robledo albertini

CRETINATE DI FINE LEGISLATURA - IL SENATO HA CONFERMATO CON 119 SÌ E 35 NO LA PROPOSTA DELLA GIUNTA PER LE IMMUNITÀ DI PROCEDERE CONTRO L'EX PROCURATORE AGGIUNTO DI MILANO, ALBERTO ROBLEDO, ACCUSATO DI VILIPENDIO NELLA CONTESA CON L’EX SINDACO ALBERTINI - ECCO LE PAROLE SOTTO ACCUSA

Da https://www.ilfattoquotidiano.it

 

CAMERA ARDENTE DI GERARDO DAMBROSIO ALFREDO ROBLEDO

Sì alle indagini sul magistrato e la funzionaria. Salvi invece i due senatori. Sono vendette di fine legislatura quelle andate in scena a Palazzo Madama.  L’aula del Senato ha confermato con 119 sì e 35 no la proposta della Giunta per le immunità di procedere contro il pm Alfredo Robledo accusato di vilipendio nell’ambito della contesa giudiziaria tra il magistrato, all’epoca dei fatti aggiunto a Milano, e l’ex sindaco della città, attuale senatore di Ap, Gabriele Albertini.

 

Votano contro Mdp e M5s. “Il vilipendio è un retaggio antistorico. Il Parlamento più che entrare in vicende giudiziarie simili dovrebbe difendere la propria onorabilità con il lavoro, tenendo sempre presente i criteri di dignità previsti dalla nostra Costituzione”, dice Felice Casson di Mdp. “Per la prima volta il Senato si appresta a far sì per punire chi avrebbe vilipeso l’assemblea legislativa. Qui siamo fuori dalla portata delle norme: quelle di Robledo sono opinioni“, è la difesa Maurizio Buccarella del Movimento 5 stelle.

gabriele albertini

 

Pd e Fi votano a favore – Toni diversi invece quelli degli esponenti del centrosinistra e del centrodestra. “Troppe volte i magistrati oltraggiano organi dello Stato e questo non possiamo più accettarlo“attacca Enrico Buemi – socialista eletto nelle liste del Partito democratico – che invece vota a favore.

 

“L’attacco del dottor Robledo era diretto all’intero Senato. Si tratta di un attacco veemente e duro con un invito al disprezzo e alla disubbidienza: ci ha accusato di voto di scambio, ci ha accusato di avere commesso un reato”, dice Giuseppe Cucca annunciando il sì del Pd e lamentandosi: “Oggi siamo presi di mira nel nostro operato quotidiano“. Per Nitto Palma, invece, le “dichiarazioni di Robledo” sono “farneticanti“. “Io – spiega l’esponente di Forza Italia – non voglio bloccare le indagini dell’autorità giudiziaria per questo motivo voterò a favore dell’autorizzazione a procedere”

Il Magistrato Alfredo Robledo

 

Le parole sotto accusa – Quella tra l’ex procuratore aggiunto di Milanto e Albertini è una vera e propria sfida a distanza e a colpi di carte bollate che va avanti da mesi. Il presunto vilipendio è motivato da alcune parole usate da Robledo dopo che si stava prospettando il sì all’insindacabilità delle parole di Albertini nei suoi confronti. Diffondendo una petizione in suo favore promossa da Paolo Pollice, ordinario di Diritto Civile alla Federico II, Robledo aveva scritto tra l’altro che la giunta per le immunità si era inventata “la bestialità dell’immunità retroattiva per salvare la pelle a Gabriele Albertini”. Per Robledo si trattava di “un abuso da casta di un privilegio bello e buono: all’epoca dei fatti oggetto del processo, non era senatore”.

 

gabriele albertini (3)

“Non possono sguazzare nei loro privilegi – aveva aggiunto il procuratore – ricattare le istituzioni con la loro posizione e rimanere sempre impuniti”. Anche perché, aveva concluso Robledo, “Albertini aveva minacciato di togliere supporto al governo se non gli avessero concesso l’immunità per questa questione sua personale: è un voto di scambio, una cosa che fa orrore“.

 

Le origini dello scontro – Per tutto questo Albertini, sostenuto dallo studio legale Colucci e Colonnelli che lo ha sempre rappresentato nella lunga guerra con l’ex viceprocuratore di Milano, ha presentato una denuncia per vilipendio perché, è il ragionamento, non è stato offeso solo lui, ma l’intero Senato, cioè l’istituzione. Un profilo, secondo gli avvocati dell’ex sindaco, che emerge soprattutto nei passaggi sui “privilegi” e sul “voto di scambio“. Alla fine questa tesi è stata accolta ieri dalla maggioranza della giunta per le autorizzazioni del Senato, con il voto favorevole del Pd, di Forza Italia e dei partiticentristi, affidando il mandato di relatore alla democratica Rosanna Filippin.

 

SENATO SEMI VUOTO

L’intera vicenda della guerra tra Robledo e Albertini nasce da una querela del 2012 presentata dal del pubblico ministero quando Albertini, con un esposto inviato al ministero della Giustizia, aveva voluto spiegazioni su tre casi giudiziari gestiti dagli uffici di Robledo e – secondo Albertini – non portati avanti correttamente. Si trattava dell’inchiesta sulla questione degli emendamenti in bianco, quella sull’acquisto dell’Autostrada Serravalle da parte della Provincia di Milano allora guidata da Filippo Penati e l’inchiesta sui contratti derivati sottoscritti dal Comune ai tempi dell’amministrazione Albertini.

 

L’immunità retroattiva – Le iniziative giudiziarie di Robledo avevano prodotto una condanna nei confronti di Albertini in sede civile a 30mila euro e un processo penale per calunnia. Nel frattempo però il Senato aveva votato una sorta di “immunità retroattiva” (una ricostruzione che Albertini e i suoi legali contestano). La tesi in questo caso è che le dichiarazioni di Albertini su Robledo erano in tutto 38 – all’inizio da sindaco, poi da eurodeputato – ma andavano giudicate come un tutt’uno.

PAOLA TAVERNA

 

In Aula il Sì aveva avuto un sostegno ampio (185 favorevoli, 65 contrari e 2 astenuti), al quale aveva contribuito anche il Pd, anche se il gruppo si era spaccato. Il M5s aveva paragonato quel voto a quello sul no alle perquisizioni che la Camera espresse spiegando che Berlusconi era davvero convinto che Ruby Rubacuori fosse la nipote di Mubarak.

 

Morale della favola: con l’insindacabilità, la pena inflitta ad Albertini in sede civile è stata vanificata, mentre il processo per calunnia è terminato con un’assoluzione piena perché il giudice di Brescia, Anna Di Martino, ha ritenuto che l’improcedibilità decisa da Palazzo Madama fosse applicabile solo in caso di condanna e non in caso di assoluzione. §

 

Salvi di fine stagione: Taverna ed Esposito – E mentre adesso Robledo rischia addirittura di essere processato per vilipendio con un voto a sorpresa il Senato dice no alla proposta della Giunta per le Immunità e “salva” la senatrice M5S Paola Taverna che invece era stata dichiarata “sindacabile“.

felice casson

 

La Giunta aveva deciso cioè che lei avrebbe dovuto rispondere in Tribunale a una querela per diffamazione. Trattamento diverso aveva riservato invece al senatore Pd Stefano Esposito le cui “offese” a una manifestante “No Tav” erano state considerate da Giunta e Aula “insindacabili”, cioè espresse nell’esercizio della sua funzione di parlamentare. L’Aula, dunque, ha uniformato salvando sia l’esponente pentastellata che quello del Pd.

 

Processare la funzionaria – Approvato con 116 si e 36 no, ivnece, la proposta della Giunta per le immunità di procedere per vilipendio contro il pubblico funzionario di Catania, Sabrina Angelico “rea” di aver postato su facebook l’immagine di un dito medio alzato rivolto nei confronti dei parlamentari. Votano contro Mdp, come annunciato sempre da Casson (“basta con questi atteggiamenti da Casta” è l’appello di Corradino Mineo), Sinistra italiana e M5s. Il 19 luglio 2017, il procuratore di Catania aveva chiesto al presidente del Senato l’autorizzazione a procedere nei confronti di Sabrina Angelico per il reato di vilipendio delle Assemblee legislative.

 

stefano esposito

Il presidente del Senato aveva investito della questione la Giunta presieduta da Dario Stèfano (Misto) e questa ha esaminato la richiesta nelle sedute del 20 e 21 dicembre 2017 deliberando a maggioranza di proporre all’Assemblea la concessione dell’ autorizzazione a procedere contro la funzionaria. “È più pericolosa una bottiglia con la faccia del Duce o un gesto come questo?” chiede Lucio Malan di Forza Italia che dichiara in Aula di difendere la democrazia affermando, tra l’altro, che “in fondo si tratta di una pena minima di appena 5000 euro“.

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