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"MICHE', SIETE DEI POVERACCI. MI SONO STUFATO" - IL 59ENNE GAVINO RAOUL PIRAS, UNO DEI DUE EX 007 ITALIANI CHE PASSAVA INFORMAZIONI A MOSCA, SI LAMENTAVA CON MIKHAIL ASTAKHOV, AGENTE RUSSO A CUI CONSEGNAVA I DOSSIER, PER I POCHI FONDI CHE AVEVA A DISPOSIZIONE PER AMPLIARE LA RETE DI "SPIONI". PIRAS RICEVEVA 4 MILA EURO PER OGNI NOTIZIA TOP SECRET CHE DAVA AGLI UOMINI DEL CREMLINO: "IN 12 ANNI MIGLIAIA DI INFORMAZIONI. NON MI AVANZANO NEMMENO I SOLDI PER IL CAFFÈ. A VOLTE PRIMA MI PORTAVATE A PRANZO" - NELLE INTERCETTAZIONI, LO "SPIONE" AL SOLDO DI MOSCA SI LAGNA: "SAI QUANTE VOLTE HO ANTICIPATO DI TASCA MIA. QUANDO TU, CON IL GENERALE, MI AVETE DETTO VAI AVANTI CON IL VATICANO, IO L'HO FATTO. HO DOVUTO DARE UN OBOLO A PAPA FRANCESCO" - PIRAS E IL SUO COLLEGA VINCENZO DI PASQUALE SONO ACCUSATI DI AVER RIVELATO L’IDENTITÀ DI CINQUE AGENTI SOTTO COPERTURA DEL CONTROSPIONAGGIO ITALIANO (METTENDONE COSI' A RISCHIO LA VITA) - IL COLLOQUIO TRA MIKHAIL ASTAKHOV E L'EX 007 DEL NOSTRO PAESE: I DUE SI INCONTRANO SU UNA PANCHINA A BRACCIANO. IL RUSSO GLI CONSEGNA UN PIZZINO CON LE RICHIESTE DEI SUOI SUPERIORI, INTERESSATI A CONOSCERE I DETTAGLI DEI PIANI DI RIARMO DEI PAESI EUROPEI, GLI AIUTI UE FORNITI ALL'UCRAINA E L’EFFICACIA DEGLI ATTACCHI USA ALLE STRUTTURE NUCLEARI IRANIANE...

VENDEVANO INFORMAZIONI A MOSCA ARRESTATI DUE EX AGENTI SEGRETI

Estratto dell'articolo di Giulio De Santis per il "Corriere della Sera"

 

ex 007 italiani spiavano per conto di mosca 2

Sono accusati di aver rivelato l’identità di alcuni agenti del controspionaggio italiano, mettendoli in pericolo. E di aver ceduto informazioni sensibili. Pedinati, filmati mentre erano seduti sulla panchina di un parco a leggere bigliettini, contenenti segreti di Stato. O chinati in prossimità di un muro per inserire in una cavità schede micro sd.

 

Ieri sono stati arrestati per aver ceduto dati segretissimi su intelligence e armamenti prodotti dal nostro Paese a Mikhail Astakhov, 007 russo agente del Gru, l’intelligence militare, dotato di passaporto diplomatico. In cambio: mazzette di contanti.

 

 

GAVINO RAOUL PIRAS

Gavino Raoul Piras, 59enne, ex appartenente al comparto di intelligence italiano e già sottoufficiale dell’Arma è stato arrestato. Per ogni informazione avrebbe ricevuto bustarelle da quattromila euro in contanti. Ma il 59enne non sarebbe stato il solo agente reclutato dai servizi segreti russi. Il secondo arrestato è Vincenzo Di Pasquale, 59enne, anche lui un ex dell’Aisi. I due «spioni» sono in pensione da dodici anni.

 

Durante le perquisizioni nelle loro abitazioni sono stati trovati circa 20 mila euro. Le indagini della Procura ordinaria e militare sono cominciate nel maggio del 2025 in seguito a una segnalazione dell’Aisi (Agenzia informazioni e sicurezza interna). Le accuse: spionaggio e rivelazione di notizie di cui è stata vietata la divulgazione e accesso abusivo a sistema informatico o telematico.

 

ex 007 italiani spiavano per conto di mosca 3

Nell’inchiesta sono coinvolti anche cinque militari in servizio presso il reparto cyber della Difesa con incarichi connotati di alto grado di riservatezza. Davide Piantanida, 46 anni; Gianluca Nardella, 48; Giuseppe Tempesta, 55; Sergio Romeo, 58; Antonio Guerra, 70: avrebbero fornito le informazioni ai due ex agenti.

 

Sono indagati e adesso si sta cercando di scoprire se fossero consapevoli dell’uso che ne facevano Piras e Di Vincenzo.  [...] Per Roberto Vannacci (Fn) se confermato «sarebbe un tradimento gravissimo sanzionato con pene sostanziose». [...] 

 

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SVELATI PIANI DI RIARMO E NOMI DEGLI 007 IN SERVIZIO PER OGNI «FILE» 4.000 EURO «QUELLO CHE POSSO DARE DO»

Estratto dell'articolo di Rinaldo Frignani per il "Corriere della Sera"

 

«Però Miche’, dovete dirglielo, scherzi a parte: su questa storia dei soldi, sai quante volte ho anticipato di tasca mia. Poi mi dimentico. Quando tu, con il generale, mi avete detto vai avanti con il Vaticano, che me l’avete proprio scritto, io sono andato avanti, ho dovuto dare un obolo a papa Francesco».

 

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Anche se accanto a lui, su una panchina del belvedere di via di Trapasso di San Clemente a Bracciano, c’è Mikhail Astakhov, uno 007 del Gru, il temibile servizio segreto militare russo, il suo ex collega del Sismi e poi dell’Aisi Raoul Gavino Piras, 59 anni, già maresciallo dei carabinieri, pensionato dal 2012, non si fa troppi problemi a lamentarsi per i mancati compensi ricevuti per le informazioni fornite alla spia.

 

È il 9 ottobre 2025 e i carabinieri captano la conversazione di uno dei quattro incontri fra i due. Il russo consegna alla controparte foglietti con le richieste dei suoi superiori e Piras le vaglia sul momento. Poi incassa la busta con il denaro: 4 mila euro a file. «Io quello che posso dare do, dillo al tuo capo», avvertiva già il precedente 27 giugno l’ex agente segreto corrotto in un incontro in piazza Trieste, a Santa Marinella, con lo stesso interlocutore che gli aveva passato l’ennesimo pizzino.

 

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«Mamma mia, ogni volta queste cose, fammi leggere — aveva replicato Piras, commentando ogni punto —: questo bel casino, il Gat so cos’è (la minaccia asimmetrica globale che comprende terrorismo, conflitti ibridi e disinformazione, ndr ) , questa è pesante, questa è facile. Prospettive, forze armate, obiettivi». «Sul Sampt stai dicendo (il sistema antimissile fornito all’Ucraina, ndr)? Io ve l’ho scritto, a voi abbiamo dato i meccanismi, i missili li hanno dati i francesi».

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Il contenuto delle richieste di Astakhov è lo stesso che i carabinieri del Ros scoprono a casa di Piras a Ladispoli: piani di acquisto di missili a lungo raggio Storm Shadow e Scalp, piano di riarmo di Italia, Ue e Nato, prospettive di sviluppo delle forze armate, priorità e obiettivi della Difesa dell’Ue, aiuti all’Ucraina a fabbricare missili a lungo raggio, efficacia degli attacchi alle strutture nucleari iraniane.

 

Piras, indagato dal 2023, è accusato di aver collaborato con i russi fin dal 2013, avverte il committente anche che l’Italia si interessa al carro armato russo T90 Vladimir («Se riescono a rubarvi il segreto ve lo rubano, attenzione») e fornisce informazioni su un nuovo sottomarino: «Leonardo ha un marinaio senza guida, nel mese scorso c’è stata un’esercitazione a La Spezia».

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Poi consegna allo 007 sd card con tutte le notizie riservate raccolte, divise in sezioni numerate, chiamate «Fondazione»: «Ti ho messo le schede del Ros dei carabinieri, della Cybersicurezza della polizia, poi le cartelle di queste due del Ros che passeranno al controspionaggio».

 

Oltre a spiare i sistemi missilistici Grifo e Aster, Astakhov punta a ottenere informazioni sul personale militare italiano e sulle stesse fonti di Piras, che possono essere ingaggiate. «Sai — gli dice — il capo del gruppo ha bisogno di dati personali: molta informazione sensibile, molti soldi». «Basta pagare», è la risposta del 59enne.

 

SPIONAGGIO RUSSO

Nelle «Fondazioni» il pensionato corrotto è un fiume in piena e rivela un «alert di spionaggio nell’Europa dell’Est» con partenza di un team composto da personale Aise e della Difesa, poi millanta l’addestramento di due agenti dell’Aise che «hanno capacità operativa come un sequestro di vostri militari con ripiegamento delle loro linee e scoperta della presenza fisica nemica: sono capaci di fare ben altri danni di qualsivoglia genere».

 

Quindi fornisce i nominativi di due agenti Aisi (Sicurezza interna) e notizie sulla missione italiana in Bulgaria. Il lavoro di Piras è a tutto campo: anche per proteggere un sospetto agente russo, residente a Matera.

 

Grazie al complice Vincenzo Di Pasquale, ex collega carabiniere e anche lui ai domiciliari, ottiene il nome della funzionaria Aise che indaga su di lui addetta al controspionaggio sulla Russia e propone ai russi di sorvegliarla.

 

Ma è scontento: «In 12 anni migliaia di informazioni — si lamenta nel soliloquio che lo incastra — non mi avanzano nemmeno i soldi per il caffè. A volte prima mi portavate a pranzo. Io mi sono stufato. Possono anche venirvi incontro, ma siete dei poveracci» .

SPIONAGGIO RUSSO

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