"TANTI ITALIANI FREQUENTANO I CLUB A LUCI ROSSE, PERÒ CI SI SORPRENDE ANCORA DEL TOPLESS" - LA RABBIA DI MARIA JOSÉ BORDALO NUNES, 55ENNE BRASILIANA CHE, IN PROVINCIA DI UDINE, È STATA MULTATA PER AVER SGUAINATO LE POPPE DURANTE UN BAGNETTO AL FIUME - LA DONNA, PROFESSIONE BADANTE, RACCONTA: "NON C’ERA NESSUNO VICINO A ME. NÉ BAMBINI, NÉ ANZIANI, NEANCHE UN CANE" - "PROTESTO PER UNA QUESTIONE DI PRINCIPIO: COME MAI AI PRIDE LE PERSONE POSSONO SFILARE SENZA INDUMENTI E IO NON HO IL DIRITTO DI PRENDERE IL SOLE SENZA IL COSTUME SUPERIORE?" - LA SANZIONE DA 105 EURO E IL RICORSO...
UNA STORIA DA FUORI DI TETTA! – UNA DONNA BRASILIANA SI È BECCATA UNA MULTA DA 100 EURO PER AVER SGUAINATO LE POPPE DURANTE UN BAGNETTO AL FIUME, A CIVIDALE DEL FRIULI, IN PROVINCIA DI UDINE – LA VICENDA RISALE AL GIUGNO 2021: LA POVERETTA PRENDEVA IL SOLE SOTTO IL “PONTE DEL DIAVOLO” – ORA CHIEDE L'ANNULLAMENTO DELLA SANZIONE PERCHE' IL “MONOKINI” È STATO GIUDICATO LECITO PIU' VOLTE DALLE SENTENZE DELLA CASSAZIONE - PER GLI AGENTI DELLA POLIZIA LOCALE IL TOPLESS HA OFFESO LA “PUBBLICA DECENZA”, VISTO CHE LE GRAZIE SONO STATE CONTEMPLATE DA...
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Estratto dell'articolo di Virginia Nesi per il "Corriere della Sera"
Maria José Bordalo Nunes non ha mai avuto problemi con la giustizia in vita sua. Né in Brasile, dove è nata nel 1971. Né in Italia, dove risiede (a Udine) da più di 30 anni e lavora come badante. Nessuna irregolarità, fino alle ore 13.05 del 4 giugno 2021.
Allora Maria José è a casa di un’amica a Cividale del Friuli e scende in strada all’altezza di via Borgo di Ponte. Vuole prendere il sole in topless sul greto del fiume Natisone. A un certo punto, arrivano i vigili e le fanno una multa: in totale sono 105 euro per «comportamenti offensivi della pubblica decenza».
Il motivo: «Avrebbe lasciato scoperte le parti intime indossando solo un perizoma di colore nero in luogo aperto ed esposto al pubblico, visibile dalla pubblica via in particolare dalla panoramica del Ponte del Diavolo». Maria José fa ricorso con l’avvocato Carlo Monai. L’udienza davanti al giudice di pace è in calendario per il 10 febbraio 2027.
Racconta la donna al Corriere : «Quel giorno non c’era nessuno in strada: né bambini, né anziani, neanche un cane. Mi sono levata la parte superiore del costume e mi sono messa a prendere il sole. Nessun cartello lo vietava».
Poi che cosa è successo?
«Mi sono addormentata. Poi ho sentito gente che urlava dal ponte come se volesse svegliarmi. Poco dopo vedo i vigili con i piedi nell’acqua».
Che cosa le dicono?
«Vogliono che mi vesta e che vada con loro al Comando. Io chiedo come mai. Loro mi spiegano che in quel punto non si può fare il bagno, né stare in topless».
Come reagisce?
«Non me l’aspettavo proprio. Io sono abituata a stare senza il costume superiore sia in spiaggia sia in piscina. Non mi era mai capitata una cosa del genere. Quel 4 giugno i vigili mi riprendono: per loro io dovevo informarmi meglio. A quel punto dico che avrei chiesto informazioni al mio avvocato».
In Italia nessuna legge vieta il topless. Anche la Cassazione lo ha confermato.
«In Brasile, invece, il topless non è permesso, eppure la popolazione brasiliana è molto più avanti su pudore e tabù. In Italia noto tanta ipocrisia».
Che cosa intende?
«La gente non lo dice, ma in tanti frequentano i club a luci rosse però ci si sorprende ancora del topless... Io protesto per una questione di principio: come mai ai Pride le persone possono sfilare senza indumenti e io non ho il diritto di prendere il sole senza il costume superiore?».
Si è chiesta come mai è arrivata quella sanzione?
«Sicuro qualcuno è passato da lì e ha chiamato i vigili per fare la segnalazione. In questo Paese alcune persone non sono ancora pronte a vedere una donna che si sente libera di mostrare il proprio corpo. Per me stare in topless significa libertà e senso di benessere».
Sono cambiate le sue abitudini da quella multa?
«Un po’ sì. Adesso prendo il sole in topless ma con molta, molta paura. Resto estremamente nascosta».
Cioè?
«Intendo dire che cerco posti assolutamente isolati e mi sdraio solo dopo aver verificato che non ci sia nessuno». [...]




