the doodle boy joe whale

SCARABOCCHI A PESO D'ORO – LA STORIA DI JOE WHALE, 12ENNE INGLESE MEGLIO NOTO COME “THE DOODLE BOY”, CHE GRAZIE AI SUOI DISEGNI, DIVENTATI VIRALI ONLINE, HA FIRMATO UN CONTRATTO MILIONARIO CON LA NIKE – IL PADRE: “LA SUA MAESTRA CI HA DETTO CHE ERA DOTATO DI UN TALENTO PARTICOLARE. COSÌ ABBIAMO PUBBLICATO UN PO' DEI SUOI LAVORI IN RETE” – CON L’ACCORDO CON NIKE, JOE WHALE DIVENTERÀ...

Chiara Bruschi per "il Messaggero"

 

the doodle boy 1

Joe Whale ha solo 12 anni ma si è già fatto un nome, anzi un soprannome, nel mondo dell'illustrazione. The Doodle Boy il ragazzo che scarabocchia può contare su 120mila fedelissimi seguaci su Instagram, quasi 50mila su YouTube, un'applicazione per smartphone e un sito web sul quale vende stampe dei suoi disegni da appendere al muro e una linea di vestiti decorata con le sue creazioni. 

 

E adesso la sua passione gli ha fatto conquistare anche un contratto con la Nike. La storia di questo ragazzino di Shrewsbury, una piccola cittadina inglese vicina al confine con il Galles, è destinata a ispirare altri coetanei, genitori e insegnanti, in giro per il mondo. 

 

the doodle boy 2

A SCUOLA 

Tutto è cominciato poco più di un paio di anni fa, poco prima che la pandemia cambiasse la vita di tutti. Joe veniva continuamente redarguito dalle maestre perché in classe, invece di ascoltare, si distraeva disegnando, o scarabocchiando per tradurla letteralmente dall'inglese doodle. Invece di rimproverarlo, i genitori hanno deciso di valorizzare questo bisogno di creatività manifestato inconsciamente dal loro figlio e lo hanno iscritto a un corso di arte, che ha iniziato a frequentare nelle ore dopo la scuola. 

 

«Quando abbiamo realizzato che non faceva abbastanza arte a scuola - ha detto il padre Greg al Times - lo abbiamo iscritto a un corso specializzato e la sua maestra ci ha detto che era dotato di un talento particolare. Così abbiamo pubblicato un po' dei suoi lavori in rete». Su consiglio dell'insegnante, lo hanno aiutato a creare un profilo Instagram dove Joe ha iniziato a postare i suoi disegni. 

 

the doodle boy 3

Il primo a contattarli è stato il gestore di un ristorante, che ha chiesto al giovane artista di disegnare un murale su una delle pareti della sua struttura. In questi due anni lo hanno cercato in tanti: ha decorato le pareti di alcuni ospedali e ha perfino illustrato una collana di libri per bambini pubblicata da un editore americano. Il primo si intitola Game of Scones, ed è un racconto per ragazzi scritto da Eric Luper. 

 

La sua fama quindi è arrivata anche a Los Angeles, dove nel 2020 Joe ha dovuto mettersi alla ricerca di un agente e in poco tempo gli hanno commissionato l'illustrazione del set di un programma televisivo della Nbc, Little Big Shots. In breve tempo Joe è diventato così popolare da essere notato anche dai duchi di Cambridge. Kate e William gli hanno infatti affidato la rappresentazione di uno dei loro tour in treno nel dicembre del 2020. 

the doodle boy 4

 

Successivamente, in occasione della festa del papà Joe ha regalato al genitore un paio di scarpe da ginnastica della Nike, personalizzandole con i suoi inconfondibili doodle. E quando la multinazionale si è accorta del talento artistico del ragazzo e di quello che la sua storia avrebbe potuto insegnare agli altri, lo ha contattato.

 

the doodle boy 5

IL PADRE 

«Hanno capito quanto Joe sia una persona positiva e di grande ispirazione», ha spiegato il padre. The Doodle boy diventerà co-creator, ovvero co-autore di contenuti multimediali per promuovere il marchio e incoraggiare i più piccoli a essere più creativi. 

 

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Per Joe è un sogno che si avvera: l'accordo con «Nike è una cosa davvero grande, uno dei miei sogni. E ci saranno ancora molte novità in arrivo delle quali sono molto entusiasta. Continuo a ripetermi: fai quello che ami, scarabocchia. Mi fa sentire davvero bene. Sono orgoglioso di me stesso. Non penso troppo a quello che faccio ma lascio la mia mente libera. Non faccio piani, disegno quello che sto sentendo in quel momento». 

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Joe disegna da quando aveva tre anni e ha sempre amato rappresentare mostri e alieni. Un'inclinazione innata che il padre, ironizzando, ha spiegato così: «Non credo abbia preso da me. Ho sempre amato l'arte ma, realisticamente, devo dire che l'immaginazione l'ha presa tutta dalla mamma». «Quando sono arrabbiato vado nella mia camera e comincio a disegnare ha raccontato The Doodle boy al quotidiano britannico mi rende felice ed è una delle cose più rilassanti che faccio». Il futuro di Joe sembra già scritto ma la sua incredibile avventura è solo all'inizio.

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