BRACCIO DESTRO IN GATTABUIA - TOH!, MENTRE SARKOZY PREPARA LA GRANDE RENTRÉE IN POLITICA VIENE ARRESTATO A PARIGI CLAUDE GUÉANT, LA SUA EMINENZA GRIGIA

Stefano Montefiori per il "Corriere della Sera"

Per un decennio Nicolas Sarkozy lo ha chiamato al telefono ogni giorno, più di una volta, per domandargli «che succede, Claude?», a proposito di qualsiasi questione. E lui, il braccio destro noto come «il cardinale», «il primo ministro bis» o «Talleyrand», gli rispondeva rassicurandolo e ripetendo spesso, tra una spiegazione e l'altra, quelle parole magiche e lenitive, «Monsieur le président».

Claude Guéant, pilastro del sistema Sarkozy e considerato a lungo come l'uomo più potente di Francia (dopo il presidente naturalmente) è stato fermato ieri dalla polizia e posto in custodia cautelare. È accusato di essersi fatto consegnare tra il 2002 e il 2004, quando era direttore di gabinetto dell'allora ministro dell'Interno Nicolas Sarkozy, circa 10 mila euro al mese di soldi pubblici.

Il ministero aveva a disposizione dei fondi liquidi per permettere la ricerca di informazioni, il pagamento di collaboratori, l'apertura di inchieste: il direttore generale della polizia dell'epoca, Michel Gaudin - fermato anche lui ieri - ha pescato tra quelle risorse per assecondare la richiesta di Guéant.

«Il cardinale» sostiene oggi che quei soldi gli servivano a dare una mano ai poliziotti che lavoravano a più stretto contatto con lui o con il ministro Sarkozy; pagati poco, costretti in qualche caso a lasciare la provincia con le famiglie e a pagare i carissimi affitti parigini, alcuni agenti erano in difficoltà e Guéant dice di aver seguito la prassi paternalistica in uso da decenni, aiutandoli grazie a fondi non dichiarati.

Il sospetto, invece, è che quei soldi se li sia tenuti, anche perché appena Guéant ha lasciato l'Interno per seguire Sarkozy alle Finanze e alla presidenza del partito Ump, nessun altro ha richiesto denaro «per aiutare i poliziotti».

In ogni caso, il fermo di Guéant è un colpo molto duro all'immagine di Nicolas Sarkozy, proprio nel momento in cui la situazione della Francia - impopolarità di Hollande a sinistra e divisioni dell'Ump a destra - quasi impone il suo ritorno in vista delle elezioni presidenziali del 2017.

«Non è una scelta, è un destino», dice ormai Sarkozy, che non nega più di stare già lavorando alla grande rivincita. Solo che adesso viene posto sotto interrogatorio l'uomo che più di ogni altro ha rappresentato la sua era, e che non ha mai smesso di accrescere il suo potere mano a mano che Nicolas saliva in alto.

Vinte le elezioni nel 2007, Sarkozy rifiutò a Guéant qualsiasi posto nel governo, perché per lui c'era il ruolo di segretario generale del Palazzo: i ministri contavano poco o nulla, il premier François Fillon venne definito dal presidente un semplice «collaboratore», mentre Guéant era l'eminenza grigia dell'Eliseo.

Ma ecco che, nel momento della caduta nella polvere, gli amici di un tempo si fanno silenziosi, all'Ump. Per un Olivier Marleix che parla, in solitudine, di «uso politico della giustizia», ecco l'ex ministro Patrick Ollier che già lo scarica: «L'errore di un uomo non coinvolge tutto un sistema o un partito». Sarkozy sta per tornare, meglio fare piazza pulita del passato e pure di Guéant.

 

 

michel gaudinzz claude gueant claude-gueant

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