“MA C’È QUALCUNO O QUALCOSA CHE NON SIA DIVISIVO, IN QUEST’ITALIA FAZIOSA E TRIBALE?” – RICCARDO CHIABERGE SCRIVE A DAGOSPIA DOPO LE POLEMICHE PER LA FRASE ANTICOMUNISTA SOTTO LA STATUA DI DON MILANI A VAGLI, IN PROVINCIA DI LUCCA: “LA SETTIMANA SCORSA ERA DIVISIVO MATTEOTTI. CHISSÀ LA PROSSIMA A CHI TOCCHERÀ. MA COSA C’È DI PIÙ DIVISIVO DELLE VARIE VIE XX SETTEMBRE, CHE CELEBRANO L’UMILIAZIONE DEL PAPATO E LA TIRANNIA DELLO STATO LAICO? MI PIACEREBBE SAPERE COSA PROVA UN NOVAX IN VIALE JENNER O NELLA METRO PASTEUR. VOGLIAMO CONTINUARE? LEONARDO DA VINCI ERA GAY, PERCIÒ DIVISIVO AL MASSIMO, SANT’AGOSTINO ERA NORDAFRICANO COME I MARANZA. DIMENTICAVO L’INDIRIZZO PIÙ DIVISIVO DI TUTTI: CORSO UNITÀ D’ITALIA”
Lettera di Riccardo Chiaberge a Dagospia
Caro Dago,
STATUA DI DON MILANI A VAGLI IN PROVINCIA DI LUCCA
la settimana scorsa era divisivo Matteotti. Questa settimana è divisivo don Milani. Chissà la prossima a chi toccherà. Ma c’è qualcuno o qualcosa che non sia divisivo, in quest’Italia faziosa e tribale? A parte la mamma e la pizza (purché senza ananas), temo proprio di no.
Non puoi intitolare una strada, un vicoletto, un parco giochi, scoprire una lapide o un busto marmoreo che subito vedi levarsi mani e braccia tese, pugni chiusi, striscioni e bombolette spray. Per prevenire incidenti, suggerirei di non limitarsi alle nuove iniziative dei sindaci ma di fare un inventario completo della toponomastica nazionale, provvedendo a cancellare ogni iscrizione, ogni dedica potenzialmente offensiva.
Comincerei da Foro Bonaparte, a Milano: mi stupisce che i cattolici tradizionalisti, i militanti di monsignor Lefebvre, non siano ancora andati a scalpellare via il nome di un imperatore senza Dio che cacciava frati e suore e trasformava i conventi in caserme.
E cosa c’è di più divisivo delle varie vie XX Settembre, che celebrano l’umiliazione del papato e la tirannia dello Stato laico? Mi piacerebbe anche sapere cosa prova un NoVax in viale Jenner o nella metro Pasteur. O un animalista in via Due Macelli. O un terrapiattista in piazza Pitagora, il primo filosofo a dire che la terra era sferica. O un NoTav in via Watt, padre della macchina a vapore.
E i proPal sanno che una via di Palermo è intitolata a Yitzhak Rabin, noto sionista? Passando allo sport, dubito che in via Giampiero Boniperti (nome sacro alla memoria juventina), nel quartiere Villaretto di Torino, non abiti nemmeno un tifoso granata.
Vogliamo continuare? Leonardo da Vinci era gay, perciò divisivo al massimo, Sant’Agostino era nordafricano come i maranza, e via Negri sarebbe la sede ideale del comitato per la Remigrazione. Ah, scusa, dimenticavo l’indirizzo più divisivo di tutti: corso Unità d’Italia.
Foro Buonaparte a Milano
aeroporto leonardo da vinci - fiumicino roma
STATUA DI DON MILANI A VAGLI IN PROVINCIA DI LUCCA - FRASE ANTICOMUNISTA

