POVERI NOI, GLI OSPEDALI CADONO A PEZZI – LE SALE OPERATORIE DELL'OSPEDALE SAN BARTOLOMEO DI SARZANA, IN PROVINCIA DELLA SPEZIA, CHIUDONO PERCHÉ LE TEMPERATURE RAGGIUNTE, INTORNO AI 26 GRADI, SONO TROPPO ALTE: NON CONSENTONO DI GARANTIRE CONDIZIONI OTTIMALI PER L'ATTIVITÀ CHIRURGICA – IL SINDACATO “NURSIND” ATTACCA L’ASL LOCALE: “È IL PUNTO DI ARRIVO DI UNA SITUAZIONE CHE DENUNCIAMO DA SETTIMANE. ABBIAMO PARLATO DI REPARTI OLTRE I 30 GRADI, DI IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE MALFUNZIONANTI, MA IL CALDO È SOLO UNA FACCIA DELLA MEDAGLIA. L'ALTRA SI CHIAMA CARENZA DI PERSONALE…”
ospedale San Bartolomeo di Sarzana
(ANSA) - LA SPEZIA, 24 LUG - "Da oggi le sale operatorie dell'ospedale San Bartolomeo di Sarzana subiranno una sospensione perché le temperature raggiunte, intorno ai 26 gradi, non consentono di garantire le condizioni ottimali richieste per l'attività chirurgica". Lo denuncia il sindacato NurSind con una nota.
"È il punto di arrivo di una situazione che denunciamo da settimane. Abbiamo parlato di reparti oltre i 30 gradi, di impianti di climatizzazione malfunzionanti, ma il caldo è solo una faccia della stessa medaglia. L'altra si chiama carenza di personale".
Il sindacato ricorda di aver all'azienda sanitaria di attivare le prestazioni aggiuntive, "previste dal contratto nazionale proprio per affrontare situazioni di grave carenza di organico.
sala operatoria - ospedale San Bartolomeo di Sarzana
L'azienda, invece, ha scelto un'altra strada. Prima gli straordinari e ora, di fronte al crescente rifiuto degli infermieri di continuare a rientrare senza che vengano attivate le prestazioni aggiuntive, stanno iniziando ad arrivare gli ordini di servizio, strumenti ai quali il lavoratore, salvo i casi previsti dalla legge, non può opporsi. È una scelta organizzativa che scarica ancora una volta le inefficienze dell'azienda sugli infermieri", spiega la segretaria territoriale Assunta Chiocca.
Il problema riguarderebbe, oltre la Spezia e Sarzana, anche Levanto. "Dopo i pensionamenti e il mancato reintegro delle unità cessate, il servizio è rimasto con un solo infermiere per turno. Una situazione resa ancora più critica dalla nuova configurazione dei locali, dove i due box assistenziali sono stati separati e non sono più reciprocamente visibili, rendendo ancora più difficile garantire la sicurezza dell'assistenza con un solo professionista in servizio".
