droghe psichedeliche sostanze trip

QUI C'E' “TRIP” PER GATTI – LE SOSTANZE PSICHEDELICHE SONO L’ULTIMA FRONTIERA NEL CAMPO DELLA SALUTE MENTALE – SEMPRE PIÙ PERSONE USANO LE DROGHE PER CURARE DEPRESSIONE, ANSIA O ALTRI PROBLEMI PSICHICI. MA BISOGNA STARE ATTENTI: PRENDERE UN ACIDO IN DISCOTECA NON VALE GRANCHE', BISOGNA ASSUMERE LE SOSTANZE IN AMBIENTI CONTROLLATI E SOTTO IL SUPERVISIONE DI PERSONALE SPECIALIZZATO...

Estratto dell’articolo di Giulio D'Antona per “la Stampa”

 

sostanze psichedeliche 7

Il saggista statunitense Michael Pollan, nel suo libro del 2018 Come cambiare la tua mente, ha scritto: «Non è questione di aprire le prospettive, ma di allenare la mente ad abbattere le barriere». Parlava dell'utilizzo di sostanze psichedeliche per far fronte a un'instabilità mentale dilagante. […]

 

Di sostanze psichedeliche […] non si è parlato molto, o non molto seriamente, per diversi decenni dopo la prima, grande ondata di interesse che, letterariamente, ha combaciato con l'esortazione ad «aprire i cancelli della mente» di Allen Ginsberg verso la metà degli anni '50, sull'onda ispiratrice di Le porte della percezione di Aldous Huxley, e poi con la colorata e chiassosa carovana a bordo del Furthur Bus del romanziere Ken Kasey nel 1964 – documentata da Tom Wolfe in Electric Kool-Aid Acid Test.

 

sostanze psichedeliche 6

In quegli anni sperimentali e pionieristici, con la mescalina che arrivava in California portata dal vento del deserto e dalla volontà del peyote, l'interesse era alimentato più che altro dalla curiosità. […] I comitati scientifici intravedevano possibili applicazioni pratiche dei trip, dalla cura della depressione patologica alla sedazione analgesica.

 

Con trip si intende un'esperienza psichedelica o un'alterazione della coscienza indotta da sostanze allucinogene. Poi la febbre è dilagata, l'acido lisergico ha preso velocemente piede e la chimica si è impossessata di tutto lo spazio di sperimentazione disponibile. Le sostanze psichedeliche hanno trovato la via della strada, accanto a cocaina ed eroina, trasformando le esperienze positive in casi epidemici.

 

La ricerca, che all'inizio aveva animato la comunità scientifica pungolata da quella intellettuale, ha fatto un passo indietro e tutto d'un tratto parlare di applicazione medica è diventato sconveniente. Che non significa inesatto.

 

sostanze psichedeliche 5

Ora, qualcosa sta accadendo. Nel 2023, il principe Harry, dopo averne scritto nella sua autobiografia Spare, ha parlato diffusamente di come l'ayahuasca […] lo abbia aiutato a superare la morte di sua madre e di come pensasse che potesse essere utile nel trattamento del Disturbo post traumatico da stress nei militari; il microdosing, cioè l'assunzione di piccole dosi di sostanze per far fronte ai disturbi d'ansia è diventato un'abitudine per milioni di persone e sempre di più si sta diffondendo la convinzione che l'impiego di sostanze psichedeliche in medicina non sarebbe così sconsiderato.

ANDY MITCHELL

 

«Viviamo in tempi incerti e per molti versi avvilenti», spiega il neuropsichiatra e saggista britannico Andy Mitchell. «Dopo la pandemia di Covid-19, ci siamo collettivamente accorti che la salute mentale non è qualcosa di garantito solo per il fatto di vivere in – relativa – pace e prosperità».

 

Nel corso degli ultimi anni gli investimenti sulla ricerca medica per l'impiego delle sostanze psichedeliche sono triplicati e il consumo a scopo terapeutico è cresciuto a dismisura. Tra il 2024 e il 2025 sono nate decine di start-up per sviluppare e brevettare varianti di sostanze psichedeliche e di protocolli terapeutici da vendere ai fornitori di servizi sanitari per un utilizzo medico diffuso. «Solo negli Stati Uniti», dice Mitchell, «il valore previsto del mercato dei funghi magici per il 2028 è di 6,4 miliardi di dollari, pari a quello degli alimenti per neonati e circa dieci volte più alto di quello dei cioccolatini colorati M&M's». I funghetti si vendono insomma più delle caramelle.

sostanze psichedeliche 4

 

Mitchell ha deciso di studiare empiricamente il fenomeno, e di scriverne. Ne è uscito il saggio Dieci trip (Einaudi): un suo personalissimo viaggio con lo scopo di aggiornare la percezione delle droghe psichedeliche e del loro impiego. […] «Ero scettico, e per certi versi lo sono rimasto: sebbene creda ai benefici dell'assunzione di queste sostanze per il trattamento di alcune patologie, so anche che occorre una profonda consapevolezza e una preparazione non indifferente per non uscirne, invece, irrimediabilmente danneggiati».

 

sostanze psichedeliche 3

La ricerca di Mitchell, che ha comportato l'assunzione controllata di dieci diverse sostanze in altrettanti ambienti – da un laboratorio nella Sylicon Valley a una tenda rituale nella foresta pluviale – non è fatta a cuor leggero: ha un passato di abusi di alcol e cocaina e per intraprendere il suo viaggio ha interrotto più di vent'anni di sobrietà; inoltre, sua figlia sta combattendo una dipendenza da ketamina […] «Non sento di essere tornato sui miei passi, però», dice. «Anzi, credo di aver fatto dei passi avanti. Ci sono diversi modi per avvicinarsi all'utilizzo delle sostanze psichedeliche, e quello che si adotta da ragazzi di solito è il modo sbagliato».

 

La differenza tra uso e sperimentazione, in Mitchell, è fondamentale e segna il confine tra rischio e beneficio. L'esperienza, nell'assunzione di sostanze psichedeliche, è tutto e determina la riuscita terapeutica dei trip. «È la differenza tra leccare un acido nel bagno di una discoteca e sorseggiare ayahuasca sotto la guida di un sacerdote», spiega.

sostanze psichedeliche 1

 

«Ed è anche il limite dell'impiego medico: le sostanze psichedeliche non vanno mai del tutto d'accordo con la medicina perché per noi parte del vantaggio sta nel poter assumere una pillola in qualsiasi momento e qualsiasi condizione». Per la psichedelia, non è così: il setting deve essere ottimale, altrimenti il sogno può trasformarsi in un incubo. […]

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