vladimir putin kgb

QUANDO PUTIN RECLUTAVA SPIE – NEI SUOI PRIMI ANNI DA AGENTE DEL KGB, L’UOMO CHE OGGI TERRORIZZA IL MONDO FU INVIATO A DRESDA. ADESSO I DOCUMENTI DELL’ARCHIVIO TEDESCO SONO STATI RILETTI PER CAPIRE MEGLIO IL “METODO PUTIN”: LE SUE TECNICHE DI RECLUTAMENTO DEGLI AGENTI INFILTRATI IN OCCIDENTE, LA CREAZIONE DEL SUO ATTUALE "CERCHIO MAGICO", L’ATTIVITÀ DI CONTRABBANDO E…

Tonia Mastrobuoni per “il venerdì di Repubblica”

 

documento della Stasi di Putin agente Kgb

"Lehrjahre", gli anni di apprendistato di Vladimir Putin, contrariamente a quelli del Wilhelm Meister creato da Goethe, non sono stati anni di svago o di passione per il teatro. Quando Putin arriva nel 1985 a Dresda per la sua prima missione all'estero come agente del Kgb, ha trentatré anni ed è sposato con Ljudmila Skrebneva da due: ha una figlia, un'altra in arrivo e da dieci anni è stato arruolato dai servizi segreti sovietici.

 

In quella fase cruciale della sua vita verrà promosso a capo della sede, importante, delle spie sovietiche nella vecchia Germania Est. Da lì assisterà in prima fila alla "rivoluzione pacifica" che abbatterà il Muro di Berlino. Putin è infatti ancora in Germania quando finisce il "Secolo breve": in tutto ci passerà cinque anni, fino al ritorno precipitoso in un'Unione sovietica che si sta sciogliendo come neve al sole. Un periodo di intenso lavoro che ha contribuito a rendere il futuro presidente russo quello che è oggi.

 

Ottanta infiltrati

Putin a Dresda nel 1985 con la moglie Ljudmila Skrebneva e la prima figlia

Il "metodo Putin", le sue tecniche di reclutamento degli agenti infiltrati in Occidente, la creazione del suo attuale "cerchio magico", la sua attività di contrabbando intorno alla Robotron, la grande azienda di Stato produttrice di elettronica: tutti questi segreti sono contenuti nei testi e nelle fotografie custoditi all'archivio federale di Dresda. L'archivio raccoglie i documenti della Stasi, i servizi segreti della vecchia Germania Est, ed è stato scandagliato dall'ex direttore degli archivi della Stasi di Berlino-Hohenschoenhausen, Hubertus Knabe, che negli ultimi mesi, e alla luce della guerra in Ucraina, ha riesaminato 500 pagine di documenti e foto su Putin.

 

putin kgb

In un intervento poche settimane fa sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, Knabe ha spiegato come da quelle carte emergano dettagli che lasciano intuire la traiettoria futura dell'autocrate che ha fatto ripiombare l'Europa nell'incubo della guerra. "I materiali non sono inediti, ma Knabe ha approfondito alcuni aspetti di Putin che ora sembrano più interessanti", argomenta Gianluca Falanga, storico italiano che ha lavorato a lungo negli archivi della Stasi ed è tra i maggiori esperti italiani di Germania Est, autore di Il ministero della paranoia. Storia della Stasi (Carocci), un viaggio dentro i famigerati servizi segreti della Germania Est.

 

kgb

Falanga spiega che negli anni in cui Putin era a Dresda, tra i tedeschi dell'Est e il Kgb c'era l'accordo che dalla loro base in Germania i sovietici avrebbero evitato di condurre operazioni nella Ddr e che si sarebbero concentrati sull'Occidente. Non a caso a Dresda era stato rinvenuto un elenco di circa 90 pagine con i nomi di spie sovietiche in Occidente gestite da Putin. "Oggi quasi tutte quelle pagine sono andate perse. Ma si è scoperto che su ognuna figuravano un'ottantina di infiltrati. Li moltiplichi per novanta. Sarebbe stato un tesoro prezioso", osserva lo studioso. Un tesoro concentrato nelle mani dell'uomo che un giorno avrebbe guidato la Russia.

 

Quando cade il Muro

vladimir putin agente del kgb

Una delle mansioni principali di Putin era quella "di individuare persone, di studiarne il profilo prima di avvicinarle e ottenerne la collaborazione", prosegue lo storico. Lo scopo era soprattutto spiare obiettivi militari Nato e americani. Ma le attività dell'ufficio di Dresda e dei suoi agenti potevano spaziare: dai documenti risulta che nel 1986, l'allora capo del Kgb di Dresda partecipò a un piano segreto del capo della Stasi, Erich Mielke, che avrebbe dovuto garantire sostegno finanziario e operativo a un nucleo di agenti, qualora la Germania Est fosse collassata.

 

Tuttavia, Putin lavorava principalmente su altro: "Ingaggiare un agente non è una cosa che si fa in due mesi. Ci si lavora un periodo lunghissimo. Bisogna avere un'enorme pazienza e cura nell'osservare le persone in modo distanziato, nell'ombra. Bisogna diventare maestri nel tatticismo. Putin imparò a trovare il momento e il modo giusto per convincere, manipolare, raggirare. Una tecnica tipica di un cekista (uomo del Kgb, ndr) come lui era lanciare una provocazione e vedere come la persona reagiva. Un po' come fa adesso con la minaccia nucleare".

 

il rapporto del kgb su vladimir putin

Il "metodo Putin", insomma, nasce anche a Dresda. Quando cadde il Muro di Berlino, novembre del 1989, anche nella sede periferica di Dresda la Stasi e il Kgb vissero momenti di panico. Gli agenti cominciarono a bruciare e ad annientare i loro archivi. Ma la risposta non si fece attendere: i cittadini dell'Est assaltarono le sedi della Stasi per scongiurare la distruzione dei documenti che attestavano quarant'anni di persecuzione. E la rabbia arrivò fino alle porte della sede del Kgb. Qui Putin affrontò la folla inferocita e la minacciò. "Se non vi fermate, darò l'ordine di sparare". Così, i manifestanti arretrarono.

 

I documenti a Mosca

vladimir putin ha voglia di te

Knabe, rileggendo i documenti di Dresda, sostiene che Putin sia rimasto in realtà scioccato dalla caduta del Muro, e che neanche il Kgb fosse preparato alla fine della Ddr.  Falanga però non ne è convinto. "Putin e il Kgb reagirono molto rapidamente alla crisi di novembre del 1989. Credo che abbiano in qualche modo capito in tempo che la situazione era grave. E che abbiano riflettuto su come salvare dei pezzi della rete di infiltrati che avevano in Occidente. Ovviamente ciò non vuol dire che alcuni episodi drammatici non lo abbiano segnato".

 

Ad esempio, suggerisce lo storico, il suicidio del capo della Stasi di Dresda, Horst Boehm. Qualcuno sostiene che il disprezzo per le piazze che Putin ostenta da anni con la repressione di ogni dissidenza interna, sia nato proprio in quelle settimane.

 

vladimir putin

È legittimo chiedersi anche che fine abbiano fatto le spie reclutate da Putin in Occidente. Falanga ritiene "improbabile" che, anche dopo il crollo dell'Unione sovietica, quelle reti siano state del tutto smantellate. Perché se è vero che la Stasi e l'ufficio di Dresda del Kgb si misero " freneticamente" a bruciare e a distruggere documenti, lo storico è "abbastanza sicuro che una parte  siano stati portati via". Di più: "So per certo che una parte dei documenti della Stasi è stata portata a Mosca".

 

Cerchio magico

vladimir putin visita un centro di addestramento

Quel che è certo è che alcuni attuali fedelissimi di Putin provengono dal periodo tedesco: il suo "cerchio magico" nasce a Dresda. Falanga ne elenca alcuni componenti. "Ci sono già Nikolaj Tokarev e Sergej Cemezov. Ma quello che emerge è soprattutto un metodo. Putin imparò come legarli a sé, a manovrarli. E più tardi divennero tutti capitani d'industria, top manager, uomini potenti. Oligarchi. Si scrive che Putin non controlli più una parte dei suoi oligarchi. Io non lo penso: credo che lui influenzi ancora notevolmente le persone che gli stanno intorno".

 

Un altro compito importante svolto da Putin a Dresda era di natura industriale. La città era la sede di Robotron, una grande azienda di computer e informatica: "lui si occupava di recuperare tecnologie occidentali aggirando l'embargo". 

 

Guai in famiglia

vladimir putin visita un centro di addestramento

Nei documenti ci sono anche i rapidi progressi nella carriera di agente segreto, registrati da Putin in quegli anni. Ma c'è anche  molta vita privata, il matrimonio con Ljudmila, le due figlie.  "Putin è ancora molto legato agli anni di Dresda" racconta Falanga "e vi è tornato spesso. Qui approfondì anche il suo tedesco insieme alla moglie. E ormai si sa, dall'interprete di Ljudmila, Lena S. che era in realtà spia dei servizi della Germania Ovest, che il loro matrimonio non era affatto idilliaco.

 

VLADIMIR PUTIN

Lena era riuscita a diventare amica della moglie di Putin, e lei le confidò che la tradiva, che alzava anche le mani contro di lei, che lavorava come un ossesso". Infine, le fotografie. Quelle contenute nell'archivio mostrano un Putin "molto poco eccentrico, che si faceva notare poco, che aveva sempre un'aria concentrata e assorta". Nelle immagini lo si vede bere succhi di frutta mentre gli altri brindano a spumante, come a ostentare lucidità. E un assoluto controllo di sé.

vladimir putin 1vladimir putin fucilevladimir putin fucileVLADIMIR PUTIN

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