PERCHÉ I “LATIN KINGS” DI MILANO HANNO UCCISO GIANLUCA IBARRA SILVERA? PROBABILMENTE IL 22ENNE DI ORIGINI ECUADOREGNE È STATO SCAMBIATO PER UN’ALTRA PERSONA: INCENSURATO, LAVORAVA COME ALLESTITORE DI STAND E NON AVEVA NIENTE A CHE FARE CON LE GANG DI LATINOS CHE TERRORIZZANO MILANO – QUALCHE ORA PRIMA DELL’AGGUATO ALLA STAZIONE CERTOSA DI MARTEDÌ, DUE GRUPPI DI SUDAMERICANI SI SONO SCONTRATI. GIANLUCA E LA FAMIGLIA È PASSATO DA QUELLA ZONA NELLA SERATA, E I GIOVANI CRIMINALI LO HANNO INSEGUITO, AGGREDITO E AMMAZZATO…
Estratto dell'articolo di Giambattista Anastasio e Nicola Palma per “il Giorno”
Gianluca Ibarra Silvera non aveva nulla a che fare con le gang di latinos: era incensurato e lavorava come allestitore di stand. Quelli che l’hanno ucciso, invece, si sono dichiarati appartenenti ai Latin Kings. E lo hanno ammazzato con una ferocia che richiama i raid brutali dei pandilleros. Perché?
[…] Una delle ipotesi al vaglio degli investigatori è che il ventiduenne sia stato scambiato per qualcun altro. A spingere in questa direzione gli agenti della Squadra mobile […], sono state anche le dichiarazioni del fratello della vittima, il ventenne Gianfranco, sopravvissuto all’agguato.
Il ragazzo ha raccontato che a metà pomeriggio di martedì è venuto a sapere da alcuni clienti di un minimarket che qualche ora prima c’era stato uno scontro tra due gruppi di sudamericani alla stazione Certosa. Dopo aver mangiato insieme, i due fratelli, il padre e la nuova compagna Erika sono usciti per raggiungere un negozio della zona.
[…] Nel tragitto per tornare a casa, attorno alle 21.30, la famiglia ha incontrato per la prima volta gli aggressori: “Ci hanno detto che loro erano i re, ma noi li abbiamo ignorati e siamo andati via”, ha spiegato Gianfranco. Gli Ibarra hanno usato il sottopassaggio per sbucare dall’altro lato dello scalo ferroviario, ma all’uscita si sono ritrovati quel gruppo di una quindicina di giovani: “Sono passati dai binari”.
Wilmer Ibarra, padre di Gianluca
Dopo aver accompagnato il papà, i fratelli hanno rifatto il percorso al contrario per prendere un treno per Segrate: “Loro ci hanno visto e sono venuti verso di noi urlando in lingua spagnola – la ricostruzione di Gianfranco –. Scappando, io sono caduto, ma sono riuscito ad alzarmi e mettermi in salvo. Mio fratello è caduto tre volte ed è stato raggiunto e aggredito: non ho visto molto perché mi sono nascosto, avevo molta paura”.
[…]
AGGRESSIONE A GIANLUCA IBARRA SILVERA

UNA GANG LATINA IN AZIONE NELLA METROPOLITANA DI MILANO
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