camillo de pellegrin val di zoldo brasiliani cittadinanza cittadini

SAMBA DI CITTADINANZA – I COMUNI ITALIANI SONO SOMMERSI DALLE RICHIESTE DI CITTADINANZA DA PARTE DI BRASILIANI CON PRESUNTI LEGAMI DI PARENTELA CON ITALIANI. DA QUANDO LA RICHIESTA IURE SANGUINIS PUÒ ESSERE FATTA PER VIA GIUDIZIALE, I RICORSI SI SONO MOLTIPLICATI, CON RISCHI ENORMI. IL CASO DEL COMUNE DI VAL DI ZOLDO, IN VENETO: 2745 ABITANTI, 1720 ITALIANI RESIDENTI ALL’ESTERO. IL SINDACO: “PER SMALTIRE LE RICHIESTE DOVREI CHIUDERE IL MUNICIPIO PER SEI MESI…”

 

 

Estratto dell’articolo di Giuseppe Petrobelli per www.ilfattoquotidiano.it

 

BANDIERA DEL BRASILE AL COMUNE DI VAL DI ZOLDO

Le richieste di riconoscimento di cittadinanza da parte di cittadini brasiliani con legami di parentela che portano in Italia stanno intasando gli uffici pubblici. Non solo quelli giudiziari, ma anche quelli di alcuni piccoli Comuni, che sono costretti ad espletare prima le pratiche provenienti dall’estero, che quelle riguardanti i propri cittadini. Nello stesso giorno il tema è stato sollevato da due punti di vista convergenti, giudiziario e amministrativo.

 

Durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario il presidente della Corte d’appello di Venezia, Carlo Citterio, ha constatato: “Tutti i Tribunali di primo grado hanno diminuito il numero di pendenze eccetto quello di Venezia, dove le richieste di cittadinanza da parte di brasiliani con collegamenti parentali in Italia da solo supera il numero di tutte le altre cause pendenti”.

 

CARLO CITTERIO

Il magistrato ha detto che si tratta anche di un problema politico “perché se il fenomeno dovesse estendersi, interferirebbe con la composizione del corpo elettorale […]. Inoltre, alcune richieste scattano anche quando i legami di parentela sono fragilissimi”.

 

Da Venezia alle montagne bellunesi, dove la bandiera brasiliana è stata issata sul pennone del municipio, accanto a quelle italiana, europea e della Regione Veneto. Il sindaco di Val di Zoldo, Camillo De Pellegrin, si è sfogato: “Ci dobbiamo occupare prima delle cittadinanze iure sanguinis e poi dei nostri residenti: questo vuole lo Stato. Potremmo dire che ci troviamo nel Comune di Val di Zoldo del Brasile, Stato del Rio Grande do Sul”.

 

De Pellegrin ha mal digerito il ricorso al Tar, per mancata ottemperanza di una sentenza, che è stata notificata in municipio dal legale di un neo cittadino-brasiliano, in attesa della trascrizione del suo nome nell’anagrafe comunale.

 

CARTELLO AL COMUNE DI VAL DI ZOLDO PER LE TROPPE CITTADINANZE BRASILIANE

Emerge così il caso del piccolo Comune, abitato da 2745 persone che ha 1720 italiani residenti all’estero. La metà di questi è composta da neo italo-brasiliani. I due impiegati (uno è part time) dell’ufficio Anagrafe non riescono a smaltire le richieste dei nipoti o discendenti di bellunesi emigrati più di un secolo fa oltre l’Atlantico.

 

Si sono così accumulate 551 pratiche arretrate. Per smaltirle, il sindaco dovrebbe far chiudere il municipio […] per sei mesi. All’ufficio anagrafe ha fatto affiggere un cartello: “L’erogazione dei servizi dell’ufficio demografico subirà un rallentamento al fine di dar corso alle sentenze di riconoscimento di cittadinanza in favore di cittadini italo-brasiliani e alle trascrizioni che provengono dai consolati. I nuovi orari di apertura al pubblico verranno comunicati a breve”.

Camillo De Pellegrin

 

Il sindaco rincara: “Non è solo un problema che riguarda Val di Zoldo. Decine di Comuni sono sommersi di pratiche. Qualcuno dovrà risolvere il problema alla radice. Dobbiamo dare priorità alle pratiche dei cittadini italo-brasiliani per scongiurare di esporre il Comune a ulteriori ricorsi, denunce o richieste di risarcimento”.

 

De Pellegrin ha messo a fuoco lo stesso problema riscontrato dal presidente della Corte d’Appello. “Accade da quando la cittadinanza iure sanguinis […] può essere riconosciuta anche per via giudiziale, anziché per via amministrativa, tramite il Consolato italiano di residenza all’estero”. I Consolati sono intasati di pratiche.

Camillo De Pellegrin val di zoldo

 

“E’ stato scoperto l’escamotage di chiedere il riconoscimento tramite un Tribunale italiano. Se si hanno i soldi per pagare un avvocato in Italia, si riesce a saltare la fila consolare. Poi però è sui Comuni che viene scaricata la trascrizione di decine e decine di atti di nascita, matrimonio, divorzio, morte. Quindi c’è l’iscrizione all’Aire e nelle liste elettorali… Ormai il corriere scarica pacchi di sentenze del Tribunale, molto spesso provenienti da Roma”

Val di Zoldo

Ultimi Dagoreport

riccardo muti domenico beatrice venezi

DAGOREPORT – NESSUNO SI SOGNEREBBE MAI DI PENSARE CHE IL GIUDIZIO POSSIBILISTA DI RICCARDO MUTI SU BEATRICE VENEZI ALLA FENICE (“LASCIATELA DIRIGERE E POI LE ORCHESTRE VARIE E I CORI VARI DECIDERANNO”) DIPENDA DAL FATTO CHE LA FENICE HA ASSUNTO SUO FIGLIO, L’AVVOCATO DOMENICO MUTI, INCARICATO DI “CONSULENZA STRATEGICA E PROCACCIAMENTO DI AFFARI” PER LA MODICA CIFRA DI 30 MILA EURO ALL’ANNO – EN PASSANT, SI SCOPRE ANCHE CHE LA FENICE PAGA 39 MILA EURO PER SEI MESI, DAL 15 GENNAIO SCORSO AL 14 LUGLIO PROSSIMO, ALLA BARABINO & PARTNERS, CIOÈ L’AGENZIA CHE SI STA OCCUPANDO DELL’IMMAGINE DI BEATRICE VENEZI, SENZA GRANDE SUCCESSO VISTE LE ULTIME INFELICI USCITE PUBBLICHE DELLA SIGNORA - (AH, COME AVEVA RAGIONE LEO LONGANESI QUANDO PROPONEVA DI METTERE SUL TRICOLORE UNA GRANDE SCRITTA: “TENGO FAMIGLIA”) – VIDEO

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?