marco rubio jd vance donald trump

RUBIO, L’ADULTO NELLA STANZA ALLA CASA BIANCA – IL SEGRETARIO DI STATE È IL “MR. WOLF” DI TRUMP: INTERVIENE PER RISOLVERE I DANNI CREATI DAL TYCOON E DAL BELLIMBUSTO PETE HEGSETH, CORREGGE LA ROTTA E DETTA LA LINEA DIETRO LE QUINTE. SUL VENEZUELA, SUO PALLINO DA ANNI (È DI ORIGINI CUBANE), HA EVITATO IL CAMBIO DI REGIME, PREFERENDONE UNO DI LEADERSHIP: HA TENUTO I CONTATTI CON LA NUOVA PRESIDENTE, DELCY RODRIGUEZ, PER EVITARE CHE CARACAS FINISCA COME LA BAGHDAD POST SADDAM – L’AMBIZIOSO RUBIO PENSA ALLA CANDIDATURA PER IL 2028, NONOSTANTE I SONDAGGI LO PENALIZZINO. IL SUO UNICO RIVALE È IL VICEPRESIDENTE JD VANCE: RUBIO ASPETTA CHE VADA A SBATTERE ALLE MIDTERM DI QUEST’ANNO

Estratto dell’articolo di Mario Platero per il “Corriere della Sera

 

meme su marco rubio e il venezuela

Pubblicamente si amano, si sentono […]. E uno dei due, il segretario di Stato Marco Rubio, riconosce la leadership dell’altro, il vice presidente JD Vance, come unico candidato possibile per la Casa Bianca del 2028. […]

 

Negli ultimi due mesi però sono cambiate molte cose. Varie partite, quella venezuelana, quella per chiudere la guerra in Ucraina, a Gaza e le difficoltà per Maga hanno rimescolato le carte all’interno dell’amministrazione e del partito repubblicano riaprendo la corsa presidenziale del 2028 ormai dietro l’angolo: per la fine del 2026 gli schieramenti dovranno essere definiti.

 

MARCO RUBIO - DONALD TRUMP - FOTO LAPRESSE

In questo contesto, la crescita di Rubio è evidente, non solo per come ha gestito alcune situazioni critiche per gli Stati Uniti, riuscendo a contenere l’esuberanza del suo presidente, ma per aver fiutato alcune opportunità di politica interna che stanno ridefinendo il partito.

 

Se ha celebrato Charlie Kirk a settembre, corteggiando l’ala fondamentalista cristiana del partito, ha saggiamente lasciato il campo a Vance alla conferenza annuale di dicembre di «Turning Point», il movimento di Kirk.

 

jd vance marco rubio pete hegseth alla casa bianca per il liberation day

[…] Al convegno Fuentes ha definito Vance «grasso, gay e un traditore della razza». E Vance? invece di reagire (non sopporta Fuentes) […], per la prima volta ha aperto alla destra estrema: «Non ho portato una mia lista di conservatori da denunciare o da espellere dalla piattaforma…il movimento ha cose ben più importanti da fare che non cancellarsi a vicenda».

 

Una scelta pericolosa e debole, in nome dell’unità del Maga ma non del partito. E non eviterà la sconfitta repubblicana alla Camera alle elezioni del midterm a novembre.

 

Per questo Rubio era e resta defilato. Se davvero vorrà aspirare alla Casa Bianca del 2028 doveva e deve lasciare al binomio Trump Vance il peso dell’attesa sconfitta politica al midterm . Ma non sarà defilato in politica estera dove, finora, ha tolto in più occasioni le castagne del fuoco per Trump.

 

DONALD TRUMP E MARCO RUBIO

Ha parato e deviato le gaffe di Steve Witkoff, è intervenuto in extremis per modificare i 28 punti del piano di pace di Mosca e ha riallacciato un dialogo con l’Europa.

 

L’operazione Venezuela dipende interamente da lui e dal suo dicastero, con alcune importanti intuizioni: invece del cambiamento di regime a Caracas ha preferito il cambiamento di leadership.

 

Ha tenuto i contatti con la nuova presidente Rodriguez e ha imparato la lezione irachena: far fuori l’intera classe dirigente fu un errore. E quando Trump stava per far crollare tutto con il suo «Il Venezuela lo governiamo noi», Rubio, di nuovo, è apparso come «l’adulto» e ha rimesso tutto in carreggiata riallacciando con Rodriguez.

 

MARCO RUBIO IN VERSIONE CHE GUEVARA

Partite difficili. Ma se da qui a un anno avrà raccolto successi di politica estera, Rubio potrà riallacciare con la politica interna: ha ottimi rapporti con la comunità ebraica, è fedele a Trump e allineato con la base conservatrice, ma tiene rapporti con i vecchi centristi, soprattutto conta sulla sua base elettorale latino americana.

 

[…] Di certo in Europa è preferibile a Vance. Ma la sua corsa resta in salita. Anche perché fra Rubio e Vance c’è un terzo ingombrante incomodo: Donald Trump Jr. il figlio maggiore del presidente.

 

Ma veniamo ai sondaggi presidenziali. Vance resta il numero uno. All’evento Kirk di dicembre ha avuto un 84% delle preferenze e l’ endorsement formale di Erika Kirk. Anche sul piano nazionale è sempre in testa.

 

meme su marco rubio dopo l attacco americano in venezuela

Lo scorso agosto il suo vantaggio era al 36% delle preferenze con Don Jr ben al 14%, a Rubio andava un misero 7%. A novembre Vance scendeva al 34%, Donald Jr saliva oltre il 20% con Rubio sempre basso stabile. Per il segretario di Stato dunque la partita è difficile, anche perché Vance potrà contare sulle risorse di Peter Thiel e compagni, ma non impossibile se continuerà a giocare al meglio le sue carte, se avrà successo in Venezuela e se, come per tutto, avrà un po’ di fortuna.

ANDRIY YERMAK - MARCO RUBIO STEVE WITKOFF MARCO RUBIO marco rubio jd vance giorgia meloni ursula von der leyen foto lapresse 1marco rubio rustem umerov

Ultimi Dagoreport

donald trump free iran

DAGOREPORT – CHE CE FAMO CON KHAMENEI? TRUMP MINACCIA TEHERAN MA L’INIZIATIVA MILITARE SI ALLONTANA: GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA (ARABIA SAUDITA E QATAR) SONO CONTRARI AL BOMBARDAMENTO E LE PORTAEREI AMERICANE SONO LONTANE DAL MEDIO ORIENTE – PIÙ PROBABILE, PER ORA, CHE GLI “AIUTI” PROMESSI DA WASHINGTON SIANO ATTACCHI CYBER E SABOTAGGI ENERGETICI, IN GRADO DI INDEBOLIRE IL REGIME DI KHAMENEI – IL PIANO “PSYOPS” DI GUERRA PSICOLOGICA, LE MOSSE SUL CAMPO DI CIA E MOSSAD E LA DURA REALTÀ: BUTTATO GIÙ KHAMENEI, NON C’È UN'OPPOSIZIONE PRONTA A PRENDERE IL POTERE O UNA FIGURA FANTOCCIO (COME IN VENEZUELA) PER LA SUCCESSIONE -RIMUOVERE L'AYATOLLAH PROVOCHEREBBE PIÙ INSTABILITÀ. E TANTI SALUTI AL FIGLIO DELLO SCIÀ, REZA PAHLAVI, E AI MANIFESTANTI CHE INVOCANO LIBERTÀ E VENGONO TRUCIDATI DAL REGIME - VIDEO

gio scotti

COME MAI LA BELLISSIMA GIO SCOTTI, MODELLA E INFLUENCER ITALIANA DI 19 ANNI, È DIVENTATA SUO MALGRADO UN’ICONA DELL’ALT-RIGHT AMERICANA? – LA RAGAZZA, CHE HA QUASI 3 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL E A QUANTO PARE NON HA MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE OPINIONI POLITICHE, GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, È STATA PRESA IN PRESTITO DA SUPREMATISTI, “INCEL” E “GROYPERS” COME SIMBOLO DELLA BELLEZZA “ARIANA” E OCCIDENTALE - A SUA INSAPUTA, LA RAGAZZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI UNA "GUERRA CULTURALE" CHE DIFFONDE IDEE ESTREMISTE E INQUINA IL DIBATTITO FOMENTANDO ODIO

elkann ferragni

CHIARA FERRAGNI E' FINITA SUL GOZZO A TUTTI - UN SONDAGGIO "YOUTREND" CERTIFICA CHE, DOPO IL PANDORO-GATE, L'80% DEGLI ITALIANI HA UN GIUDIZIO NEGATIVO DELL'INFLUENCER (SOLO L'8% SI FIDA DI LEI) - MALISSIMO ANCHE JOHN E LAPO ELKANN: IL 58% DEGLI ITALIANI HA UN'OPINIONE NEGATIVA DEL PRESIDENTE DI "STELLANTIS". PEGGIO SUO FRATELLO, MAL VISTO DAL 69% DEGLI INTERVISTATI - AVVISATE CUCINELLI: IL 64% DEGLI ITALIANI NON LO CONOSCE, NONOSTANTE IL SUO FILM DAL POMPOSO TITOLO "BRUNELLO, IL VISIONARIO GARBATO", COSTATO 4 MILIONI DI SOLDI PUBBLICI...

pier silvio marina berlusconi giudici toghe magistrati

FLASH! – E MARINA FINI' MARINATA DA PIER SILVIO - LA CAVALIERA AVREBBE CHIESTO UN IMPEGNO PIÙ INCISIVO DI MEDIASET PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, IN NOME DEL “CALVARIO” SUBITO DA PAPI SILVIO - MA “PIER DUDI”, CHE È MOLTO PIÙ AUTONOMO DALLA PRIMOGENITA DI QUANTO SI RACCONTI IN GIRO, IN NOME DEL PLURALISMO SI SAREBBE OPPOSTO – PERCHÉ SPINGERE CON UNA CAMPAGNA SPECIFICA, QUANDO BASTA MARTELLARE SUGLI ERRORI GIUDIZIARI (GARLASCO, TORTORA ECC.) SUI TALK SHOW E LE TRASMISSIONI CRIME?

donald trump ted sarandos david zaslav larry david ellison paramount

CASA BIANCA DELLE MIE BRAME (PICCOLI TRUMP CRESCONO) - COME MAI LA PARAMOUNT DELLA FAMIGLIA MULTI-MILIARDARIA DI LARRY ELLISON VUOLE WARNER BROS-DISCOVERY A TUTTI I COSTI? - DOPO IL NO ALL'ULTIMA OFFERTA DI 108 MILIARDI DI DOLLARI (25 IN PIÙ DI NETFLIX) L'EREDE DAVID ELLISON PORTA L'AFFARE IN TRUBUNALE - L’OBIETTIVO PRINCIPALE NON SONO I FILM O GLI STUDIOS, MA L'EMITTENTE ALL-NEWS, LIBERAL E ANTI-TRUMP CNN, TRAMPOLINO INDISPENSABILE PER SOSTENERE LA CANDIDATURA DI ELLISON JR ALLA NOMINATION REPUBBLICANA NEL 2028…(A DIFFERENZA DI TRUMP, NON HA BISOGNO DI FARSI FINANZIARE DA NESSUNA BIG TECH...)