fabio panetta fuga dei cervelli

LA SOLUZIONE PER FERMARE LA FUGA DEI CERVELLI È SEMPLICE: AUMENTARE GLI STIPENDI! – IL PRESIDENTE DI BANKITALIA, FABIO PANETTA, DÀ LA SVEGLIA AL GOVERNO: “UN LAUREATO IN GERMANIA GUADAGNA IN MEDIA L'80% IN PIÙ RISPETTO A UN COETANEO ITALIANO. I RAGAZZI EMIGRANO ANCHE PERCHÉ LA MERITOCRAZIA NON È PREMIATA” – L’ALLARME SULLA CRESCITA ECONOMICA: “SI È INDEBOLITA E PER I PROSSIMI ANNI SARÀ MODESTA. LA PRODUTTIVITÀ CHE RISTAGNA E LA BASSA INNOVAZIONE CAUSANO DEBOLEZZA DEI REDDITI E SALARI”

Estratto dell’articolo di Claudia Luise per “la Stampa”

 

FABIO PANETTA

L'Italia ha bisogno di più laureati e di pagare salari più alti, che si avvicinino agli standard degli altri Paesi europei, se vuole assicurarsi una «crescita stabile» dell'economia. Per il governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, investire nel futuro è una necessità che non si più ignorare se si vuole evitare un declino strutturale dell'Italia.

 

Intervenendo all'inaugurazione dell'anno accademico 2025-26 dell'Università di Messina, Panetta mette in guardia da una lettura superficiale dei recenti progressi dell'economia italiana, chiarendo che «non conta solo crescere. Conta anche come si cresce» [...]

 

fuga di cervelli

Quindi, pur non dimenticando la necessaria prudenza nel bilancio pubblico, chiede di aumentare la spesa, soprattutto legata all'istruzione e «all'investimento nel capitale umano».

 

Il governatore riconosce che negli ultimi anni il Paese ha mostrato una capacità di adattamento che ha sorpreso molti osservatori. Nonostante una lunga sequenza di choc – dalla doppia recessione alla pandemia, fino alla crisi energetica – la crescita del periodo 2020-24 è stata in linea con la media dell'area euro, l'occupazione ha raggiunto «i livelli più alti di sempre» e il sistema bancario, un tempo fonte di vulnerabilità, è «nel complesso solido, ben capitalizzato e redditizio».

 

giancarlo giorgetti e fabio panetta - foto lapresse

Ma questi risultati, avverte, non devono illudere. «Non sono sufficienti a superare le fragilità strutturali accumulate nel tempo», dice Panetta, ricordando che la crescita si è indebolita e che le previsioni di medio termine indicano ritmi modesti.

 

La produttività «ristagna da un quarto di secolo» e la capacità di innovare resta distante dai Paesi alla frontiera tecnologica. Questo si riflette in retribuzioni reali deboli: «dal 2000, i salari orari in Italia sono rimasti pressoché fermi», mentre in Germania e Francia sono cresciuti in modo significativo. Secondo Panetta, «aumenti duraturi dei salari richiedono che la produttività torni a crescere a ritmi sostenuti» e che i benefici siano «adeguatamente ripartiti tra capitale e lavoro».

 

salari in italia

Il governatore denuncia il sottofinanziamento dell'istruzione: «le risorse pubbliche destinate all'istruzione sono meno del 4% del Pil», quasi un punto in meno della media europea. Metà del divario riflette il minor investimento nell'università, rendendo l'Italia «l'unico grande Paese europeo» in cui la spesa per studente universitario è inferiore a quella per studente delle scuole superiori. Un rafforzamento degli investimenti «valorizzerebbe le competenze già presenti negli atenei» e creerebbe condizioni più favorevoli per lo sviluppo di imprese innovative e per l'attrazione di talenti.

 

Il basso rendimento dell'istruzione universitaria alimenta l'emigrazione dei giovani qualificati. «Circa un decimo dei giovani laureati italiani si è trasferito all'estero», ricorda Panetta, sottolineando che un laureato in Germania guadagna «in media l'80% in più» rispetto a un coetaneo italiano.

 

fabio panetta - foto lapresse

Le retribuzioni non sono l'unico fattore: i giovani cercano «ambienti di lavoro in cui il merito sia pienamente riconosciuto». Quando però la mobilità riflette le carenze del contesto di partenza, «la perdita riguarda l'intera collettività».

 

Il nodo più critico, nel ragionamento del governatore, è quello demografico. Il banchiere ricorda che entro il 2050 l'Italia perderà oltre sette milioni di persone in età lavorativa. Anche ipotizzando un aumento della partecipazione, «le forze di lavoro si ridurranno di oltre tre milioni». Senza una crescita della produttività, questo squilibrio «si tradurrà inevitabilmente in una riduzione del Pil e del benessere complessivo».

 

SALARI E POTERE D AQUISTO IN ITALIA

Le cause, osserva Panetta, sono molteplici. Le scelte di genitorialità dipendono da fattori culturali ed economici, dalla «percezione che avere figli possa nuocere alla carriera», alle «difficoltà nel trovare soluzioni abitative adeguate», alla «persistente disparità nella divisione dei compiti di cura». [...]

fuga di cervelli

Ultimi Dagoreport

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!

fiorello cucina

FOTO FLASH – MA FIORELLO IN RAI SI SENTE IL PADRONE DI CASA? SONO DUE GIORNI CHE CUCINA NELLA SUA STANZETTA DI VIA ASIAGO, ANCHE SE È VIETATO DALLE REGOLE AZIENDALI (SOPRATTUTTO IN QUESTO MOMENTO, CON ATTENZIONE ALLE STELLE ALLE MISURE DI SICUREZZA ANTI INCENDIO DOPO LA STRAGE DI CRANS MONTANA) – FIORELLO AVEVA ANCHE PUBBLICATO UNA STORIA SU INSTAGRAM MA POI L’HA RIMOSSA - FORSE QUALCUNO GLI HA FATTO NOTARE CHE NON PUO’ SPADRONEGGIARE COME GLI PARE, NONOSTANTE LA RAI CON LUI SIA SEMPRE APPECORONATA...

federico freni antonio tajani giorgia meloni francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT - DAVVERO BASTA UN MEZZO TAJANI PER BOCCIARE LA NOMINA ALLA GUIDA DELLA CONSOB DEL SOTTOSEGRETARIO ALL’ECONOMIA FEDERICO FRENI, IN QUOTA LEGA? - DAVVERO DOBBIAMO CREDERE CHE, DOPO QUATTRO ANNI DI IMPECCABILE SERVIZIO, IL “MAGGIORDOMO” DI CASA MELONI, CAMUFFATO DA LEADER DI FORZA ITALIA, SI TOGLIE IL TOVAGLIOLO DAL BRACCIO E SI TRASFORMA IN RAMBO? DAVVERO, IL "VAFFA" A FRENI E' ACCADUTO ALL’INSAPUTA DEI FRATELLINI DI MELONI? – IL GOVERNO HA MOTIVATO IL RINVIO CON UN SIBILLINO: “ULTERIORI APPROFONDIMENTI” - SCUSATE: DA PARTE DI CHI? FORSE QUELLI ATTESI DALLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGA SUL “CONCERTO” TRA I SOCI (LOVAGLIO, CALTAGIRONE, MILLERI) NELLA SCALATA A MEDIOBANCA-GENERALI ATTRAVERSO MPS? - FRENI, CHE PURE NON È INDAGATO, È COLUI CHE PER CONTO DEL GOVERNO HA SEGUITO IN PRIMA PERSONA LA SCALATA - MAGARI, PRIMA DI FAR TRASLOCARE FRENI DAL MEF ALLA CONSOB, E' PIU' SAGGIO ATTENDERE GLI ‘’ULTERIORI APPROFONDIMENTI’’ CHE NEI PROSSIMI MESI, CON GLI INTERROGATORI DELLE ‘’PERSONE INFORMATE DEI FATTI” E DEI TRE INDAGATI (LOVAGLIO-CALTAGIRONE-MILLERI), POTREBBERO EMERGERE DALLA PROCURA DI MILANO…

roberto vannacci matteo salvini giorgia meloni

FLASH! – OLTRE AL SILURAMENTO DI FEDERICO FRENI ALLA GUIDA DELLA CONSOB (CERCASI UN TECNICO), NEL TURBOLENTO VERTICE DI MAGGIORANZA DI IERI NON POTEVA MANCARE IL CASO VANNACCI - IN TEMPI DI CRUCIALI E DEMENTI TRUMPATE GEOPOLITICHE, MELONI HA MESSO ALLE STRETTE SALVINI: O IL TUO VICE SEGRETARIO CON LE STELLETTE AL CONTRARIO SI DA’ UNA REGOLATA E LA FINISCE DI SPARARE CAZZATE (L’ULTIMA: L’INVITO ALL’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA) OPPURE, CARO MATTEO, LO DEVI ESPELLERE DALLA LEGA – IL BARCOLLANTE LEADER DEL CARROCCIO L’HA RASSICURATA: “NON SARÀ UN PROBLEMA” (MA NESSUNO CI CREDE…)

donald trump padrone del mondo

DAGOREPORT – TRUMP HA UCCISO LA POLITICA, COSI’ COME LA CONOSCEVAMO: CON LUI VALE IL DIRITTO DEL PIU’ FORTE (LE TRADIZIONALI CATEGORIE DI DESTRA E SINISTRA IN QUESTO SFACELO, HANNO ANCORA SENSO?) - DIPLOMAZIA, DIRITTO INTERNAZIONALE, MULTILATERALISMO E DIALOGO SONO STATI ROTTAMATI IN NOME DEL “SI FA COME DICO IO” - UN BRUTALE RITORNO ALLA POLITICA DI POTENZA DELL’OTTOCENTO E TANTI SALUTI A ONU, NATO, UE E ORGANISMI SOVRANAZIONALI – GODONO SOLO PUTIN E XI JINPING, CHE INFATTI DAVANTI AL BLITZ IN VENEZUELA E ALLA MINACCIA DI TRUMP DI OCCUPARE LA GROENLANDIA TACCIONO – SI DIRA’: MA TANTO TRUMP NEL 2028 SARA’ FUORI DALLA CASA BIANCA. SICURI? GIA’ NEL 2021 NON ACCETTO’ LA SCONFITTA E MANDO’ I SUOI SCAGNOZZI AD ASSALTARE IL CONGRESSO – ORA STA IMPRIMENDO AGLI USA UNA LENTA SVOLTA AUTORITARIA E I SEGNALI NON MANCANO…