A PROPOSITO DI… SALVINI – IL CAPOSTAZIONE DELLA LEGA È ARRIVATO PUNTUALE NEL DIRE LA SUA SUI TEDOFORI DI MILANO CORTINA. UN CASO CHE HA PRESO “A CUORE” - PER LA CARNEVALATA ORGANIZZATA DA MALAGÒ, LO SPONSOR HA REALIZZATO ALTRETTANTE TUTE TERMICHE, BEN PRESTO FINITE IN VENDITA PER MIGLIAIA DI EURO NEI SITI DI “SECONDA MANO”. SE LA MORALE SPESSO NON URTASSE LE COSCIENZE, VERREBBE DA CHIEDERE AL MINISTRO SALVINI CON IL “CUORE IN MANO” SE QUELLE TUTE TERMICHE DATE AI TEDOFORI NON AVREBBERO POTUTO SALVARE LA VITA DEL VIGILANTE MORTO DAL FREDDO IN UN CANTIERE OLIMPICO A CORTINA…
T.A.C per Dagospia
La notizia della morte per assideramento nel turno di notte di un vigilante impegnato all’esterno del Palaghiaccio in costruzione a Cortina (- 12 gradi) ha trovato degna collocazione sulla prima pagina del “Corriere della Sera” di alcuni giorni fa.
Poi è svanita sui media magari per non lasciare ombre (sinistre) sui prossimi giochi invernali Milano-Cortina 2026. Forse sta qui la ragione se la tragica fine del sorvegliante sia sfuggita all’attenzione del ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, che si è limitato a pubblicare una nota in cui si è detto “profondamente addolorato” per la morte del vigilante.
Perdoniamolo. I ritardi e le dimenticanze istituzionali sono una specialità del leghista più amato da Putin. Avendo la missione di far marciare i treni in orario non passa giorno che pure i convogli ad alta velocità camminino al passo delle locomotive a vapore.
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Ma il capostazione di Palazzo Chigi, invece, è arrivato puntuale nel dire la sua sulla vicenda dei tedofori scelti senza criteri logici e con l’esclusione di molti ex campioni dello sci. E se l’affare si fa grosso il Salvini è già sul posto (a commentare).
Un caso, quello dei marciatori con la fiamma accesa, che lui “ha preso a cuore”, augurandosi - come scrive nella lettera inviata alla “Gazzetta dello Sport” -, che le “eventuali incertezze e i malintesi siano prontamente chiariti”.
Ben detto. Finalmente nel Bel paese dell’emergenze guidato dalla “pulzella” della Garbatella, Giorgia Meloni, c’è un suo ministro che si fa carico, e in prima persona, delle sorti delle olimpiadi invernali (sic). E, innanzitutto, dei suoi tedofori vip (e dimenticati), arrivati al numero record di 10.001, con tanto di video conferenza con il suo collega allo Sport, Andrea Abodi, per far fronte al casus belli scoppiato all’ombra delle Dolomiti.
Quel tanto ch’è bastato ad irritare Giovanni Malagò, messo sotto accusa in qualità di organizzatore della kermesse (o carnevalata?) pubblicitaria. Per i camminatori-testimonial, infatti, lo sponsor ha realizzato altrettante tute termiche che, trattandosi di un’edizione limitata, ben presto sono finite in vendita per migliaia di euro nei siti di “seconda mano” rintracciabili su Internet. Con buona pace dello spirito olimpico del suo ideatore, il barone Pierre de Coubertin e, aggiungiamo, alla faccia di (bronzo) dei Salvini, Abbodi e Malagò che su quel penoso mercato online tacciono.
La torcia che passa di mano in mano doveva essere un simbolo di pace per collegare idealmente passato e presente dei giochi. Ma nel tragitto tra Atene e Milano, scelta per l’inaugurazione della manifestazione, alcuni di loro hanno tradito quella missione mettendo all’asta, vale la pena sottolinearlo pure al permaloso Malagò, il confortevole piumino bianco ben imbottito di marchi, ricevuto in regalo solo per fare quattro passi in città come testimonial dello sponsor.
Se la morale spesso non urtasse le coscienze, verrebbe da chiedere al ministro Salvini con il “cuore in mano” se quelle tute termiche date ai tedofori non avrebbero potuto salvare la vita del vigilante morto dal freddo in un cantiere olimpico a Cortina.



