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SALVINI E RIXI HANNO PROVATO A TENERE SOTTO SABBIA IL “SISTEMA TOTI” – PER 16 MESI IL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE NON HA RESO PUBBLICA LA RELAZIONE SUL PORTO DI GENOVA, REDATTA DALLA COMMISSIONE ISTITUITA DALLO STESSO DICASTERO, CHE CONFERMAVA LA POSIZIONE “DI VANTAGGIO O DI FAVORE CONCORRENZIALE NELL’INTERESSE DEL GRUPPO SPINELLI” – RILIEVI PESANTI, CONSEGNATI AGLI UFFICI DEL MINISTRO SALVINI E DEL SUO VICE, EDOARDO RIXI, NEL DICEMBRE 2024. IN QUEL MOMENTO IL TEMA ERA CALDISSIMO: LA VICENDA HA PORTATO ALLA FINE DEL “SISTEMA DI POTERE” IN LIGURIA DI GIOVANNI TOTI E DELL’EX PRESIDENTE DELL’AUTORITÀ PORTUALI, PAOLO EMILIO SIGNORINI, TRAVOLTO DALLE INCHIESTE – IL CONTENUTO DELLA RELAZIONE È STATO DIFFUSO SOLO OGGI GRAZIE A… 

Estratto dell’articolo di Stefano Iannaccone per “Domani”

 

PAOLO EMILIO SIGNORINI - GIOVANNI TOTI

È stata sotto chiave per oltre un anno, da dicembre 2024 ad aprile 2026, la relazione del ministero delle Infrastrutture sul porto di Genova, che confermava la posizione «di vantaggio o di favore concorrenziale nell’interesse del gruppo Spinelli».

 

Aggiungendo, tra le varie cose, «la valutazione della sussistenza dei presupposti per procedere alla costituzione di parte civile nei giudizi penali (relativi alle inchieste, ndr)» da parte dell’Autorità di sistema portuale (Adsp) del mar Ligure. Ipotesi a cui non è stato dato seguito.

 

Rilievi pesanti che sono stati consegnati agli uffici del ministro Matteo Salvini e del suo vice, Edoardo Rixi nel dicembre 2024. Oltre 16 mesi fa. In quel momento il tema era di attualità: la vicenda ha infatti portato alla fine del sistema di potere in Liguria di Giovanni Toti e dell’ex presidente dell’Autorità, Paolo Emilio Signorini, travolto dalle inchieste.

 

MATTEO SALVINI - EDOARDO RIXI - GIOVANNI TOTI

Rixi, oggi braccio destro di Salvini al dicastero, è leader della Lega in Liguria: non è mai stato coinvolto nelle indagini, ma ha avuto un peso specifico politico in quella stagione nella sua regione.

 

È stato alleato e interlocutore dell’ex governatore e ha anche beneficiato – nel 2018 – di un contributo elettorale di 7.500 euro della fondazione-comitato Change, che faceva capo a Toti. Così il viceministro, per sgomberare il campo dai dubbi, ha fatto istituire la commissione per stendere la relazione nel 2024.

 

Il documento del Mit di 103 pagine con 32 allegati, firmato da Salvatore Pilato, Patrizia Scarchilli e Giuseppe Strano, ha fornito consigli su possibili interventi. Sotto la lente di ingrandimento dei commissari è stata posta la procedura di rilascio delle concessioni che, per quanto molto complessa, «non è risultata impermeabile a indebite interferenze che, in concreto, hanno favorito l’adozione di decisioni finali orientate al rilascio delle concessioni ad un unico soggetto (gruppo Spinelli)», si legge nel testo.

 

edoardo rixi salvini

Un andamento «tale da rafforzare la posizione di concessionario/terminalista, precostituendo a suo favore un’oggettiva posizione di vantaggio, anche in relazione ai futuri sviluppi in termini di traffici connessi alle nuove opere in corso di realizzazione».

 

Il contenuto, molto significativo, è stato reso inaccessibile dal ministero fino a pochi giorni fa: è stato diffuso solo grazie all’insistenza di due deputati del Pd, Valentina Ghio e Luca Pastorino, che hanno chiesto più volte di poter consultare il faldone, come raccontato da Domani.

 

aldo spinelli

Non sono mancate sorprese. Addirittura la prima versione, inviata ai parlamentari, presentava delle cancellazioni, omissis per mantenere la riservatezza sui nomi delle aziende. Togliendo nei fatti il senso al documento. Una modalità che ha alimentato sospetti sulla volontà di limitare le informazioni.

 

Perché le criticità rilevate sono varie. Nelle conclusioni della relazione viene riferito che «sussistono molteplici elementi documentali che inducono alla revisione prudenziale dei rapporti concessori e delle licenze per verificare le eventuali situazioni di conflitto d’interesse nei procedimenti conclusi in favore e vantaggio del gruppo Spinelli».

 

[...]

 

PAOLO EMILIO SIGNORINI - GIOVANNI TOTI

L’iter per arrivare all’accessibilità del documento rende l’idea degli ostacoli frapposti dal ministero delle Infrastrutture: la richiesta di accesso agli atti di Ghio e Pastorino era stata respinta, motivandola con la necessità di un’integrazione, puntualmente presentata dai parlamentari dem. L’istanza ha tuttavia incontrato un ulteriore stop: era assente «un interesse differenziato e qualificato» e non sussisteva «alcuna obbligatorietà circa l’ostensione dei documenti».

 

Due deputati, peraltro della commissione Trasporti (competenti per materia) e liguri (competenti per territorio), non erano giudicati idonei a ricevere il materiale perché non di loro interesse. Solo l’intervento della presidenza della Camera di Lorenzo Fontana, attraverso i suoi uffici interpellati dai parlamentari del Pd, ha sbloccato l’impasse.

 

toti spinelli

«Per oltre dieci mesi non è stato dato seguito alle prerogative dei parlamentari, che avevano formalmente richiesto accesso a documenti rilevanti senza ricevere risposte nei tempi dovuti», hanno dichiarato Ghio e Pastorino [...]

salvini rixitoti signorini

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