indro montanelli mario roggero

RICCARDO CHIABERGE: “CARO DAGO, INDRO MONTANELLI ERA FEROCEMENTE, CONTRARIO ALLA PENA DI MORTE. RIFIUTAVA LA LOGICA DELL’OCCHIO PER OCCHIO, FORSE PERCHÉ L’AVEVA VISTA ALL’OPERA NEGLI ANNI DEL FASCISMO (A CUI PERALTRO AVEVA ADERITO LUI STESSO IN GIOVENTÙ). ODIAVA LA SINISTRA EVERSIVA, MA NON GLI PIACEVA NEMMENO LA DESTRA CHE SI INFILA NELLE ANSE INTESTINALI DEGLI ELETTORI. DI SICURO NON AVREBBE CAVALCATO UN CASO COME QUELLO DEL GIOIELLIERE CHE RIEMPIE LE CRONACHE IN QUESTI GIORNI, ANCHE A RISCHIO DI PERDERE LETTORI. LA DESTRA, INVECE DI FAR RISPETTARE LE LEGGI, ACCAREZZA IL PELO AI FUORILEGGE, DAGLI EVASORI FISCALI AI MEDICI NOVAX AI GIUSTIZIERI DAL GRILLETTO FACILE...”

Lettera di Riccardo Chiaberge a Dagospia

 

Caro Dago,

indro montanelli

Indro Montanelli era ferocemente, ostinatamente contrario alla pena di morte, pur sapendo che i lettori del suo Giornale erano in maggioranza favorevoli. Lui che vedeva nei lettori i suoi veri e soli padroni, su questa e altre questioni di principio remava controcorrente, in spregio al “senso comune” di quella che allora si chiamava “maggioranza silenziosa”.

 

E stiamo parlando degli anni Settanta, gli anni delle violenze rosse e nere, di Vallanzasca e dell’Anonima Sequestri, quando c’era un morto al giorno e Indro stesso era stato gambizzato da un commando delle Br. Rifiutava la logica della vendetta, dell’occhio per occhio, forse perché l’aveva vista all’opera su larga scala negli anni del fascismo (a cui peraltro aveva aderito lui stesso in gioventù).

 

RICCARDO CHIABERGE

Il fatto è che Montanelli aveva una personalità da leader, non da follower. Odiava la sinistra movimentista ed eversiva, ma non gli piaceva nemmeno la destra che si infila nelle anse intestinali degli elettori e ne asseconda le peristalsi, con l’unico effetto di ingorgare le cloache. La destra che invece di far rispettare le leggi accarezza il pelo ai fuorilegge, dagli evasori fiscali ai medici novax ai giustizieri dal grilletto facile.

 

Da buon liberal-conservatore, memore della lezione di Tocqueville, Indro era convinto che il potere del popolo andasse limitato, specialmente su materie delicate come la giustizia e i diritti civili.

 

Temeva la dittatura delle maggioranze, soprattutto delle maggioranze fracassone e sguaiate, pronte a farsi abbindolare dal primo pifferaio o gladiatore dí passaggio, o a trasformare un assassino in eroe. Di sicuro non avrebbe cavalcato un caso come quello del gioielliere che riempie le cronache in questi giorni, anche a rischio di perdere lettori.

 

mario roggero 44

E mai e poi mai avrebbe pubblicato i sondaggi che vedono prevalere gli invasati della difesa sempre legittima e ultra legittima da spaghetti western. Dato che noi tutti, credo, vogliamo vivere in un’Italia civile e europea e non nel Nicaragua di Ortega, forse dovremmo cominciare a prendere esempio da Montanelli.

INDRO MONTANELLI

 

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