jared kushner, steve witkoff, ivanka trump a tel aviv prima della liberazione degli ostaggi israeliani tel aviv

GLI AMERICANI TRASFORMANO TUTTO IN UNO SHOW, ANCHE LA LIBERAZIONE DEGLI OSTAGGI ISRAELIANI – STEVE WITKOFF, JARED KUSHNER E IVANKA TRUMP SALGONO SUL PALCO A TEL AVIV PER CARICARE LA FOLLA IN VISTA DEL RILASCIO DEI 48 PRIGIONIERI ANCORA A GAZA – LE MIGLIAIA DI PERSONE IN PIAZZA HANNO SVENTOLATO BANDIERE AMERICANE, INTONATO CORI PER TRUMP E CONTESTATO NETANYAHU – DOMANI “THE DONALD” ARRIVERÀ IN ISRAELE: PRIMA INCONTRERÀ LE FAMIGLIE E FARÀ UN DISCORSO ALLA KNESSET E POI VOLERÀ IN EGITTO PER PARTECIPARE ALLA CERIMONIA PER LA FIRMA DELL'ACCORDO DI PACE… - VIDEO

 

 

 

Estratto dell’articolo di FRA. CAF. per "la Repubblica"

https://www.repubblica.it/esteri/2025/10/12/news/situazione_gaza_israele_ultime_notizie-424907314/

jared kushner, steve witkoff, ivanka trump a tel aviv prima della liberazione degli ostaggi israeliani 4

 

È Tel Aviv ma sembra l'America. […] Sono da poco passate le 19.30 quando Steve Witkoff, Jared Kushner e Ivanka Trump salgono sul palco della piazza degli ostaggi e dalla folla – 400mila persone dicono gli organizzatori – parte un boato. «Thank you Trump», «Usa» e ancora «Witkoff, Witkoff», gridano migliaia di persone. L'inviato di Donald Trump, l'uomo che insieme al genero del presidente ha dato una svolta al negoziato, guarda davanti e dice: «Non sapete quanto ho sognato questo momento». […] Ieri è iniziata la festa per il ritorno dei 48 ostaggi ancora a Gaza.

 

Contenuta, prudente, all'insegna del «devono ancora arrivare»: ma comunque una festa. Di cui il protagonista assoluto è il presidente e i suoi inviati, che dal palco, a turno, fra un mare di bandiere americane, presentano il disegno complessivo: una «pace condivisa, più forte dell'odio», un Medio Oriente diverso, con «Paesi che una volta erano divisi e che ora sono insieme». Grazie, naturalmente, alla «leadership coraggiosa» di Trump.

 

l'attesa per il rilascio degli ostaggi a tel aviv 1

È un assaggio di ciò che ascolteremo domani, quando il presidente Usa arriverà qui per una visita lampo: un incontro con le famiglie e un discorso alla Knesset, il Parlamento, per ribadire ancora il suo supporto a Benjamin Netanyahu. E poi in Egitto a disegnare il nuovo Medio Oriente: fra i Paesi invitati – scrive ben informato sito Axios, ma non ci sono conferme – ci sarebbe anche l'Iran. […] L'operazione di liberazione dovrebbe iniziare proprio domani mattina.

 

Nella piazza di Tel Aviv, ieri sera Netanyahu non era solo il grande assente: ma soprattutto il grande colpevole, come dimostrano le urla di disapprovazione che si sono alzate appena Witkoff ha fatto il suo nome. Il primo ministro ieri è rimasto in silenzio, in attesa che l'arrivo di Trump e la liberazione degli ostaggi – i venti in vita usciranno subito, mentre per gli altri 28 si annunciano tempi lunghi perché Hamas ha detto di aver problemi a localizzare tutti i corpi – segnino ai suoi occhi, il suo trionfo[…]

l'attesa per il rilascio degli ostaggi a tel aviv 3

 

Kushner ha accennato al fatto che «non tutti i gazawi sono colpevoli», ma nessuno ha reagito: gigantesco invece l'applauso quando ha parlato dei soldati dell'Idf e della «morale» con cui hanno risposto alla «barbarie».

 

Di sicuro Israele non potrà ignorare a lungo i suoi vicini: mentre decine di migliaia di persone cercavano di tornare a casa ieri a Gaza, nelle carceri israeliane è iniziata l'operazione di spostamento dei 250 ergastolani e dei 1700 detenuti gazawi che saranno liberati come previsto dall'accordo. Nella Striscia la situazione è catastrofica: ora che la gente comincia a muoversi e a raccontare, è ancora più evidente. […] Da oggi gli aiuti umanitari cominceranno a entrare in maniera consistente, ieri è passato il primo camion. Non basteranno a rispondere alle enormi esigenze, ma è un punto di partenza.

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