“AVEVA TUTTO IL CORPO VIOLA E LE LABBRA VIOLA. AVEVA LA TESTA PENZOLONI E LE USCIVA SANGUE DAL NASO” – LA TESTIMONIANZE DELLE SORELLINE DELLA PICCOLA BEATRICE, LA BIMBA DI DUE ANNI MORTA A BORDIGHERA A CAUSA DELLE VIOLENZE E DEI MALTRATTAMENTI COMPIUTI DALLA MADRE, MANUELA AIELLO, E DAL COMPAGNO DELLA DONNA, MANUEL IANNUZZI – ALLE DUE RAGAZZINE, DI 9 E 7 ANNI, ERA STATO DETTO DI NON RACCONTARE COSA FOSSE SUCCESSO A CASA DI IANNUZZI (DOVE LA BIMBA SAREBBE STATA UCCISA), MA POI FORTUNATAMENTE HANNO RACCONTATO LA VERITÀ AI CARABINIERI – LA MATTINA SEGUENTE ALL’OMICIDIO, LA DONNA AVREBBE DETTO ALLE DUE: “NON ANDATE A SCUOLA, È SUCCESSO UN CASINO…”
Estratto dell’articolo di Massimiliano Salvo per "la Repubblica"
beatrice la bambina morta a bordighera
«Non andate a scuola, perché è successo un casino». È la mattina del 9 febbraio scorso e le sorelline di Beatrice sono svegliate dal compagno della madre, Emanuel Iannuzzi, 42 anni. Per la Procura di Imperia qui finiscono le 30 ore di agonia della piccola: Beatrice, 2 anni, è morta dopo un sabato e una domenica di botte. La madre, Manuela Aiello, 43 anni, carica il cadavere in auto e lo avvolge in una coperta, facendo finta che Beatrice sia ancora viva.
«Non si vedeva il viso», è il ricordo delle due sorelline in quel macabro viaggio: dalla casetta di Perinaldo dove avevano passato il fine settimana con la mamma e il compagno — ora entrambi in carcere con l'accusa di aver provocato la morte della piccola dopo maltrattamenti aggravati — alla loro villettta a Bordighera. Dove Aiello chiama il 112. «Mia figlia non respira più». «È caduta dalle scale». Ma per gli investigatori è tutta una messa in scena.
Sono due bambine, di 9 e 7 anni, le testimoni chiave in questa storia dell'orrore dove emergono abusi e violenze che continuavano da mesi: botte, schiaffi, calci, frustate con la cintura e i fili elettrici inflitte da Iannuzzi alla piccola. Violenze che, per i carabinieri di Imperia e Bordighera, la madre non avrebbe mai impedito. Come in quel weekend di febbraio, dove secondo i primi risultati dell'autopsia, Beatrice è morta per un forte trauma cranico che ha provocato un'emorragia cerebrale.
«Più la tenevi su e più la testa cadeva in avanti», «aveva tutto il corpo viola e le labbra viola», ha raccontato la sorella maggiore agli investigatori, come emerge dall'ordinanza di custodia cautelare con cui Iannuzzi è stato arrestato e Aiello ha visto aggravarsi il reato di omicidio preterintenzionale per cui era già in carcere. […]
Per gli inquirenti le sorelline erano state indottrinate già durante quel viaggio in auto di 20 chilometri: non dovevano dire a nessuno di essere state a Perinaldo, né di conoscere Emanuel. E così hanno fatto, davanti ai carabinieri che inizialmente le avevano ascoltate. Ma da allora la loro versione è cambiata.
La sorella maggiore ha raccontato le ultime ore di vita di Beatrice, descrivendo una sofferenza terribile che è andata avanti per giorni. «Stava già molto male» la sera del 7 febbraio, quando le bimbe sono state chiuse al piano di sopra della casetta mentre Aiello e il compagno erano di sotto.
[…] «Sentivamo dei colpi. Bea aveva la testa penzoloni e le usciva sangue dal naso». La sorella l'ha controllata più volte, mentre era sul letto: «Se le alzavo un braccio e poi lo lasciavo, cadeva giù». Eppure, nonostante la gravità della situazione, con Beatrice che avrebbe «vomitato più volte», nessuno ha allertato il 118. Nel pomeriggio la situazione sarebbe ancora peggiorata.
[…] Ma perché nessuno la portava in ospedale? A spiegarglielo sarebbe stata la stessa Aiello: altrimenti il nonno paterno «avrebbe approfittato della situazione per chiedere l'affido delle bambine».
la villetta in cui e morta beatrice a bordighera
In questo quadro sconvolgente di degrado, alcol, cocaina e violenza, secondo gli investigatori coordinati dal procuratore capo Alberto Lari, Aiello lasciava le figlie sole per giorni e notti intere per stare con Iannuzzi. E quando Beatrice veniva presa a botte, lei non alzava un dito per difenderla. Una testimone ha detto ai militari che la madre «la picchiava quotidianamente, era una persona violenta». Aiello ha sempre negato. «Le mie figlie sono la mia vita». Ma la Procura di Imperia non le ha mai creduto.
MANUEL IANNUZZI
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