TRUMP VIENE “FRIENDZONATO” ANCHE DA CICCIO-KIM – PERCHÉ LA COREA DEL NORD HA LANCIATO DIECI MISSILI DOPO L’OFFERTA DI DIALOGO DEL TYCOON? IL REGIME DI PYONGYANG NEGA IL POSSIBILE FACCIA A FACCIA DI DONALD CON KIM JONG-UN, E ORMAI È UN ALLEATO INDISSOLUBILE DI PUTIN E XI JINPING – I RAZZI PERÒ POTREBBERO AIUTARE TRUMP A “VENDERE” LA SUA APERTURA ALL’OPINIONE PUBBLICA AMERICANA, DANDO A INTENDERE CHE IL DIALOGO CON PYONGYANG È NECESSARIO PER STABILIZZARE LA PENISOLA COREANA. MA PER APRIRE IL NEGOZIATO, KIM CHIEDE UN RICONOSCIMENTO DI POTENZA NUCLEARE DI FATTO...
Estratto dell'articolo di Guido Santevecchi per www.corriere.it
DONALD TRUMP PUBBLICA UNA FOTO IN COMPAGNIA DI KIM JONG UN
Dieci missili sono stati lanciati ieri mattina dalla Nord Corea verso il mare a Oriente della penisola. [...]
Questi dieci missili sembrano dunque la risposta di Kim Jong-un alle ultime mosse di Donald Trump, che mercoledì 19 agosto ha detto di voler incontrare il Maresciallo nordcoreano prima della fine dell’anno (probabilmente a novembre quando il presidente americano è atteso a Shenzhen in Cina per il vertice annuale dell’Apec, l’organizzazione per l’Asia-Pacific Economic Cooperation).
Dopo molti mesi di apparente disinteresse della Casa Bianca per il fronte della penisola coreana, Trump ha segnalato di voler riaprire il canale con Pyongyang, con una dichiarazione choc: ha ordinato al Pentagono una riduzione drastica le manovre militari congiunte con l’esercito sudcoreano, sostenendo che sono «troppo costose» e mandano «un segnale inopportuno e ostile» a Kim, che con lui avrebbe avuto un atteggiamento «non minaccioso e rispettoso». Trump ha aggiunto di essere sempre in contatto con il leader nordcoreano e di aver avuto riscontri positivi alla sua apertura.
Molti politologi sono convinti che il ritorno di fiamma (affettuosa) del presidente nei confronti del capo del regime nordcoreano sia un diversivo dalla crisi iraniana per la quale la Casa Bianca da sei mesi non trova una soluzione. Un vertice con Kim Jong-un [...] rilancerebbe l’immagine di un Trump uomo di pace e di grandi accordi.
[...] Il tentativo di Trump di riaprire la danza negoziale con Kim non ha spinto Pyongyang a rispondere positivamente. Il Maresciallo continua a tacere e ha incaricato la sorella di lanciare un commento in apparenza poco incoraggiante. Kim Yo-jong mercoledì 19 agosto, mentre il capo della Casa Bianca parlava del suo desiderio di organizzare un nuovo vertice, ha dichiarato che la riduzione delle manovre militari a Sud del 38° Parallelo «non meritano alcun commento» perché non cambia la loro natura «aggressiva e provocatoria».
La signora, che è la più fidata consigliera del fratello, ha affermato che se gli Stati Uniti pensano che il ridimensionamento delle operazioni militari congiunte con la Sud Corea «siano un segnale di buona volontà, non otterranno la risposta desiderata». Kim Yo-jong ha aggiunto di essere «assolutamente all’oscuro di ogni contatto» tra il fratello e il presidente.
Ma ha concluso osservando che Kim conserva «cari ricordi e sentimenti personali» degli incontri» con Trump. Mai dire mai, dunque.
Che cosa significano allora i dieci missili lanciati oggi dalla Nord Corea? Non sono un no esplosivo alla possibilità di un nuovo vertice con gli Stati Uniti. Potrebbero aiutare Trump a «vendere» la sua apertura all’opinione pubblica americana, dando a intendere che il dialogo con Pyongyang è necessario per stabilizzare la penisola coreana.
Ma è chiaro che rispetto al 2018-2019 il negoziato non avrebbe più al centro la denuclearizzazione di Pyongyang. Kim in questi anni ha continuato a sviluppare il suo arsenale, che ora secondo l’intelligence di Seul conta su 80-120 ordigni nucleari. Il doppio rispetto al calcolo americano: Trump ha appena parlato di 57 testate «molto potenti». I numeri esatti sono tutto sommato poco rilevanti: il dato di fatto è che la Nord Corea è una potenza nucleare di fatto e che Kim considera le sue testate la polizza di assicurazione irrinunciabile sulla propria vita e sull’esistenza del regime. Un eventuale dialogo potrebbe ripartire sulla base di un contenimento della corsa nucleare in cambio della fine delle sanzioni americane e internazionali che ormai comunque né la Russia né la Cina rispettano più.
john bolton, mike pompeo e donald trump incontrano kim jong un
DONALD TRUMP E KIM JONG UN


