LA “MORTE NERA” PUÒ ATTENDERE – SCOPERTO NELLA BIBLIOTECA DEL DUOMO DI PIACENZA UN MANOSCRITTO DEL 1400 CHE CONTIENE UNA RICETTA PER DELLE “PILLOLE” CONTRO LA PESTE BUBBONICA – LE “PILLULE CONTRA PESTEM”, IDEATE DAL CARDINALE GIACOMO AMMANNATI PICCOLOMINI, CONSISTEVANO IN UNA MISCELA DI POLVERI ED ERBE COSTITUITA DA ALOE VERA, ACQUA DI ROSE, INDIVIA, FIORE DI BUGULOSSA, ACQUA DI SANDALO, MIRRA, PREPARATO DI CORIANDOLO, SEMI DI CANFORA, AMALGAMATI CON SCIROPPO DI LIMONE…
(ANSA) - Una ricetta per la preparazione di pillole contro la peste contenuta in un manoscritto di uso liturgico del 1400, appartenente alla Biblioteca Capitolare del Duomo di Piacenza e realizzata da un cardinale dell'epoca. Ne dà notizia il quotidiano Libertà. A scoprire il singolare documento del Basso Medioevo è stato Tiziano Fermi, archivista della cattedrale nonché ricercatore in storia medievale all'università di Modena e Reggio Emilia (Unimore).
Il Breviario di rito piacentino che contiene la scoperta è il Codice 20 (secondo la catalogazione definita nel XX secolo), interamente redatto nel XV secolo in scrittura gotica su due colonne. Il codice riporta per oltre 322 fogli in pergamena (recto e verso) i testi in uso per la preghiera durante le giornate dell'anno, per le principali festività collegate alla vita di Cristo, le feste mariane e le ricorrenze dei santi.
Le "Pillule contra pestem" consistevano in una miscela di polveri ed erbe costituita da aloe vera, acqua di rose, indivia, fiore di bugulossa, acqua di sandalo, mirra, preparato di coriandolo, semi di canfora, amalgamati con sciroppo di limone. "Già dall'intitolazione (Pillule contra pestem, appunto) si evince la materia: una ricetta per preparare le pillole contro la peste. Tra le preghiere", nota il medievalista.
Il contenuto è rigorosamente scritto in lingua latina e abbreviato, come tipico della tecnica amanuense medievale. La ricetta è firmata con una sigla che riporta a una personalità importante del periodo: I. P. cardinalis papiensis.
"Si tratta di Iacopo Ammannati (in seguito Piccolomini) - osserva Fermi - segretario delle lettere latine, prima durante il pontificato di papa Callisto III, poi confermato in tale ruolo da Pio II, Enea Silvio Piccolomini, che, adottandolo, lo inserì nella propria famiglia. Iacopo fu un umanista della corte pontificia, che in seguito, sempre Papa Pio II, nominò vescovo di Pavia il 18 luglio 1460, mentre la sua creazione a cardinale nel 1461 giustifica il soprannome in uso di 'cardinale di Pavia'; in qualità di camerlengo del papa senese assistette Pio II sino alla morte". Fu lui, mentre sceglieva le preghiere del giorno, ad annotare in glossa il rimedio contro il male del secolo.
PESTE BUBBONICA
PESTE BUBBONICA
COSTUME DA MEDICO DELLA PESTE
TRATTATO SULLA PESTE


