PERCHE’ I BAMBINI SI TOCCANO? - PER I PIU’ PICCOLI L’ESPLORAZIONE DEL CORPO E’ UNA TAPPA FONDAMENTALE NEL PROCESSO DI CRESCITA. BIMBE E BIMBI INIZIANO A TOCCARSI LE PARTI INTIME INTORNO AI DUE ANNI DI ETA’. PER MOLTI DI LORO E’ UN GESTO RILASSANTE - I GENITORI NON DEVONO PREOCCUPARSI: IN GRAN PARTE DEI CASI SI TRATTA DI UN COMPORTAMENTO NORMALE PERCHE’...
Estratto dall’articolo de www.ilfattoquotidiano.it del 14 luglio 2026
[...] L’esplorazione corporea è una tappa fondamentale dello sviluppo infantile, sia dal punto di vista biologico sia da quello educativo. [...] Per i bambini l’educazione alla conoscenza del proprio corpo avviene attraverso il gioco, l’osservazione e le esperienze quotidiane.
Fin dai primi anni di vita, i più piccoli esplorano il proprio corpo toccandolo, osservandolo e imparando a riconoscere le caratteristiche anatomiche e fisiologiche. Si tratta di un comportamento naturale, essenziale per la costruzione della propria identità, per lo sviluppo dell’autonomia e per la comprensione dei propri bisogni e delle proprie emozioni.
In questo percorso di crescita, anche la scoperta delle differenze corporee tra maschi e femmine suscita curiosità e domande. [...]
Il ruolo degli adulti è quello di accompagnare i bambini con ascolto, accoglienza e consapevolezza, creando uno spazio sicuro in cui posso esprimere dubbi, curiosità e perplessità, senza timore o imbarazzo. Uno sguardo più scientifico lo rivolgiamo insieme al “La dott.ssa dei bambini”, Valentina Paolucci, per darci linee guida utili:
1. A che età i bambini iniziano a scoprire il proprio corpo?
La scoperta del proprio corpo inizia molto presto, già nei primi mesi di vita. I bambini esplorano il mondo attraverso i sensi e questo include anche il proprio corpo. Intorno ai 2-3 anni diventano più consapevoli delle differenze tra le varie parti del corpo, compresi i genitali, e iniziano a fare domande o a mostrare curiosità.
Si tratta di una fase assolutamente normale dello sviluppo. Così come osservano le proprie mani, i piedi o il viso allo specchio, possono interessarsi anche ai genitali. La curiosità verso il corpo è un segnale di crescita e di acquisizione della propria identità.
2. È normale che un bambino si tocchi spesso le parti intime?
Sì, nella maggior parte dei casi è del tutto normale. Nei bambini piccoli il toccarsi i genitali non ha il significato che attribuiamo noi adulti alla sessualità. È piuttosto una forma di esplorazione corporea o, talvolta, un gesto che procura conforto e rilassamento, soprattutto nei momenti di stanchezza, noia o addormentamento.
L’importante è evitare rimproveri, punizioni o reazioni di imbarazzo. Possiamo invece spiegare con serenità che alcune parti del corpo sono private e che certi comportamenti, pur non essendo sbagliati, vanno riservati agli spazi privati, come la propria cameretta o il bagno. [...]
3. Cosa rispondere quando una bambina chiede: “Perché mio fratello fa la pipì in piedi?”
La risposta più semplice è spesso la migliore. Si può dire: “Perché il corpo dei maschi e delle femmine è fatto in modo un po’ diverso. I maschi hanno il pene che è allungato e per questo possono fare la pipì anche in piedi. Le femmine hanno la vulva invece e per loro è più comodo sedersi”.
Non servono spiegazioni complicate. I bambini cercano risposte chiare, vere e adeguate alla loro età. Rispondere con naturalezza aiuta a costruire un rapporto sano con il proprio corpo e con quello degli altri e far sentire che non esiste nessun discorso tabù quando si parla con i propri genitori.
4. Che consiglio diamo ai genitori su come gestire i genitali dei propri bambini?
Il consiglio principale è trattare i genitali come qualsiasi altra parte del corpo: senza tabù, senza vergogna, ma anche senza eccessiva enfasi.
È importante utilizzare i nomi corretti delle parti anatomiche. Dire “pene”, “vulva” o “testicoli” non significa anticipare argomenti da adulti, ma insegnare ai bambini a conoscere il proprio corpo in modo corretto.
Durante l’igiene quotidiana, il cambio del pannolino o le visite mediche è utile spiegare sempre ciò che stiamo facendo e rispettare, per quanto possibile, il loro bisogno di privacy man mano che crescono. [...]




