SINISTRATI CONTRO – A “OTTO E MEZZO” LUCIO CARACCIOLO E TOMASO MONTANARI LITIGANO SUL CONCETTO DI FASCISMO: LO STORICO DELL’ARTE INTERROMPE IL "PRINCIPE DELLA GEOPOLITICA" (TENDENZA MOSCA) CHE STAVA PARLANDO DEGLI INCARICHI PUBBLICI AGLI “EX FASCISTI”: “MA NON SONO EX, QUESTO È IL PUNTO” – IL FONDATORE DI “LIMES”: “MA UN FASCISTA HA DIRITTO DI ESSERE UN CITTADINO ITALIANO”. REPLICA DI MONTANARI: “CERTO, È UN CITTADINO MA IL FASCISMO È L’UNICA OPINIONE CHE LA COSTITUZIONE VIETA, È UN’OPINIONE CHE NON HA DIRITTO DI CITTADINANZA…”
Trascrizione da “Otto e mezzo” – La7
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Lucio Caracciolo: In una delle clausole finali della nostra Costituzione si stabiliva un termine di 5 anni per poter concorrere a incarichi pubblici rispetto a coloro che avevano occupato dei posti di rilievo nel regime fascista, quindi questo siamo al 1946. Quindi il problema non è se tenere fuori gli ex fascisti o tenerli dentro, premesso il fatto che i fascisti sono.
Tomaso Montanari: Ma non sono ex, questo è il punto.
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Lucio Caracciolo: No, no, non sono d’accordo, assolutamente. Un fascista ha diritto di essere un cittadino italiano.
Tomaso Montanari: Certo, ma un cittadino ma è l’unica opinione che la Costituzione vieta, come dice Zagrebelski, è un comando sui vinti […] è un’opinione che non ha diritto di cittadinanza.
Lilli Gruber: Lasciamo finire Caracciolo.
Lucio Caracciolo: Allora, ripeto, secondo me, una delle grandi operazioni democratiche, fra l’altro aperte anche dal leader del Partito Comunista italiano, cioè quella di reintegrare nel corpo sociale, civile e anche politico coloro che hanno avuto un ruolo nel fascismo e come sappiamo erano parecchi, non credo che possa essere considerato un dato negativo.
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Caracciolo: “Anche i fascisti hanno diritto di essere cittadini italiani”,
Montanari: “Il fascismo non ha diritto di cittadinanza”
