E SE LA PROSSIMA GUERRA MONDIALE SCOPPIASSE PER UNA MINUSCOLA STRISCIA DI TERRA? – GLI STATI UNITI HANNO COLPITO “90 OBIETTIVI MILITARI” SULL’ISOLA DI KHARG, RISPARMIANDO PER ORA LE INFRASTRUTTURE PETROLIFERE – GRANDE APPENA 20 CHILOMETRI QUADRATI, KHARG OSPITA IL PIÙ IMPORTANTE TERMINALE DEL GREGGIO DEL REGIME DEGLI AYATOLLAH: DA QUI PASSA IL 90% DELL’ORO NERO IRANIANO – MA DISTRUGGERE QUELLE INFRASTRUTTURE VORREBBE DIRE ANCHE DANNEGGIARE PESANTEMENTE L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL PETROLIO DEGLI AYATOLLAH. PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE. INOLTRE PROVOCHEREBBE QUASI CERTAMENTE UNA REAZIONE MILITARE ANALOGA IRANIANA CONTRO LE INSTALLAZIONI ENERGETICHE DEI PAESI DEL GOLFO – ECCO PERCHÉ TRUMP NON HA ANCORA AFFONDATO IL COLPO... – IL VIDEO DEI RAID PUBBLICATO DAL TYCOON
BREAKING: Trump releases footage of US bombing on Iran’s Kharg Island, which handles 90% of the nation’s oil exports pic.twitter.com/i6liQnoNAG
— Rapid Report (@RapidReport2025) March 14, 2026
IRAN: USA, COLPITI 90 OBIETTIVI ISOLA DI KHARG, PRESERVATE INFRASTRUTTURE GREGGIO
RAID AMERICANI SULL ISOLA DI KHARG
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - "La scorsa notte le forze statunitensi hanno effettuato un attacco di precisione su larga scala contro l’isola di Kharg, in Iran. L’attacco ha distrutto depositi di mine navali, bunker di stoccaggio di missili e numerosi altri siti militari". E' quanto rende noto su X il Comando Centrale militare Usa (Centcom).
"Le forze statunitensi - precisa il messaggio - hanno colpito con successo più di 90 obiettivi militari iraniani sull’isola di Kharg, preservando però le infrastrutture petrolifere".
MEDIA IRAN, 'TERMINAL PETROLIFERO DI KHARG È PIENAMENTE OPERATIVO'
isola di Kharg in iran - produzione di petrolio
(ANSA) - ROMA, 14 MAR - Funzionari iraniani hanno riferito alle agenzie di stampa di Teheran che le esportazioni di petrolio dall'isola di Kharg continuano normalmente, nonostante gli attacchi americani della notte scorsa. Lo riporta il Guardian. Le fonti hanno dichiarato all'agenzia semi-ufficiale Tasnim che il terminal petrolifero è "pienamente operativo" e le attività "proseguono senza interruzioni", aggiungendo che non si registrano vittime.
L'agenzia Mehr ha affermato che "la situazione sull'isola è tornata rapidamente alla normalità e le condizioni sono sotto controllo". L'isola di Kharg gestisce circa il 90% delle esportazioni petrolifere dell'Iran.
RAID USA SULL’ISOLA DI KHARG, DOV’È E PERCHÉ È IL TALLONE D’ACHILLE DELL’IRAN
Estratto dell’articolo di Enrico Franceschini per www.repubblica.it
Il tallone d’Achille dell’Iran è una minuscola isola all’estremo nord del Golfo Persico: grande appena 20 chilometri quadrati, Kharg ospita il più importante terminale petrolifero del regime degli ayatollah. Sette milioni di barili di oro nero al giorno passano dalle sue installazioni. È il punto di partenza della maggior parte delle esportazioni petrolifere iraniane destinate ai mercati dell’Estremo Oriente, in particolare alla Cina. [...]
Stanotte il presidente americano Donald Trump ha annunciato su Truth che gli Usa hanno sferrato pesanti attacchi aerei contro l'isola, risparmiando però le infrastrutture vitali attraverso cui transita il 90% circa di tutto il greggio iraniano.
“Ho scelto di non distruggere le infrastrutture petrolifere dell'isola”, ha scritto Trump. “Tuttavia, qualora l'Iran - o chiunque altro - dovesse compiere azioni volte a ostacolare il libero e sicuro transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, riconsidererò immediatamente tale decisione”. Un paio di missili basterebbero a distruggere i suoi impianti.
Eppure, finora né gli Stati Uniti, né Israele, hanno preso di mira queste infrastrutture nella guerra in corso da una decina di giorni. Perché? La risposta degli esperti più autorevoli è che Washington vuole preservare l’Iran per chiunque la governerà nel dopoguerra immediato e, soprattutto, in un futuro più a lungo termine.
RAID AMERICANI SULL ISOLA DI KHARG
Una seconda ragione è che la Casa Bianca non vuole azioni che danneggino ulteriormente le sue relazioni con Pechino, specie in prossimità della visita prevista in aprile del presidente Trump. E un terzo motivo è che un attacco provocherebbe quasi certamente una reazione militare analoga iraniana contro le installazioni energetiche dei Paesi arabi alleati degli Usa nella regione, dall’Arabia Saudita al Qatar, con conseguenze sui mercati mondiali ancora più disastrose delle avvisaglie che si sono intraviste nei giorni scorsi.
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donald trump e xi jinping meme by edoardo baraldi
L’importanza dell’isola per l’economia iraniana deriva dal fatto che le coste dell’Iran hanno fondali generalmente molto bassi, impedendo alle petroliere di attraccare per caricare il greggio e trasportarlo nel resto del mondo.
Oleodotti sottomarini trasportano il petrolio a Kharg e lì le grandi navi cargo vengono a prenderlo a bordo. Naturalmente questa dipendenza da un singolo punto di attracco rappresenta una debolezza per Teheran. I suoi avversari ne sono consapevoli. Colonizzatori olandesi e britannici misero le mani sull’isola nei secoli passati.
L’Iraq l’ha pesantemente bombardata nella guerra contro l’Iran degli anni Ottanta, distruggendo la maggior parte degli impianti, costruiti dalla multinazionale americana Amoco due decenni prima. Finora i caccia americani e israeliani non l’hanno sfiorata e i terminali dell’isola di Kharg, in mezzo al pandemonio della guerra che incendia la regione, hanno continuato a funzionare.



