ANCHE IL PROCESSO A PISTORIUS, COME QUELLO A MANDELA, DIVIDE L’OPINIONE PUBBLICA SUDAFRICANA: PER I NERI, L’EX ATLETA È COLPEVOLE, LA MINORANZA BIANCA LO DIFENDE

Lorenzo Simoncelli per "la Stampa"

Mancano poche ore all'inizio del processo che stabilirà se il 14 febbraio 2013 Oscar Pistorius ha ucciso volontariamente la fidanzata Reeva Steenkamp.
A Pretoria e in tutto il Sudafrica si respira un'attesa febbrile per quello che da molti è considerato il caso giudiziario più importante dai tempi di Nelson Mandela. Un caso che, però, rischia di creare un'ennesima spaccatura razziale.

Tra la maggioranza nera che lo considera già colpevole e la minoranza bianca che lo difende. Questa l'atmosfera fuori dall'aula D dell'Alta Corte di Pretoria, che è già stata preparata per domani mattina alle 9,30, quando tutti i protagonisti di questa tragica vicenda si ritroveranno al suo interno.

Sul giudice Thokozile Masipa sono piombate pesanti accuse, dato che è donna e nera, due fattori che, secondo la cerchia di Pistorius, non garantirebbero neutralità. Ma soprattutto per la prima volta saranno a pochi metri di distanza Oscar Pistorius e June Steenkamp, la madre di Reeva, che ha deciso di partecipare al processo.

«Blade Runner», nella posizione di accusato al centro dell'aula le darà le spalle, ma sarà inevitabile almeno un incrocio di sguardi. La madre di Reeva, per la prima volta, avrà la possibilità di guardare negli occhi l'assassino di sua figlia.

Oscar e June. Due persone sconvolte dalla stessa tragedia, di cui uno è artefice e l'altro vittima, ma con ripercussioni completamente diverse. L'ormai ex atleta sudafricano, dato che non compete più in gare ufficiali dai giochi paralimpici di Londra, continua a dirsi «distrutto». Uno stato d'animo che, a dire il vero, non sembrerebbe corrispondere alle diverse foto che lo hanno paparazzato completamente a suo agio.

A cominciare dalla serata in un noto locale di Johannesburg, nel marzo scorso, poco dopo esser stato liberato su cauzione. Fino ad arrivare alle più recenti vacanze, prima in kayak, con alcuni amici vicino a Città del Capo e, poi, a Natale scorso sulle spiagge dorate del Mozambico. E proprio qui, secondo un'indiscrezione del tabloid inglese «The Sun», avrebbe consolidato la sua relazione con una 19enne sudafricana, Leah Skye.

Ma la vita di Pistorius, in questo anno di attesa prima del processo, si è articolata soprattutto a Pretoria, nel quartiere bianco e ricco di Waterkloof. Lì amici e parenti gli hanno costruito una sorta di fortino inattaccabile, dove potesse circolare liberamente, senza maschere. I soliti ristoranti dove andare, una palestra per tenersi in forma, qualche desolato giro di pista nel circuito dell'Università di Pretoria e le immancabili feste private nelle case di amici.

A volte personaggi equivoci della Pretoria bene, quelli che, secondo molti, lo hanno portato sulla cattiva strada. Il tutto sotto la regia dello zio Arnold, che lo ha accolto nella sua casa e si è sobbarcato il pesante compito di fare da portavoce per tutta la famiglia. «La nostra attenzione adesso è tutta sul processo - ha affermato lo zio di Pistorius -. Amiamo Oscar e crediamo alla sua versione».

Così arriva Oscar Pistorius alla gara più importante della sua vita, anche se con un portafoglio meno gonfio, dati i circa 2 milioni di euro che ha già dovuto pagare tra spese legali e cauzione. Nonostante abbia dovuto smobilitare alcuni dei suoi asset, e vendere macchine sportive e cavalli da corsa, le finanze dell'ex atleta sudafricano restano salde, soprattutto grazie al supporto della famiglia, titolare di numerose imprese.

Dall'altra parte ci sono June e Barry, i genitori di Reeva, che hanno deciso di trasferirsi da Port Elizabeth nel tranquillo villaggio di Greenbushes, soprattutto dopo che Barry ha avuto un infarto. Con i soldi di alcune interviste esclusive vendute a delle tv inglesi hanno comprato un pub, oggi gestito dalla madre, che permette alla coppia di sostentarsi, dato che Reeva era la loro principale fonte di reddito.

Motivo per cui, il legale della famiglia Steenkamp è in trattativa privata con i legali di Pistorius per trovare un accordo per evitare una causa civile. Fonti non confermate parlano di una cifra attorno ai 150 mila euro. Da domani, in aula, gli stati d'animo conteranno poco, la giustizia farà il suo corso e deciderà il futuro di Oscar e June, in ogni caso segnati per sempre dalla morte di Reeva Steenkamp.

 

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