gazprombank

LA STORIA DELL'UCRAINO IGOR VOLOBUEV, RESPONSABILE DELLE RELAZIONI PUBBLICHE DELLA BANCA, SCAPPATO DALLA RUSSIA PER ARRUOLARSI: "NON POTEVO PIÙ OSSERVARE DALL'ESTERNO COSA STANNO FACENDO ALLA MIA PATRIA" - È SOLO L'ULTIMO DIRIGENTE IN FUGA: LE PURGHE CONTRO I TRADITORI SONO IL FRONTE INTERNO DELLA GUERRA DI PUTIN, CON ALCUNE VICENDE INQUIETANTI COME LO STRANO OMICIDIO-SUICIDIO DI VLADISLAV AVAYEV...

Jacopo Iacoboni per “La Stampa

 

gazprombank 2

È il 29 gennaio. Il capo del servizio di trasporto di Gazprom-Invest, Leonid Shulman, viene trovato morto a Mosca - con profondi tagli sul corpo insanguinato, sostengono i servizi ucraini. 25 febbraio.

 

Alexander Tyulyakov, 61 anni, vicedirettore generale dell'Unified Settlement Center di Gazprom, la cassa dell'azienda, viene trovato impiccato in un garage annesso alla casa. Il servizio di sicurezza di Gazprom sloggia via tutti dalla scena, anche la stessa polizia russa. 3 marzo. Mikhail Watford, oligarca russo di origini ucraine (il suo nome era Mikhail Tolstosheya), che aveva fatto fortuna commerciando gas russo, viene trovato impiccato nella sua villa in Gran Bretagna. Gli agenti britannici definiscono le circostanze della morte «inspiegabili». 18 aprile.

 

igor volobuev 3

Il corpo di Vladislav Avaev, vicepresidente esecutivo di Gazprombank, e di sua moglie e sua figlia, vengono trovati nel loro appartamento di Mosca con ferite da arma da fuoco. È un omicidio suicidio, si affretta a dire Mosca. 19 aprile. Sergei Protosenya, ex vicepresidente e capo contabile di Novatek, un'importante compagnia del gas con stretti legami con Gazprombank, moglie e figlia vengono trovati morti in una villa in Spagna, a Lloret de Mar. Le donne sono insanguinate, lui no. Mosca si affretta a dire, anche qui, che è un omicidio suicidio. Il figlio più giovane, salvo perché era in Francia, dichiara: sono stati uccisi. Il 31 marzo Ruslan Dostovalov, direttore esecutivo di Gazprombank, si dimette per protesta contro la guerra della Russia e la propaganda di odio di NTV e TNT, del conglomerato Gazprom-Media.

 

gazprombank 1

Dostovalov dichiara di non poter più lavorare con Alexei Miller. In questo scenario, morti e defezioni, chi può dire quale sia stata ieri la ragione che ha spinto Igor Volobuev, vicepresidente di Gazprombank, ad annunciare (ai reporter russi indipendenti di The Ins, e agli ucraini di Liga) di essere fuggito dalla Russia il 3 marzo per combattere a fianco delle forze ucraine? Fugge davvero per tornare nella sua terra d'origine, l'Ucraina dov'era nato, e dove suo padre veniva ammazzato dall'esercito russo, o fugge - anche - da un destino che Vladimir Putin sta apparecchiando a tutti quelli che, nel terrificante discorso del 16 marzo, definì «le quinte colonne e i traditori», «feccia» che sarà «sputata come moscerini», «auto purificando» la Russia?

 

igor volobuev 2

«Non potevo più stare in Russia. Sono ucraino di origine, sono nato ad Akhtyrka, non potevo più osservare dall'esterno cosa sta facendo la Russia alla mia patria», spiega Volobuev. «Voglio lavare via il mio passato russo. Voglio rimanere in Ucraina fino alla vittoria.

 

Questa guerra è un crimine del governo russo ma, di fatto, anche del popolo russo. Perché non è Putin che uccide gli ucraini qui, non è Putin che violenta le donne: è il popolo russo. Mi vergogno di questo, me ne pentirò per tutta la vita».

igor volobuev 4

Volobuev ha raccontato che «i russi stavano uccidendo mio padre, i miei conoscenti e i miei amici intimi».

 

Sostiene che no, «non c'era alcuna minaccia per la mia vita in Russia. Avevo una situazione materiale molto benestante lì. E se fosse un problema di sicurezza, non andrei da nessuna parte».

Possibile. Ma è altrettanto possibile che abbia giocato d'anticipo, capendo ciò che sarebbe successo di lì a poco. Morti misteriose. Fughe all'estero. Purghe putiniane. È lui stesso a mettere in dubbio gli omicidi suicidi di Avaev e Protosenya: «Penso siano una messa in scena. Come mai? Forse sapevano qualcosa e rappresentavano un pericolo».

 

vladislav avayev morto misteriosamente 1

Volobuev ha lavorato per Gazprombank per più di sei anni (relazioni istituzionali e asset industriali), e prima aveva già lavorato per Gazprom per 16 anni, di cui nove a capo della comunicazione. Detto prosaicamente: disinfo ops, è questa la parte più interessante della sua confessione: «La guerra all'Ucraina era cominciata venti anni fa».

 

Ed è Gazprom, dice, ad averla fatta: «L'Ucraina è stata screditata come fornitore di gas affidabile agli occhi dei consumatori europei. Gazprom ha fatto molto, ha investito milioni per questo». Screditare Kiev nel gas significava costruire le basi per sostenere nuovi gasdotti, a cui hanno collaborato tedeschi e italiani.

 

vladislav avayev morto misteriosamente 2

I russi, dice Volobuev, «sanno come tentarti, come il diavolo». «Questo ha permesso di dichiarare abbastanza ragionevolmente all'Europa che era necessario costruire gasdotti: Nord Stream, Turkish Stream, Nord Stream-2.

 

igor volobuev 1

Privare l'Ucraina dello status di stato di transito. E il volume del transito di gas russo in Ucraina è davvero diminuito, l'anno scorso è stato di soli 41 miliardi di metri cubi (nel 2011 era stato di 104 miliardi, ci sono stati anni con 140 miliardi di metri cubi e oltre)».

 

Guerra all'Ucraina con il gas, prima che con i cannoni. L'ex deputato della Duma di Stato, colonnello in pensione dell'FSB Gennady Gudkov, non esclude che molte di queste morti o defezioni siano una resa di conti dentro le principali società statali. Le guerre criminali si fanno in casa e non solo fuori.

Ultimi Dagoreport

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…

theodore kyriakou la repubblica mario orfeo gedi

FLASH! – PROCEDE A PASSO SPEDITO L’OPERA DEI DUE EMISSARI DEL GRUPPO ANTENNA SPEDITI IN ITALIA A SPULCIARE I BILANCI DEI GIORNALI E RADIO DEL GRUPPO GEDI (IL CLOSING È PREVISTO PER FINE GENNAIO 2026) - INTANTO, CON UN PO’ DI RITARDO, IL MAGNATE GRECO KYRIAKOU HA COMMISSIONATO A UN ISTITUTO DEMOSCOPICO DI CONDURRE UN’INDAGINE SUL BUSINESS DELLA PUBBLICITÀ TRICOLORE E SULLO SPAZIO POLITICO LASCIATO ANCORA PRIVO DI COPERTURA DAI MEDIA ITALIANI – SONO ALTE LE PREVISIONI CHE DANNO, COME SEGNO DI CONTINUITÀ EDITORIALE, MARIO ORFEO SALDO SUL POSTO DI COMANDO DI ‘’REPUBBLICA’’. DEL RESTO, ALTRA VIA NON C’È PER CONTENERE IL MONTANTE ‘’NERVOSISMO’’ DEI GIORNALISTI…