UN OTTIMO DNA - TRE SORELLE BRASILIANE SONO ENTRATE NEL GUINNESS DEI PRIMATI PERCHE’ COMPLESSIVAMENTE RAGGIUNGONO L’ETA’ DI 316 ANNI E 302 GIORNI - LE DETENTRICI DEL RECORD SI CHIAMANO DA LEVITA DE DEUS NUNES (109 ANNI), ZORAIDE DE DEUS MOTA (104) E ZULINA DE DEUS NUNES (103) - NEGLI ANNI LE TRE SONO STATE INSEPARABILI, SOSTENENDOSI RECIPROCAMENTE NEI MOMENTI DIFFICILI DELLA VITA - SECONDO I RICERCATORI, LA CHIAVE DELLA LONGEVITA' RAGGIUNTA STA NEL...
(Ansa) - Tre sorelle brasiliane sono entrate nel Guinness dei primati per la più alta età complessiva di tre fratelli viventi: insieme raggiungono 316 anni e 302 giorni. Il record, certificato dall'organizzazione specializzata LongeviQuest, appartiene a Levita de Deus Nunes, 109 anni, Zoraide de Deus Mota, 104, e Zulina de Deus Nunes, 103, che da decenni vivono unite da un legame familiare rimasto intatto.
Zulina, Zoraide e Levita de Deus6
Levita, nata nel 1917, è la maggiore delle tre e per molti anni si è occupata della casa e dei fratelli mentre i genitori lavoravano nei campi. Non si è mai sposata né ha avuto figli, dedicando la propria vita alla famiglia.
Ha lavorato anche per dodici anni presso l'emittente brasiliana Rede Globo, senza mai abbandonare la passione per il cucito, il ricamo e l'uncinetto. Zoraide, nata nel 1921, ha insegnato nella scuola primaria prima di diventare infermiera, professione svolta fino alla pensione. Sposata e madre di cinque figli, ha accolto a Rio de Janeiro la sorella minore Zulina dopo la fine del suo matrimonio.
Zulina, Zoraide e Levita de Deus5
Nata nel 1923, Zulina ha cresciuto sei figli e ha sempre condiviso con Levita la passione per i lavori artigianali. Negli anni le tre sorelle sono rimaste inseparabili, sostenendosi reciprocamente nei momenti più difficili della vita.
Secondo i ricercatori di LongeviQuest, che le hanno incontrate a Rio de Janeiro lo scorso maggio, è proprio questo legame familiare, coltivato per oltre un secolo, uno degli elementi che rende la loro storia unica, oltre al primato di longevità conquistato.
