ilaria sula genitori di mark samson

“HO PRESO IL COLTELLO DELLA MORTADELLA, ERO DIETRO DI LEI, L’HO COLPITA, HA GRIDATO POCO” – LA TERRIBILE CONFESSIONE DI MARK SAMSON, IL 23ENNE CHE HA UCCISO L’EX FIDANZATA ILARIA SULA: “È MORTA SUBITO. HO PULITO TUTTO CON LO SCOTTEX E L’HO NASCOSTA DENTRO UNA VALIGIA CHE POI HO BUTTATO VIA” – MA LA SUA VERSIONE FA ACQUA DA TUTTE LE PARTE: LA RAGAZZA AVEVA UN OCCHIO NERO, FERITE SUL LABBRO, GRAFFI SULLE BRACCIA E SUL COLLO. ILARIA HA CERCATO DI DIFENDERSI, FORSE DA UN ASSALTO SESSUALE – L’ASSASSINO SI È RIFIUTATO DI PARLARE DEL RUOLO DELLA MADRE E...

1 - MARK, LA LOTTA CON ILARIA POI LE QUATTRO COLTELLATE “HA GRIDATO POCO”

Estratto dell’articolo di Marco Carta E Andrea Ossino per “la Repubblica”

 

ILARIA SULA MARK SAMSON

 «Le ho fatto del male con il coltello. Fa malissimo anche solo parlarne, anche solo pensarci. Poi non sapevo cosa fare, sono rimasto lì, immobilizzato, traumatizzato per quello che avevo fatto, per quello che ero riuscito a fare inconsapevolmente. Vuol dire che non ero me stesso. Non ero il Mark di tutti i giorni, il Mark che conoscono tutti. Il Mark affettuoso, coccoloso»

 

Manipolatore, lucido. E omertoso. Sono tante le zone d’ombra nella confessione di Mark Samson, il 23enne che il 26 marzo ha ucciso l’ex fidanzata Ilaria Sula dopo averla aggredita con un pugno.

[…] «Piano piano stavo realizzando cosa avevo fatto e che era un problema più grande di me – dice Mark in lacrime – Allora mi sono ricordato di una frase che disse mio nonno prima di andarsene: “A tutto c’è una soluzione, tranne che ai morti”. Non sapevo come uscirne. Così ho pulito tutto con lo scottex e l’ho nascosta dentro una valigia che poi ho buttato via».

Nors Manlapaz con il marito

 

L’aggressione prima del delitto Samson, interrogato per cinque ore, racconta la storia della relazione durata due anni. Dal primo incontro al McDonald’s, dove lavoravano entrambi, alla crisi per l’università.

«O mi fai vedere questi voti o ti lascio », avrebbe detto Ilaria al ragazzo, che si è sempre rifiutato di mostrarle il libretto universitario. Poi inizia il racconto del delitto, subito dopo aver servito la colazione in camera e aver visto alcuni messaggi nel cellulare della vittima.

 

MARK SAMSON

«Prendo il coltello della mortadella con la mano sinistra, ero dietro di lei, stava in piedi, l’ho colpita, ha gridato poco», dice il 23enne, raccontando di aver messo il corpo in due buste.

Mark parla, si ferma, piange, beve e riparte con la sua versione: «È morta subito». Ma non convince.

 

L’autopsia è chiara: Ilaria Sula, prima di essere uccisa, è stata aggredita. Tre coltellate al collo, un’altra sulla guancia, un ematoma sull’occhio «compatibile con un colpo ricevuto con un pugno o con un oggetto», ferite sul labbro, graffi sulle braccia e sul collo. Ilaria ha cercato di difendersi, forse da un assalto sessuale.

 

Mark svia: «Magari ha sbattuto quando è caduta». Nega, mente.

MARK SAMSON

“Alla sua famiglia non piacevo ” Risponde a tutte le domande, tranne a due. La prima sul ruolo della madre, ora indagata per concorso in occultamento di cadavere per averlo aiutato a pulire. La seconda gliela pone più volte il pm: «Avete avuto rapporti sessuali? Perché non mi rispondi?». «Uhmmm…», esclama il giovane. La sua è una narrazione unidirezionale. C’è lui, il ragazzo innamorato: presta soldi a Ilaria quando deve pagare l’affitto, la va a prendere quando esce con le amiche incontrando altri ragazzi, e quando dormono insieme le prepara sempre la colazione: «Sia a casa mia che a casa sua», sottolinea.

 

E poi c’è Ilaria, che «risponde in modo aggressivo», un attimo prima lo chiama «tesoro» e poi mantiene le distanze. Non si trattiene neanche dal lanciare accuse ai genitori della vittima, due persone che a suo dire «non volevano un ragazzo di origini filippine» ma solo albanesi. «Dovevano scegliere il marito della loro figlia», dice Mark raccontando che Ilaria per questo motivo avrebbe litigato con i parenti: «Lei non poteva più tornare a casa loro». Tutto falso, dimostrano le indagini della squadra mobile

[…]

 

2 - «PICCHIATA PRIMA DI ESSERE UCCISA» L’AUTOPSIA DI ILARIA SMENTISCE MARK

ILARIA SULA CON I SUOI GENITORI

Estratto dell’articolo di Fulvio Fiano, Rinaldo Frignani per il “Corriere della Sera”

 

[…] Ilaria era andata in via Homs per chiedere a Mark come si fosse permesso di entrare nel suo pc in sua assenza, provando addirittura a portarlo via se le sue coinquiline non glielo avessero impedito. Da questo sarebbe nata una lite, nella quale la studentessa della Sapienza è stata uccisa quasi certamente la sera stessa del 25 marzo e non il 26 mattina come sostiene Samson.

 

MARK SAMSON

Il 23enne dice di aver perso la testa per i messaggi espliciti che Ilaria si scambiava con un altro ragazzo e che lei gli avrebbe serenamente mostrato, salvo poi strappargli il telefono quando aveva visto che si stava innervosendo. Ma Samson aveva già mentito anche sul suo percorso universitario, nascondendo a Ilaria che stava per mollare Architettura dove aveva sostenuto un solo esame in tre anni, contribuendo con questo alla sua decisione di lasciarlo.

 

Ma non è tutto, perché ricostruendo quei momenti di presumibile tensione Mark, nello stesso interrogatorio di convalida del fermo davanti al gip, si mostra reticente su un altro aspetto che aggraverebbe il già pesantissimo quadro delle accuse. «Avete avuto rapporti sessuali?», gli viene chiesto e lui non risponde. Il pm prova ad aggirare il suo silenzio, indaga sul possibile tentativo di lui di prenderla con la forza: «Se è vero che lei si è fermata a dormire da te, perché non vuoi rispondere sulla questione del rapporto sessuale?». Lo avverte, anche che il dato emergerà comunque dalla autopsia, ma lui ripete di aver detto la verità.

[…]

ILARIA SULA CON I SUOI GENITORILETTERA DI MARK SAMSON AI GENITORI DI ILARIA SULA

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