LA TRANSIZIONE ECOLOGICA? È IBRIDA – PER IL SESTO ANNO DI FILA, TOYOTA È IL PRIMO COSTRUTTORE AUTOMOBILISTICO AL MONDO PER VENDITE: NEL 2025 LA CASA AUTO GIAPPONESE HA IMMATRICOLATO 10,3 MILIONI DI VEICOLI A LIVELLO GLOBALE, GRAZIE SOPRATTUTTO AL SUCCESSO DEI MODELLI CON MOTORE IBRIDO – IL PRINCIPALE RIVALE, VOLKSWAGEN, HA VENDUTO 8,98 MILIONI DI UNITÀ, CON UN CALO DELLO 0,5% RISPETTO AL 2024 – IL RALLENTAMENTO DEL COLOSSO TEDESCO SI SPIEGA CON LE DIFFICOLTÀ NEI MERCATI CHIAVE, COME LA CINA, DOVE I PRODUTTORI LOCALI COME BYD SONO SEMPRE PIÙ COMPETITIVI SU TECNOLOGIA ED EFFICIENZA…
(ANSA) - TOKYO, 14 GEN - Toyota conferma la leadership mondiale nel 2025, mantenendo il primato di costruttore automobilistico con i maggiori volumi di vendita per il sesto anno consecutivo. Secondo i dati diffusi dall'Associazione europea dei costruttori di automobili, tra gennaio e novembre la casa auto giapponese ha immatricolato 10,32 milioni di veicoli a livello globale, mentre il principale rivale, il gruppo tedesco Volkswagen, ha venduto 8,98 milioni di unità nei 12 mesi del 2025, con un calo dello 0,5% rispetto all'anno precedente - ben al di sotto del volume parziale di Toyota.
Il rallentamento di Volkswagen si spiega in gran parte con le difficoltà nei mercati chiave, spiega il rapporto: in Cina, principale sbocco commerciale, le consegne sono scese dell'8%, attestandosi a circa 2,69 milioni di auto, schiacciate dalla crescente concorrenza dei produttori locali, sempre più competitivi su tecnologia ed efficienza.
Negli Stati Uniti, l'impatto è stato aggravato dalle misure tariffarie rilanciate dall'amministrazione Donald Trump, che hanno provocato un calo delle vendite del 10,4%.
Dal canto suo, Toyota mantiene la corona dal 2020, grazie anche all'inclusione nei propri dati consolidati delle controllate Daihatsu Motor, specializzata in city car, e Hino Motors, leader nei veicoli commerciali leggeri e pesanti. Una strategia tra ibrido ed elettrico, meno dipendente dai veicoli full-electric rispetto ai rivali europei, che secondo gli analisti del settore sembra continuare a pagare in un contesto globale ancora frammentato per infrastrutture, politiche industriali e preferenze dei consumatori.




