POMPE ROVENTI! - LO STOP AL TAGLIO DELLE ACCISE, SCATTATO DALLO SCORSO 3 LUGLIO, COSTA AGLI ITALIANI 1,4 MILIARDI DI EURO IN UN ANNO - DOPO L’INTESA (TRABALLANTE) VOLUTA DA TRUMP CON L’IRAN, L’ARMATA BRANCA-MELONI HA DECISO DI FERMARE GLI SCONTI SU BENZINA E DIESEL - E I RINCARI SI FANNO GIA’ SENTIRE SUI PORTAFOGLI DEGLI AUTOMOBILISTI, VISTO CHE AI DISTRIBUTORI SI TORNA A PAGARE 2 EURO PER UN LITRO DI DIESEL...
Estratto dall’articolo di Giuseppe Colombo per “la Repubblica”
Al distributore rispunta il numero 2. Due come gli euro che ieri gli automobilisti hanno dovuto pagare per un litro di diesel nelle stazioni di servizio lungo le autostrade. Per la precisione 2,004. Due come gli euro in più che servivano, sempre ieri, per fare un pieno di gasolio da 50 litri rispetto a 24 ore prima.
Due euro è anche il prezzo che il governo si augura non ritorni sui cartelli in città. È la soglia psicologica che a marzo, dopo l'aumento del petrolio causato dalla guerra in Iran, aveva portato al taglio delle accise con l'obiettivo di contenere i costi alla pompa.
Ora che la tregua tra gli Stati Uniti e l'Iran ha fatto calare le quotazioni del greggio, l'esecutivo ha deciso di fermare gli sconti. Da sabato scorso, infatti, non è più in vigore la riduzione di 6,1 centesimi, tra accise e Iva, su un litro di carburante. [...]
Ecco gli aumenti certificati dai dati del ministero delle Imprese: venerdì, ultimo giorno con gli sconti, un litro di diesel in modalità self sulla rete stradale costava in media 1,882 euro. Sabato è salito a 1,899: ieri ha toccato quota 1,922. La benzina ha seguito lo stesso trend al rialzo: da 1,803 euro è passata prima a 1,820 e poi a 1,841. Sulle autostrade, come si diceva, il prezzo del gasolio è già sopra i 2 euro, mentre la "verde" è arrivata a costare 1,932 euro.
Per le associazioni dei consumatori è «una stangata annunciata». Il Codacons fa i conti. Indipendentemente dall'andamento dei prezzi alla pompa – spiega – il rialzo delle accise costa agli italiani 3,9 milioni al giorno. Ben 1,4 miliardi in un anno. Numeri che Fratelli d'Italia contesta. «C'è caldo, si consiglia di dichiarare sotto l'ombrellone: il Codacons, come troppo spesso accade, diffonde dati e previsioni che vengono puntualmente smentiti dai fatti», dice il senatore Matteo Gelmetti. I meloniani difendono il governo che «ha agito fin dall'inizio con tempestività».
A stretto giro arriva la controreplica del Codacons: «Gelmetti prende lucciole per lanterne e non sa che la matematica non è un'opinione: i rincari dei carburanti sono certificati non dal Codacons, ma dal Mimit, ministero guidato tra l'altro dalla sua stessa maggioranza». [...]



