“ALL’AEROPORTO DEL CAIRO MI HANNO UMILIATA. NON TORNERO’ PIU’ IN EGITTO” – IL RACCONTO AL “CORRIERE” DELLA SAGGISTA VERA LUCIA DE OLIVEIRA: “DURANTE UNA CROCIERA SUL NILO, SONO CADUTA E MI SONO INFORTUNATA IL GINOCCHIO. HO DOVUTO USARE LE STAMPELLE E SONO RIUSCITA A ENTRARE IN AEROPORTO SU UNA SEDIA A ROTELLE, MA AL MOMENTO DEL CONTROLLO DI SICUREZZA, UN’AGENTE DONNA MI HA ORDINATO DI ALZARMI SENZA PERÒ DARMI LE STAMPELLE. MI HA ORDINATO DI TOGLIERE IL TUTORE DAL GINOCCHIO. POICHÉ ERA MOLTO BRUSCA, HO INIZIATO AD ARMEGGIARE PER TOGLIERLO. INVECE DI ASPETTARE, ME LO HA STRAPPATO CON VIOLENZA. OLTRE A ESSERE DOLOROSO, È STATO UMILIANTE E MI SONO MESSA A PIANGERE. QUANDO HA VISTO IN CHE CONDIZIONI ERANO LA GAMBA E IL GINOCCHIO (NERO, CON VERSAMENTO INTERNO E GONFIO), MI È STATO DETTO: ‘SORRY SORRY’. E IO LE HO RISPOSTO…”
Lettera di Vera Lucia de Oliveira Maccherani al “Corriere della Sera”
All’aeroporto del Cairo sono stata trattata con assoluta mancanza di rispetto e dignità. Durante una crociera sul Nilo, sono caduta a causa di un’irregolarità del pavimento e mi sono infortunata il ginocchio. Sono rimasta ricoverata per due giorni e non sono riuscita a stare in piedi, quindi ho dovuto usare le stampelle. Grazie all’intervento del tour operator (e soprattutto della esemplare guida locale), sono riuscita a entrare in aeroporto su una sedia a rotelle, ma al momento del controllo di sicurezza, un’agente donna mi ha ordinato di alzarmi senza però darmi le stampelle.
Le ho detto che per alzarmi avevo bisogno delle stampelle. A quel punto, si è avvicinata e mi ha ordinato di togliere il tutore dal ginocchio. Poiché era molto brusca, ho iniziato ad armeggiare per toglierlo. Invece di aspettare, me lo ha strappato con violenza. Oltre a essere doloroso, è stato umiliante e mi sono messa a piangere lì, perché ho sentito che mi aveva negato la dignità che un ospite nel suo Paese, venuto per conoscere il suo mondo, merita.
Mi ha negato il rispetto che ogni essere umano merita. Quando ha visto in che condizioni erano la gamba e il ginocchio (nero, con versamento interno e visibilmente gonfio), mi è stato detto: «Sorry sorry». E io le ho risposto: «That won’t be forgiven by me, and it will never be forgotten».
Io avevo dignità, lei no. Io ero umana, lei no. C’erano altri turisti italiani che hanno cercato di consolarmi. Però ora non vorrò più tornare in Egitto. Non è un Paese davvero pronto ad accogliere i turisti e a trattarli con rispetto, se questi sono rispettosi. E mi dispiace, perché sono sempre stata interessata alla civiltà egizia e desideravo fare questo viaggio da tempo.


