sindaco e del governatore della California Gavin Newsom di riportare la calma per le proteste legate alle deportazioni. Qualche giorno dopo inviò pure 200 marines.

 

 In agosto, sostenendo che la criminalità a Washington fosse lievitata - nonostante i dati, pubblici, dell'Fbi, dicessero il contrario - Trump ordinò il dispiegamento dei soldati. Ne arrivarono da una decina di Stati. Fra essi anche circa 300 dalla West Virginia, lo Stato di provenienza di Sarah Beckstrom e Andrew Wolfe colpiti mercoledì nel cuore della città.

 

guardia nazionale a washington

In nome del contrasto al crimine e sfidando governatori democratici e città "blu", Trump ha "federalizzato" la Guardia nazionale anche a Memphis e ha inviato 500 soldati (dal Texas) a Chicago e minacciato di «prendere il controllo» di Portland e Baltimora. Ogni volta la "militarizzazione" della sicurezza ha innescato ricorsi in tribunale.

 

Ovunque l'Amministrazione è stata sconfitta, anche se - come nel caso di Washington - la scorsa settimana un giudice ha considerato illegale il dispiegamento dei soldati, pur concedendo altri 30 giorni. […] In ottobre, nel pieno dello scontro sull'invio della Guardia nazionale nelle città, un sondaggio della Cbs sottolineava che il 58% degli americani era contrario all'approccio di Trump.

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