PREPARATE LE VALIGIE: UN CONSORZIO DI OLTRE 40 SCIENZIATI HA SVILUPPATO UNA NUOVA ROADMAP PER RENDERE POSSIBILE AGLI ESSERI UMANI VIVERE SULLA LUNA E, IN SEGUITO, SU MARTE – GRAN PARTE DEGLI STUDI SI CONCENTRA SULLA RICERCA IN BIOLOGIA, IN PARTICOLARE SULLE PIANTE, CHE OLTRE A FORNIRE CIBO, SONO UNA FONTE DI OSSIGENO, PURIFICANO L’ACQUA E OFFRONO PERSINO CONFORTO PSICOLOGICO…
(ANSA) - In vista del ritorno di astronauti Luna dopo 55 anni, cona la missione Artemis III della Nasa, scienziati di tutto il mondo stanno già preparando i prossimi passi: come vivere, coltivare cibo e prosperare oltre la Terra.
Un consorzio globale di oltre 40 scienziati provenienti da 11 Paesi e sette agenzie spaziali ha sviluppato una nuova roadmap per la ricerca in biologia, in particolare sulle piante, e sulle tecnologie necessarie a rendere possibile agli esseri umani vivere sulla Luna e, in seguito, su Marte. E' il quadro che emerge dall'articolo pubblicato sulla rivista New Phytologist, che presenta una visione globale condivisa sull'uso delle piante per sostenere la vita nello spazio e per avanzare un'agricoltura sostenibile sulla terra.
Tra gli autori dell'articolo c'è anche Massimo Maffei docente al Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi Dbios dell'Università di Torino che spiega come "gli studi portati avanti dai Fisiologi Vegetali del Dbios sulle risposte delle piante ai campi magnetici e i loro risvolti nel campo della biologia quantistica, discussi nell'articolo, sono di fondamentale importanza per gli studi sia sul nostro pianeta che oltre la Terra".
"Le piante sono il nostro sistema di supporto vitale sulla Terra - sottolinea il dottor Elison Blancaflor, program scientist per la Divisione di Scienze Biologiche e Fisiche della Nasa -. Forniscono cibo, ossigeno, purificazione dell'acqua e persino conforto psicologico. Senza piante, il supporto vitale sarà molto più sfidante mentre esploreremo la Luna, Marte e oltre, a lungo termine".
"Imparando a coltivare piante nello spazio, stiamo anche migliorando il modo in cui coltiviamo cibo sul nostro pianeta - conclude il dottor Luke Fountain della Nasa, autore principale dell'articolo -. Le tecnologie che svilupperemo per la Luna e Marte aiuteranno a affrontare sfide globali in termini di cibo, energia e sostenibilità".


