omero bob dylan rock

NON SONO SOLO CANZONETTE – COSA HANNO IN COMUNE TAGORE E ITALO CALVINO, LORENZO DE' MEDICI E GUANTANAMERA? NULLA, DIRETE VOI. SBAGLIATO. SONO LA PROVA DI UN MILLENARIO RAPPORTO DI AMORE TRA LA POESIA E LA CANZONE. FINO AD ALLUNGARSI, CON QUALCHE SCANDALO DEI SACRI CUSTODI DELLA TRADIZIONE, ALLA CANZONETTA – UN LIBRO RACCONTA L’ALTRA LETTERATURA, QUELLA MUSICATA…

Gian Antonio Stella per il "Corriere della Sera"

 

DA OMERO AL ROCK - STEFANINI ZOPPAS

Cosa hanno in comune Rabindranath Tagore e Italo Calvino, Lorenzo de' Medici e Guantanamera? Nulla, direte voi. Sbagliato. Sono la prova di un millenario rapporto di amore che solca il tempo e i continenti: quello tra la poesia e la canzone. Fino ad allungarsi, con qualche scandalo dei sacri custodi della tradizione, alla canzonetta.

 

Certo, cambiano i secoli, i climi, le sensibilità, gli strumenti, le lingue. Il bisogno di comunicare il dolore e la passione e l' odio e l' allegria con modalità diverse, però, resta. Lo testimonia un libro appena uscito di Maurizio Stefanini e Marco Zoppas, Da Omero al rock. Quando la letteratura incontra la canzone, edito da Il Palindromo.

 

Uno zibaldone ricco di curiosità, dettagli, paragoni eccentrici, note inattese. Che parte dal Nobel a Bob Dylan, prova che «il rock è entrato nel salotto buono della Letteratura» («stupisce semmai la lentezza con cui a Stoccolma si siano accorti della portata di un avvenimento che ormai risale a cinquant' anni fa»), e arriva al Teorico della Spazzatura inventato da Don DeLillo: «Tutto è collegato». Tutto.

bob dylan

 

C' è un filo che unisce il Magnifico mediceo, che avvertì il bisogno di esprimere la gioia di vivere e insieme le ombre del tempo che scorre componendo il celeberrimo Trionfo di Bacco e Arianna («Quant' è bella giovinezza / Che si fugge tuttavia / chi vuol esser lieto, sia: / di doman non v' è certezza») a quella canzone simbolo della gioia di vivere cubana? Sì, c' è.

 

Improvvisata probabilmente a una festa popolare nel 1929 da Herminio García «Diablo» Wilson, seccato per esser stato (giustamente) bacchettato da una «guajira» indiana («Eh! E che si è messa in testa 'sta burina di Guantánamo!»), rivendicata in tribunale da Joselito Fernández che l' aveva portata al successo radio, Guantanamera deve però gran parte della fama planetaria al recupero e all' inserimento delle quartine scritte mezzo secolo prima in Versos sencillos da José Martí: «Yo soy un hombre sincero / De donde crece la palma / Y antes de morirme quiero / Echar mis versos del alma». Versi struggenti, riletti molti anni dopo da Sergio Endrigo: «Coltivo una rosa bianca / In luglio come in gennaio / Per l' amico sincero / Che mi dà la sua mano franca».

Rabindranath Tagore

 

Sarebbe stato orgoglioso, il grande poeta, scrittore e irredentista sudamericano di finire in un cha-cha-cha? Forse sì. Certo fu più solenne il destino di Rabindranath Tagore, Nobel per la letteratura 1913, drammaturgo, poeta e filosofo bengalese che detiene un primato insuperabile: è l' unico autore degli inni di due Paesi diversi.

 

«La prima delle cinque strofe del suo poema Dispensatore del destino dell' India è divenuta infatti nel 1950 l' inno nazionale dell' India Jana Gana Mana». E nel 1972 «i primi dieci versi della sua canzone Amar Shonar Bangla («Mio Bengala dorato») furono adottati come inno nazionale del Bangladesh».

 

OMERO LIRA

Tagore no, non suonava né conosceva il pentagramma. Ma parole e musica, scrivono i due autori, si unirono nei tempi più antichi. Anzi, «non esiste in nessuna società preistorica una poesia che sia nata senza musica; la letteratura non è scrittura bensì parola, e come tale può essere cantata. In realtà, prima dell' affermarsi della scrittura, senza un supporto musicale era quasi impossibile memorizzare i versi. Poi la scrittura si è diffusa e la gente ha imparato a leggere».

 

In questo processo «i poemi di Omero e le tragedie di Eschilo, Sofocle ed Euripide sono stati conservati senza le melodie che li accompagnavano, e al di là del testo in prosa è comunque nato anche per la poesia un canone in cui la musicalità della parola può affermarsi senza il supporto del canto». Senza.

 

Giù giù lungo i secoli però, la volontà di unire testi e musica, volta per volta adattati al momento, è rimasta. Si pensi al Salmo 137, il lamento degli ebrei deportati a Babilonia dopo la caduta di Gerusalemme del 587 a.C. Poco usato nella liturgia in generale per il violentissimo finale («Beato chi afferrerà i tuoi piccoli / e li sbatterà contro la pietra») il grido di libertà ha però ispirato musicisti e movimenti politici di tutti i tipi.

italo calvino

 

Dal librettista Temistocle Solera che fornì a Giuseppe Verdi i versi per quel coro del Nabucco che tocca il cuore degli italiani fino al gruppo giamaicano The Melodians che evocando la tratta degli schiavi compose Rivers of Babylon, portata al successo internazionale dal gruppo Boney M. Un reggae. Amatissimo da Bob Marley.

 

Tra centinaia di protagonisti spiccano i grandi che composero canzoni come parolieri. Italo Calvino, ad esempio, che con la musica di Sergio Liberovici scrisse capolavori come Oltre il ponte («Avevamo vent' anni e oltre il ponte / oltre il ponte ch' è in mano nemica / vedevam l' altra riva, la vita / tutto il bene del mondo oltre il ponte») o Canzone triste.

leonard cohen

 

Leonard Cohen che fu salutato al debutto da scrittore, prima di passare alle canzoni, come «il nuovo James Joyce canadese». Dario Fo, che proprio mettendo insieme parole e musica vinse il Nobel. O Gabriele d' Annunzio che nel 1907 scrisse in napoletano A vucchella («Méh, dammillo, dammillo, / è comm' a na rusella / dammillo nu vasillo, / dammillo, Cannetella!») e nel 1911 «il libretto di Le martyre de Saint Sébastien: misteroin cinque atti più un prologo per musica di Claude Debussy».

 

O Vinícius de Moraes che era ghiotto di vita (nove mogli!) e decise di comporre e cantare la sua prima canzone vent' anni dopo aver esordito come poeta e in coincidenza col successo teatrale di Orfeu da Conceição, che avrebbe poi vinto l' Oscar come «Orfeo negro».

NERUDA

 

E poi ancora Pablo Neruda e Jorge Luis Borges e Pier Paolo Pasolini e Bertold Brecht, le cui canzoni bellissime sarebbero state eseguite in Italia da Milva.

 

Insomma, ammiccano Maurizio Stefanini e Marco Zoppas, «non perderemo tempo a domandarci se una poesia, una volta messa in musica, rimane una poesia. Semmai ribalteremo la prospettiva e ci chiederemo se, da ora in poi, una poesia che non può essere musicata debba ancora essere considerata una poesia».

 

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO PER SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...