roma termini

QUAL È IL MOVENTE DELL'AGGRESSIONE NEI CONFRONTI DEL DIPENDENTE DEL MINISTERO DELLE IMPRESE E DEL MADE IN ITALY? - FUORI DALLA STAZIONE TERMINI DI ROMA, IL 57ENNE E' STATO RIDOTTO IN FIN DI VITA DA UNA BANDA DI OTTO UOMINI, CHE LO HANNO MALMENATO MA NON DERUBATO: GLI INQUIRENTI IPOTIZZANO CHE SI TRATTI DI UNA SPEDIZIONE PUNITIVA - SECONDO LA FAMIGLIA DEL FUNZIONARIO (CHE E' SPOSATO CON UN UOMO), IL 57ENNE NON AVREBBE NEMICI: "STAVA SOLO ANDANDO IN FARMACIA" - DUE GLI AGGRESSORI FERMATI: UN 18ENNE EGIZIANO (IRREGOLARE) E UN 20ENNE TUNISINO, ENTRAMBI CON UNA LUNGA LISTA DI PRECEDENTI - LA STESSA SERA, VICINO ALLA STAZIONE, E' STATO MENATO ANCHE UN RIDER... 

L'IPOTESI DELLA SPEDIZIONE PUNITIVA "STAVA SOLO ANDANDO IN FARMACIA"

Estratto dell'articolo di Romina Marceca per "la Repubblica"

 

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Davanti al Policlinico Umberto I c'è un gruppo di parenti e amici che si abbraccia mentre un uomo di 57 anni lotta in terapia intensiva dopo un'aggressione che, al momento, non ha un movente. Non è stato rapinato ma massacrato di botte. Tanto che si indaga anche sui suoi rapporti personali.

 

«Non capiamo cosa sia successo, è una giornata così confusa - si sfoga una cugina mentre incornicia le guance con le mani -. Noi sappiamo che stava andando in farmacia ma non pensiamo in alcun modo che ci possa essere un legame tra la sua vita privata e questa brutale aggressione».

 

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La vittima è un funzionario del ministero delle Imprese e del Made in Italy, fa parte dello staff della vicecapo del gabinetto del ministro Adolfo Urso, Elena Lorenzini, ed è il coordinatore del tavolo della moda. È sposato con un uomo, ha due sorelle.

 

«Ha una vita regolare e non siamo a conoscenza di aggressioni in passato o di problemi con qualcuno», racconta ancora la cugina prima di andare via dall'ospedale dove il funzionario è ricoverato in Terapia intensiva.

 

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Riservatezza, gentilezza e eleganza tanto nell'abbigliamento quanto nei rapporti con i colleghi e gli amici. Così lo descrive chi lo conosce. Mai uno screzio con nessuno. È un volto conosciuto delle feste glamour e dei vernissage nelle notti patinate della capitale. Li frequenta per lavoro ma ha comunque un'anima festaiola riconosciuta tra le colleghe e i colleghi.

 

«Abbiamo un gruppo sui social che si chiama AperiMi e è stato creato per organizzare un aperitivo al mese tra noi del ministero. Tra gli organizzatori c'è lui. Mercoledì ci sarebbe stato il prossimo evento ma lo abbiamo cancellato e nelle nostre chat tutti chiedono informazioni sulla salute del collega», spiegano dal Mimit.

 

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Il ministro Urso avrebbe voluto subito andare in ospedale nella mattina di ieri, appena appresa la notizia, ma poi il quadro clinico del dirigente del ministero si è aggravato e non è stato più possibile ammettere visite. «Il ministro andrà quando le condizioni lo permetteranno», fanno sapere dal suo staff.

 

Sul luogo dell'aggressione in piazza dei Cinquecento, ieri mattina, è arrivata da Milano una delle due sorelle del funzionario, amministratrice delegata di un importante gruppo finanziario. [...]

 

La violenza, con calci e pugni ripetuti, è stata ripresa da due telecamere. Le immagini sembrano non lasciare dubbi. Quel gruppo di otto uomini si è avventato sulla vittima all'improvviso, come se fosse un assalto pianificato, una spedizione punitiva. [...]

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ROMA, VIOLENZE A TERMINI GRAVISSIMO UN UOMO PICCHIATO DAL BRANCO

Estratto dell'articolo di Luca Monaco per "la Repubblica"

 

A metà mattinata un alone di sangue macchia ancora il marciapiede di fronte alla stazione Termini, dove sabato sera un funzionario del ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), 57 anni, è stato picchiato brutalmente a calci e pugni da un gruppo di otto migranti.

 

Sono le 22.15 quando il branco lo punta e lo massacra sotto un grappolo di telecamere in piazza dei Cinquecento, all'altezza della fermata del tram in via Giolitti. Il tentato omicidio si è consumato in piena zona rossa. La vittima è intubata, ricoverata in prognosi riservata al policlinico Umberto I.

 

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I filmati registrati dagli occhi elettronici hanno consentito agli investigatori della Squadra mobile di fermare con l'accusa di tentato omicidio i primi due aggressori, un diciottenne egiziano con un decreto di espulsione a carico e un tunisino di 20 anni. Entrambi hanno precedenti per droga e rapina, il diciottenne anche per ricettazione. [...]

 

Nel fascicolo che sarà recapitato alla sostituta procuratrice Nadia Plastina è descritto l'episodio più violento accaduto nella notte tra sabato e domenica intorno alla stazione. Perché quando le ambulanze avevano già soccorso il funzionario del Mimit, un secondo allarme è suonato a cento metri di distanza. Poco dopo le 23, in via Manin, un rider tunisino di 23 anni è stato derubato della bicicletta mentre stava facendo una consegna.

 

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Quando ha provato a riprenderla, aiutato da due colleghi, è stato picchiato «per tre volte, da un gruppo di oltre 10 migranti — racconta Mohammed, 43 anni, sull'uscio del suo negozio di borse in via Manin — prima lo hanno aggredito all'angolo con via Farini, poi in via Manin e ancora davanti all'hotel in via Amendola. I picchiatori erano tutti ubriachi, fatti di crack».

 

Il rider è stato accompagnato in ospedale, non è in gravi condizioni. Poche ore più tardi gli agenti della Polfer, coordinati da Massimo Improta, hanno fermato due giovani tunisini, 22 e 18 anni, accusati di lesioni e rapina. Il primo ha dei precedenti di polizia per dei reati analoghi, mentre il più giovane è risultato irregolare sul territorio nazionale. Le indagini ora corrono su due binari paralleli.

 

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[...] I filmati mostrano il branco staccarsi dalla fermata del tram in via Giolitti, puntarlo e picchiarlo brutalmente, lasciandolo ferito sul marciapiede per poi scappare. Non era un tentativo di rapina. Nessuno gli ha rubato nulla: non il telefono, né il portafogli. Gli investigatori della Squadra mobile adesso aspettano di poter parlare con la vittima, per individuare un movente.

 

Si indaga per capire cosa sia accaduto prima del tentato omicidio. Se il cinquantasettenne e i suoi aggressori siano entrati in qualche modo in contatto prima del pestaggio. Perché quando lo hanno visto camminare lungo il marciapiede sono andati dritti verso di lui e lo hanno massacrato. [...]

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