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SE VUOI ALITARE A DIECI CENTIMETRI DALLA ZAR DEVI ANDARE IN QUARANTENA – GLI 80 REDUCI DELLA II GUERRA MONDIALE INVITATI SULLA PIAZZA ROSSA ACCANTO A PUTIN PER LA PARATA DELLA VITTORIA SONO STATI DUE SETTIMANE IN UNA CASA DI RIPOSO: TUTTO PER EVITARE UN POTENZIALE CONTAGIO – I FESTEGGIAMENTI ACCOMPAGNATI DALL'ALLENTAMENTO DELLE MISURE DI PREVENZIONE.  I NUMERI DEI CONTAGI NON SONO INCORAGGIANTI, MA ORA CONTA SOLO PORTARE GLI ELETTORI ALLE URNE PER IL REFERENDUM…

Da Il "Corriere della Sera"

 

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Il Cremlino non vuole correre alcun rischio e così dopo il tunnel di disinfestazione speciale per chi deve andare nell'ufficio del presidente (si passa in una nuvola di spray), ha introdotto l'obbligo di quarantena per i veterani invitati alla grande parata di oggi. Ottanta reduci della Seconda guerra mondiale potranno osservare le truppe e i mezzi blindati sulla Piazza Rossa accanto a Vladimir Putin.

 

Da due settimane gli anziani sono stati ospitati dallo Stato in speciali case di riposo dove medici e infermieri li hanno tenuti sotto stretto controllo. Adesso sono sicuramente non infetti e quindi non rischiano di provocare danni al leader. Più lontani degli ottanta «verificati», sui gradini sotto il mausoleo di Lenin ci saranno parlamentari, ministri e dignitari, ma tutti a debita distanza.

 

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Hanno declinato l'invito a causa della pandemia quasi tutti i capi di Stato e di governo con i quali Putin voleva celebrare in grande stile i 75 anni della vittoria sul nazismo. Vittoria dovuta in massima parte allo sforzo e al sacrificio del popolo sovietico, come ha voluto precisare il presidente russo in un lungo articolo del quale il Corriere ha pubblicato martedì alcuni estratti.

 

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E in netta polemica con il Parlamento europeo, Putin ha voluto citare le parole del premier britannico Churchill e del presidente americano Roosevelt che riconobbero all'epoca la fondamentale importanza del contributo di Mosca alla vittoria sulla Germania nazista. Ma anche lo spostamento dal 9 maggio al 24 giugno non ha cambiato la situazione. Così gli unici leader presenti saranno quelli che rappresentano Paesi satelliti o quasi: per l'Europa solo Bosnia e Serbia. Il presidente croato Zoran Milanovic se l'è cavata comunicando che il suo aereo si era rotto. Scusa che ha fatto alzare più di un sopracciglio.

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 In completo isolamento da giorni anche i 13 mila soldati che sfileranno assieme a 240 blindati e 75 tra aerei ed elicotteri. Non dovrebbero essere mostrati in questa occasione i micidiali nuovi ordigni di cui la Russia dice di disporre: il missile ipersonico, il siluro ultraveloce, il razzo in grado di superare a bassa quota le difese nemiche. Niente sfilata in 12 città che hanno preferito essere caute. Ci aveva provato anche Simferopol, la capitale della Crimea annessa nel 2014. Ma non era accettabile dal punto di vista propagandistico e così il sindaco ci ha ripensato.

il patriarca kirill e dmitry medvedev

 

I grandi festeggiamenti sono accompagnati dalla decisione di allentare le misure di prevenzione sanitarie, nonostante la situazione sia tutt' altro che incoraggiante. La Russia ha avuto seicentomila infettati, un numero inferiore solo agli Stati Uniti e al Brasile. I nuovi contagiati sono circa settemila al giorno. Ma era assolutamente necessario modificare la situazione in vista del vero appuntamento che Putin ha fissato per i suoi concittadini, il referendum costituzionale per il quale si inizia a votare già domani.

 

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È essenziale che gli elettori si rechino alle urne in gran numero e si pronuncino a favore delle modifiche, prima fra tutte quella che consente a Putin di ripresentarsi nuovamente alle elezioni del 2024 e poi ancora a quelle del 2030, per rimanere in carica fino al 2036 quando, a 84 anni, potrà dire di aver tenuto le redini della Russia per oltre 36 anni, più di chiunque altro tranne Pietro il Grande e Ivan il Terribile. Da giorni le autorità si danno da fare perché tutte le strutture del potere facciano l'impossibile per agguantare il risultato voluto.

 

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Le due percentuali magiche sono 70 e 70. Cioè un'affluenza superiore al 70% e una valanga di sì che vada oltre il 70%. Così il Cremlino potrà affermare che oltre la metà di tutti gli aventi diritto al voto ha deciso di tenersi Putin praticamente a vita. Come nella migliore tradizione sovietica, prima di far andare la gente ai seggi, si creano le condizioni adatte a soddisfare tutti. Putin ieri ha parlato annunciando una serie di misure economiche: speciale indennità di mille euro al mese fino a settembre per i medici sul campo; diecimila rubli, pari a circa 130 euro, a ogni ragazzo fino a 16 anni.

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E poi mutui agevolati, crediti ai commercianti, eccetera. Infine i premi che saranno distribuiti tra chi effettivamente metterà la scheda nell'urna. A Mosca due milioni di gratta e vinci con cifre tra i 13 e i 50 euro da spendere nei supermercati. A Krasnoyarsk una lotteria con in palio appartamenti. A Smolensk si vincono una Niva e una Lada.

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