RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO - CARO DAGO, IN ITALIA LO STATO DI SALUTE DELL’INFORMAZIONE È MESSO TALMENTE MALE CHE PERFINO LE RADIO UNIVERSITARIE SPENGONO I MICROFONI. SUCCEDE ALLA LUISS DI ROMA DOVE, DA GIORNI, CIRCOLA LA NOTIZIA DELLA CHIUSURA DELLA RADIO D’ATENEO. AL POSTO DI MIXER E CUFFIE, NEGLI EX STUDI, SI VOCIFERA APRIRÀ UN ALTRO BAR - SE ANCHE LE ISTITUZIONI CHE FORMANO LA CLASSE DIRIGENTE DI DOMANI INSEGNANO AI FUTURI MANAGER, PUBBLICI E PRIVATI, CHE L’INFORMAZIONE È UN INGOMBRO SIAMO MESSI MALE...
Riceviamo e pubblichiamo:
Caro Dago,
in Italia lo stato di salute dell’informazione è messo talmente male che perfino le radio universitarie spengono i microfoni. Succede alla Luiss di Roma, dove da giorni circola la notizia della chiusura - pare “solo temporanea”, come tutte le cose un domani definitive - della radio d’ateneo. Al posto di mixer e cuffie, negli ex studi, si vocifera aprirà un altro bar. D’altronde, la caffeina è il vero carburante della conoscenza (buona colazione).
Agli studenti-speaker, aspiranti voci dell’etere, è stato assicurato che si tratta di una pausa tecnica. Nel frattempo, mentre l’università “cerca una nuova sistemazione” (con calma, senza fretta, magari mai), le trasmissioni potranno continuare da un van. Sì, un furgoncino. L’informazione on the road.
Per carità, il prestigioso ateneo privato è liberissimo di fare ciò che vuole dei propri spazi. Il punto, però, è un altro: se anche le istituzioni che formano la futura classe dirigente insegnano ai manager pubblici e privati di domani che l’informazione — persino quella universitaria — è un ingombro da confinare in un van, allora sì, siamo messi davvero male.
Ps: chissà cosa ne pensa l’ex Direttore Generale, Pier Luigi Celli, che nel 2006 inaugurò quella radio.
Un ascoltatore


