sebastiao salgado

“QUANDO HO SCOPERTO CHE MIO FIGLIO ERA DOWN, HO PIANTO PER TRE GIORNI” - VITA, OPERE E SCATTI DI SEBASTIAO SALGADO: “LE FOTO DELL’ATTENTATO A REAGAN? MI CI SONO COMPRATO UNA CASA A PARIGI. DIO? SE ESISTE È DARWIN. NON C’ VITA PRIMA O DOPO DI NOI. L’UMANITÀ? SI ESTINGUERÀ PRIMA DI QUANTO PENSIAMO. LA TERRA SI È STANCATA DI NOI. ABBIAMO PASSATO IL PUNTO DI NON RITORNO. IL BRASILE? DA BAMBINO GIRAVO ARMATO PERCHÉ…”

Estratto dell’articolo di Aldo Cazzullo per il “Corriere della Sera”

 

sebastiao salgado foto di bacco

Sebastião Salgado, come si trova in Italia? Non pensa che la società sia aggressiva ma non violenta, mentre nel suo Brasile è violenta ma non aggressiva?

«In Italia mi trovo benissimo. Soprattutto qui a Milano. La trovo una città più calma di Roma».

 

Davvero? Di solito si dice il contrario.

«No, a Roma c’è più tensione, più nervosismo; i milanesi hanno il controllo di se stessi. Una volta era così anche in Brasile. San Paolo era una metropoli pacifica, la città “dura” era semmai Rio. Il Brasile della mia infanzia era il Paese della dolcezza del vivere. Certo, esisteva una componente di violenza; ma perché vivevamo nella campagna, isolati. Tutti giravano armati».

mostra fotografica di sebastiao salgado (9)

 

Anche lei?

«Siccome ero piccolo, mio padre mi aveva regalato un fucile piccolo, calibro 10, con cui lo accompagnavo nei suoi viaggi».

 

[…]

Lei nella sua prima vita è stato un economista.

«A San Paolo ci insegnavano lo sviluppo, come lo si pensava allora: costruire strade, abbattere foreste. Entrai al ministero delle Finanze, fui ammesso a un master da soli venti posti. Ero sulla strada per rappresentare il Brasile in qualche istituzione finanziaria. Poi arrivò la giunta militare».

mostra fotografica di sebastiao salgado (6)

 

E lei divenne un oppositore.

«Un militante di sinistra. Ogni tanto qualche collega spariva: veniva imprigionato, torturato, assassinato. Lasciai il Brasile. C’era un progetto per formare i quadri e poi tornare, dopo la caduta della dittatura. Nel 1969 andai a Parigi, poi a Londra, per l’Organizzazione internazionale del caffè. Non avevo mai preso in mano una macchina fotografica».

 

Quando comincia la sua seconda vita?

«Fu Lélia a trasmettermi la passione. Ricordo una discussione ad Hyde Park, sul Serpentine Lake: ero di nuovo al bivio, tra la Banca Mondiale e la fotografia. Pensai che non ero più giovane. Ma potevo ancora essere un giovane fotografo».

mostra fotografica di sebastiao salgado (12)

 

E andò in Portogallo a raccontare per immagini la rivoluzione dei garofani.

«Affittammo una casa a Lisbona, vicino al Museo d’arte antica, giravamo su una Renault 4. Vidi crollare un regime durato mezzo secolo, ritrassi Otelo de Carvalho. Poi partii per il Mozambico e l’Angola, dove era scoppiata la guerra fratricida: una violenza che non potete immaginare. Rimasi ferito, ho ancora due schegge nel braccio sinistro e una qui al fianco».

sebastiao salgado

 

Il 30 marzo 1981 fotografò l’attentato a Ronald Reagan: uno scoop mondiale.

«Sono in Australia tra i canguri, devo tornare a Parigi via Londra. Un collega inglese mi propone di scambiare il mio biglietto con il suo, che fa la rotta del Pacifico: Sidney-San Francisco-New York-Londra. Accetto: è la mia prima volta negli Stati Uniti. E il New York Times mi ingaggia per fotografare Reagan: la storia dei suoi primi cento giorni».

 

sebastiao salgado attentato a reagan 2

[…]

Sento i primi botti, qualcuno pensa a fuochi d’artificio ma io sono stato in guerra e so distinguere i colpi di pistola dai fuochi d’artificio, scatto con la prima macchina che afferro, è quella con la pellicola a colori, l’immagine del presidente colpito uscirà un po’ sgranata, quasi viola. Confusione immensa, tutti vengono allontanati ma io continuo a scattare, gli agenti dell’Fbi ormai mi considerano uno di loro. Fotografo anche la testa di un poliziotto, Brad, aperta da un proiettile, il sangue tamponato con il fazzoletto…».

 

Quanto occorreva per sviluppare la pellicola?

amazonia sebastiao salgado 9

«Di solito due settimane. Il laboratorio del New York Times fece tutto in mezz’ora. […] Mi ci sono comprato casa a Parigi».

[…]

Lei ha due figli, Juliano e Rodrigo, che ha la sindrome di Down.

«Lélia ha una nonna india, quando nacque Rodrigo mi sforzai di pensare che gli occhi a mandorla venissero da lì… Quando le analisi confermarono la trisomia piansi per tre giorni. Poi mia moglie si è distesa su di me, mi ha avvolto con il suo calore. Insieme abbiamo capito che l’unica cosa da fare era accogliere il nostro bambino, amarlo, vivere e crescere con lui. Il suo amore è stata un’immensa gioia nella nostra vita».

sebastiao salgado 7

 

Perché il Brasile è diventato così violento?

«Per lo sradicamento dei contadini. Prima sono costretti a vendere la terra e diventano salariati nelle grandi piantagioni di canna da zucchero e caffè: alle 5 del mattino un camion li viene a prendere e li riporta a casa la sera. Fino a quando un mattino il camion non viene, la produzione è finita, oppure ha trovato braccia ancora meno costose. Allora i contadini vanno a tentare la sorte in città. Non hanno casa, a centinaia di migliaia vivono gettati per strada. È una degenerazione terribile. Droga, crimine, lotta per la sopravvivenza».

 

Ora la sinistra è tornata al potere con Lula.

«Lula non ha fatto la riforma agraria. Non ha lavorato per i contadini. Veniva dall’industria, voleva creare lavoro nel mondo che considerava il suo».

 

sebastiao salgado 8

E Bolsonaro?

«Ha accelerato la distruzione dell’Amazzonia […]»

 

[...]

 

Lei crede in Dio?

«No».

 

Quindi non crede nell’Aldilà?

«Non c’è vita dopo di noi; c’è vita prima di noi. Se esiste un dio, è Darwin, che ha intuito l’evoluzione, il cambiamento permanente. […] l’uomo come lo conosciamo ha appena 70 mila anni. Sono sparite specie molto più forti della nostra, come i dinosauri. Spariremo anche noi. E non così lentamente come crediamo».

SEBASTIAO SALGADO - GENESIS

 

La specie umana è condannata?

«Assolutamente sì. Il punto di non ritorno è già stato superato. La velocità della distruzione cresce in modo esponenziale. Il riscaldamento sta accelerando, intere aree diventano deserti, il mare sempre più caldo emana sempre più anidride carbonica».

 

Sarà la fine del mondo?

«No. Non finirà il mondo; finiremo noi. Il pianeta ha risorse incredibili, ma le stiamo esaurendo. La Terra è stanca di noi. Ha attivato meccanismi di difesa, per sbarazzarsi dell’uomo. La gente non sa più produrre né coltivare, il sistema è fragile: una crisi potrebbe essere fatale».

salgado isole south sandwich FOTO DI SALGADO

 

Quale crisi?

«Se comparissero contemporaneamente quattro virus come il Covid, l’uomo e anche la scimmia rischierebbero l’estinzione. Se esplodesse Yellowstone, la polvere oscurerebbe il sole per secoli»

amazonia sebastiao salgado 6sebastiao salgadosebastiao salgado 1sebastiao salgado attentato a reagan 1sebastiao salgado attentato a reagan 3amazonia sebastiao salgado 1elefante nel kafue national park zambia FOTO DI SALGADOgrand canyon arizona FOTO DI SALGADOsebastiao salgado 15sebastiao salgado 16amazonia sebastiao salgado 2amazonia sebastiao salgado 4amazonia sebastiao salgado 5amazonia sebastiao salgado 7

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?